Con gli ultimi aumenti il prezzo di un litro di benzina ha sfiorato i due euro e ha superato del 50% quello di un litro di latte fresco. è quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'analisi del Codacons nel sottolineare che con gli aumenti un pieno di benzina per una automobile di media cilindrata con un serbatoio di 50 litri sfiora i cento euro e condiziona la capacità di spesa delle famiglie.

Un litro di benzina è arrivato a costare ben più di un chilo di pasta, come un chilo di pesche e poco meno di tre chili di cocomero. Una situazione insostenibile che mette a rischio la ripresa dell'economia in un Paese in cui l'88% delle merci viaggia su strada.

A subire gli effetti del caro carburanti sono anche le imprese agricole che in questo momento consumano grandi quantità di gasolio per garantire l'irrigazione nei campi per salvare le coltivazioni agricole dal caldo e dalla siccità. A subire gli effetti dell'aumento dei costi energetici è in realtà l'intero sistema agroalimentare, produzione, trasformazione e distribuzione, dove si stima che i costi di trasporto e della logistica siano circa un terzo del totale.