MANTOVA - Il Nas di Cremona ha posto sotto sequestro 2.300 prosciutti Dop ottenuti da animali alimentati con rifiuti, 750 suini e 30 tonnellate di scarti alimentari. L'indagine, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Mantova, Antonino Condorelli, nasce nella scorsa primavera, quando nel corso di un'ispezione igienico sanitaria presso una struttura agricola del Mantovano, che si occupa di allevamento di suini destinati alla produzione di prosciutti tutelati Dop (Parma, San Daniele, Modena, etc.), i militari hanno scoperto che presso l'azienda venivano stoccati ingenti quantitativi di rifiuti speciali di origine animale e vegetale, costituiti da scarti di lavorazione dell'industria alimentare, venduti da 2 ditte del settore alimentare, una del Mantovano e l'altra della provincia di Parma, entrambi facenti capo ad un unico titolare.

Gli 'scarti”, invece di essere trasportati a un impianto di biogas per la produzione di energia come previsto dalla normativa, venivano stoccati presso l'allevamento dove venivano somministrati come mangime ai maiali. Sono stati posti sotto sequestro circa 750 suini e 30 tonnellate di scarti di lavorazione, pronti per essere somministrati agli animali. L'allevamento mantovano era inserito nelle filiere di produzione di diversi prosciutti a Denominazione di origine protetta e negli ultimi 24 mesi le 2 aziende agroalimentari avevano inviato alla struttura agricola circa 250 tonnellate di rifiuti agroalimentari con i quali si stima siano stati alimentati quasi 2mila suini e ottenuti circa 3.500 prosciutti.

L'operazione ha consentito al Nas di Cremona di sottrarre alla distribuzione oltre 1.900 'Prosciutti di Parma Dop” e 'Prosciutti di Modena Dop” e circa 400 'Prosciutti San Daniele Dop”, detenuti in stagionatura da oltre 40 stabilimenti emiliani e friulani, per un valore complessivo di circa 300mila euro. Il titolare dell'allevamento è stato denunciato per frode in commercio e vendita di prodotti non genuini, nonché, in concorso con il rappresentante legale delle 2 aziende agroalimentari, per traffico illecito di rifiuti.

«Le frodi a tavola sono quelle più temute dagli italiani con 6 cittadini su 10 (60%) che le considerano più gravi di quelle fiscali e degli scandali finanziari, poiché possono avere effetti sulla salute», ha dichiarato la Coldiretti nel commentare positivamente l'intervento del Nas di Cremona. «Gli ottimi risultati dell'attività di controllo confermano la necessità di tenere alta la guardia contro le frodi a tavola, che mettono a rischio la salute dei cittadini e fanno concorrenza sleale alle imprese che sono impegnate nel mantenere alti standard di qualità. Un pericolo che si amplifica in un momento di crisi in cui da una parte aumenta il rischio che per risparmiare vengano utilizzati prodotti o processi produttivi pericolosi e dall'altra cresce il numero di coloro che sono costretti ad acquistare prodotti alimentari a basso prezzo».

«Un inganno che tra frodi e falsificazioni - precisa la Coldiretti - sottrae all'agroalimentare nazionale ben 164 milioni al giorno che potrebbero invece generare reddito e occupazione. La credibilità conquistata dai produttori italiani nel garantire la qualità delle produzioni è un patrimonio da difendere nei confronti di quanti con le frodi e la contraffazione cercano di sfruttare la fiducia acquisita per fare affari. La contraffazione alimentare - conclude - è un crimine particolarmente odioso perche si fonda soprattutto sull'inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacita di spesa, sono costretti a risparmiare sul cibo».