Il G20 lancia l’allarme cibo: Pericolo di una una carestia mondiale
È stato il crollo dei raccolti negli Stati Uniti con un calo stimato del 13% per il mais e del 12% per la soia, che servono per alimentare gli animali, a provocare l’allarme mondiale per la disponibilità del cibo con aumenti dei prezzi delle materie prime superiori al 30% dall’inizio dell’anno
L'allarme cibo per una carestia mondiale lanciato dal G20 rischia di aggravare la crisi economica anche in Italia che importa l'80% della soia di cui ha bisogno, quasi la metà del grano che consuma e anche circa il 20% del mais necessario, che sono le materie prime agricole oggetto dei forti rincari per effetto del crollo della produzione mondiale. è quanto afferma la Coldiretti nel commentare la convocazione con urgenza per il 27 agosto di una prima conference call tra i Paesi membri per affrontare la nuova emergenza alimentare che aggraverebbe ulteriormente la crisi e potrebbe portare alle rivolte di piazza come nel 2008. è stato il crollo dei raccolti negli Stati Uniti con un calo stimato del 13% per il mais e del 12% per la soia, che servono per alimentare gli animali destinati alla produzione di latte e carne, a provocare l'allarme mondiale per la disponibilità del cibo con aumenti dei prezzi delle materie prime agricole superiori al 30% dall'inizio dell'anno. Un problema che riguarda anche l'Italia che oltre ad essere fortemente dipendente per le importazioni dall'estero è stata colpita dalla più grave siccità dell'ultimo decennio con perdite alle coltivazioni in centinaia di migliaia di ettari che hanno provocato tagli ai raccolti che vanno dal 30% per il mais fino al 40% per la soia, ma forti riduzioni sono previste per la barbabietola da zucchero con quasi il dimezzamento della produzione nelle regioni del Nord e per il girasole (-20%), con la richiesta della dichiarazione dello stato di calamità.
La siccità ha colpito anche gli Usa dove la temperatura media a luglio è stata la più elevata della storia con danni superiori a 12 miliardi di euro per il settore agricolo che è diventato addirittura terreno di scontro politico per le elezioni presidenziali con Barak Obama che dallo Iowa ha denunciato la contrarietà di Ryan, neonominato vice di Mitt Romney, alle misure di sostegno agli agricoltori mentre veniva annunciato che il governo americano ha previsto l'acquisto fino a 170 milioni di dollari di carne per aiutare gli allevatori colpiti dalla siccità.
L'andamento dei prezzi delle materie prime agricole sta provocando effetti sui mercati internazionali dove con i rincari si prospetta una ripresa dell'inflazione, ma è allarme anche per il commercio internazionale con il rischio di mancata consegna delle forniture con effetti drammatici sul piano della disponibilità di cibo nei paesi poveri e della sicurezza sociale in paesi come la Libia o l'Egitto che sono forti importatori di grano e si teme il ritorno della guerra del pane. L'aumento dei prezzi è giustificato sul piano congiunturale dal clima che ha colpito con il caldo e la siccità gli Usa mentre un calo dei raccolti è previsto in Russia nella zona del mar Nero per le alluvioni ed in Ucraina, ma in realtà a pesare sono anche i cambiamenti strutturali come ha evidenziano l'ultimo rapporto Ocse-Fao secondo il quale la produzione agricola deve crescere del 60% nei prossimi 40 anni per far fronte all'aumento della domanda della maggiore popolazione mondiale, alla richiesta di biocarburanti che è stata messa in discussione dalla Fao e alla crescita dei redditi in paesi come la Cinaoa che spinge al maggiore consumo di carne e, quindi, di mangime per gli allevamenti. «Una situazione che conferma l'importanza che l'Italia difenda e valorizzi il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile in una situazione in cui già adesso circa la metà dei prodotti alimentari sono importati» sostiene il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Il 46% degli italiani è infatti preoccupato che la produzione di cibo non sia sufficiente a soddisfare il fabbisogno della popolazione anche per effetto del calo delle terra coltivata, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro del luglio 2012. La preoccupazione degli italiani è superiore a quella della media dei cittadini europei che si ferma al 43% anche se i più allarmati sono i greci con il 94%, i più colpiti dalla crisi tra gli europei.
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