Mario Staderini, presidente del comitato 'Roma si muove”Non capita spesso vedere un Ministro in carica fermarsi ad un banchetto per la raccolta di firme e dire sì a un referendum. Lo ha fatto il ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania (nella foto), a Roma, al mercato di Campo de' Fiori, proprio sotto al monumento a Giordano Bruno. Dopo la presentazione del disegno di legge per limitare il consumo del suolo agricolo dovuto alla cementificazione e dopo gli incontri con i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni agricole, il ministro Catania ha firmato per il referendum, promosso dal comitato 'Roma Sì Muove”, che affronta lo stesso tema per il territorio comunale della città.

Ad essere sottoscritto da una firma tanto illustre è stato il quesito N.6, con il quale si chiede che «Roma Capitale adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie a predisporre e attuare, attraverso la revisione delle previsioni edificatorie del Piano Regolatore Generale e le conseguenti misure di salvaguardia, un piano straordinario finalizzato al blocco del consumo di territorio e al recupero qualitativo ed energetico del patrimonio edilizio e dei tessuti urbani esistenti». Per la cementificazione negli ultimi 40 anni in Italia sono stati persi 5 milioni di terreni agricoli e si continuano a impermeabilizzare 100 ettari ogni giorno. Oltre tutto il consumo di suolo interessa principalmente i terreni migliori, potenzialmente i più fertili.

Il ministro aveva denunciato il fenomeno il 24 luglio scorso in un convegno a Palazzo San Macuto con il presidente di Slow Food Carlo Petrini e il giornalista Sergio Rizzo. «Dobbiamo invertire immediatamente questa tendenza - ha detto il ministro Catania a Campo de' Fiori - che ha avuto degli effetti deleteri anche sul territorio di Roma, che è un comune agricolo molto importante. Ecco perché ho firmato oggi questo referendum».

Per il futuro di Roma e dell'intero Paese, dove spesso il paesaggio ha riportato danni irreversibili, si deve quindi procedere verso il riuso di quanto già edificato, dopo averlo ristrutturato e messo in sicurezza. Larga parte del mondo agricolo e delle associazioni ambientaliste hanno già espresso forte apprezzamento per questo progetto che per essere realizzato - come ha precisato il Ministro - deve poter contare sul contributo e l'adesione di tutti. Oltre all'abrogazione della norma che consente agli enti locali di utilizzare i proventi dei titoli edili per finanziare spese correnti - in altre parole per fare cassa - la bozza del ddl prevede un tetto alle superfici agricole edificabili (in Germania da tempo è fissato al 6%) e il congelamento della destinazione d'uso di terreni agricoli che abbiano ricevuto un sostegno dall'Unione europea.

Soddisfatti della firma del ministro Mario Staderini e Umberto Croppi, rispettivamente presidente e coordinatore del comitato «Roma Sì Muove». «La sua presenza qui è stata un grande evento. Con la sua legge presentata in Palamento il ministro Catania sta cercando di far passare il principio importante per cui gli oneri concessori non possono essere utilizzati per la spesa corrente dei comuni, e questo è un vero antidoto al consumo di suolo privo di qialsiasi ragionevolezza. Negli ultimi 15 anni anche anche a Roma il 60% il territorio è ormai cementificato e se ne consumano 300 ettari l'anno. Con questo referendum chiediamo una variante al piano regolatore che ne prevede la copertura di altri 5mila. Dobbiamo riqualificare l'esistente, prima ancora che costruire. Vogliamo dimostrare che l'edilizia deve andare avanti, che può fare business ma in modo intelligente. A Roma ci sono 250 mila case sfitte ma si continua a costruire per altri complessi che poi non hanno servizi» .Gli altri temi del referendum, per cui si può firmare fino al 30 settembre, riguardano il traffico, i servizi ai cittadini, i rifiuti, la libertà di accesso al mare, l'azzeramento dei vertici delle aziende municipalizzate, il testamento biologico e il riconoscimento delle coppie di fatto.