Sequestrate 26mila uova a Foggia. Assente la marchiatura identificativa
I carabinieri del Nas di Foggia hanno messo i sigilli a uno stabilimento nel Foggiano utilizzato per lo stoccaggio e l’imballaggio di uova, sconosciuto alle autorità di controllo. Sequestrate 26mila uova prive di marchiatura, quasi 8mila imballaggi e un’attrezzatura usata per il confezionamento
FOGGIA - Oltre 26mila uova sono state sequestrate dai carabinieri del Nas di Foggia lo scorso 21 luglio. Le uova erano prive di marchiatura identificativa e - vista l'ignota origine - sono state ritenute pericolose per la salute pubblica e sottoposte a immediata distruzione. L'attività svolta dal Nas, dopo il recente sequestro di quasi 80mila uova irregolari e illecitamente etichettate da uno stabilimento, ha permesso di individuare un altro capannone industriale, utilizzato per lo stoccaggio e l'imballaggio di uova, del tutto sconosciuto alle autorità di controllo.Nel corso dell'ispezione igienico sanitaria, svolta con la collaborazione di personale della locale Azienda Sanitaria Provinciale, i militari del Nucleo pugliese hanno accertato l'assoluta abusività della struttura, priva di un provvedimento autorizzativo, e l'inadeguatezza dell'attività svolta, che non disponeva neanche dei sistemi di autocontrollo e di rintracciabilità del prodotto. Dagli accertamenti, tuttora in corso, non è possibile infatti risalire alla provenienza delle uova che, una volta etichettate con date e informazioni di fantasia, sarebbero state distribuite a esercizi commerciali e mercati rionali della provincia foggiana per la vendita al consumatore.
Sequestrati inoltre quasi 8mila imballaggi e un'attrezzatura utilizzata per il confezionamento delle uova e l'applicazione dei falsi dati di commercializzazione, mentre a carico della struttura è stato adottato un provvedimento di chiusura immediata.
Per le uova in vendita in Italia è obbligatorio un sistema di etichettatura che è importante verificare sempre, sottolinea la Coldiretti nel commentare positivamente l'operazione dei carabinieri Nas di Foggia. Le uova di gallina hanno un sistema di etichettatura obbligatorio che consente di distinguere la provenienza e il metodo di allevamento con un codice che con il primo numero consente di risalire al tipo di allevamento (0 per biologico, 1 all'aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie), la seconda sigla indica lo Stato in cui è stato deposto (es. IT), seguono le indicazioni relative al codice Istat del Comune, alla sigla della Provincia e, infine il codice distintivo dell'allevatore. A queste informazioni si aggiungono quelle relative alle differenti categorie (A e B a seconda che siano per il consumo umano o per quello industriale) per indicare il livello qualitativo e di freschezza e le diverse classificazioni in base al peso (XL, L, M, S).
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