La Legge per la tutela, la valorizzazione e la commercializzazione del tartufo in Abruzzo, a 24 anni di distanza dall'ultimo provvedimento regionale del 1988, si rinnova. Obiettivo: tutelare ancora di più il prodotto e incrementare il patrimonio tartuficolo. Secondo la legge, sarà possibile raccogliere e commercializzare per il consumo nove forme diverse di tartufo, appartenenti a sette specie distinte. In più ci sarà una maggiore flessibilità attraverso la chiusura di parte del territorio regionale alla raccolta, la variazione del calendario e delle quantità di raccolta giornaliere.

Molto importante è anche un altro aspetto della nuova legge inerente l'identificazione delle "Zone geografiche di raccolta e produzione", che è possibile perchè la Regione Abruzzo dispone della "Cartografia delle aree vocate". A garantire la promozione di un marchio di qualità del tartufo abruzzese sarà la Giunta Regionale che intende sostenere tutte le iniziative orientate alla promozione del prodotto: ricerca, sperimentazione, tutela, percorsi gastronomici.

Varierà anche la tassa di concessione regionale che, a fronte dell'aumento previsto, destina il 50% delle entrate ad attività inerenti la ricerca, sperimentazione, tutela e valorizzazione del tartufo istituendo, a tal proposito, uno specifico capitolo di spesa. Mentre resta quasi del tutto invariata la tecnica di raccolta: si elimina l'uso dello zappetto, rimane l'uso del vanghello mentre la validità del tesserino passa da 6 a 10 anni.

Queste modifiche investono ben 6mila cercatori autorizzati e paganti il tesserino per la raccolta, 36 aziende che ogni anno producono e lavorano 210 quintali di questo particolare e pregiato fungo (seconda regione dietro l'Umbria), 3 vivai per la coltivazione (di cui 1 pubblico) mentre sono 6 le associazioni riconosciute sul territorio abruzzese.

«Era giusto e necessario intervenire per adeguare il quadro normativo regionale ai mutati scenari di questo settore che è sempre più in evoluzione», ha detto l'assessore all'Agricoltura, Mauro Febbo (nella foto) in occasione di un convegno che si è svolto a Quadri, la città del tartufo in provincia di Chieti. Al convegno hanno preso parte le autorità e le rappresentanze di produttori, raccoglitori, commercianti, trasformatori e ristoratori.

«è nato un confronto costruttivo - sottolinea Febbo - nel corso del quale abbiamo illustrato il testo della Legge presentata in Consiglio regionale e che tra 10-15 giorni sarà discussa in Commissione. Nel corso del dibattito sono emersi numerosi interventi di condivisione e plauso in merito al testo, atteso da molto tempo, e sono arrivati anche dei suggerimenti per piccole modifiche, come quelle relative agli orari, che solo al vaglio degli uffici competenti. Il confronto è stato utile anche per discutere degli aspetti fiscali in merito ai quali ritengo necessario intervenire a livello nazionale introducendo un regime agevolato ed un abbassamento dell'Iva al 4%».

«Proposte che sono state ampiamente condivise da parte da tutti gli attori intervenuti», ha proseguito Febbo. «Ci tengo ad evidenziare come il mondo dei tartufi abbia accolto con grande favore questa nuova Legge che era diventata assolutamente necessaria ed urgente per un settore che è doveroso tutelare e valorizzare».

«Tutti i soggetti coinvolti nella filiera del tartufo in Abruzzo - ha concluso Febbo - sollecitavano, da anni, una nuova legge di riordino del settore, alla luce delle nuove esigenze derivanti da una diversa collocazione della Regione che negli ultimi anni si e' ricavata un ruolo di primo piano a livello nazionale. Questa proposta, predisposta dagli organi tecnici del competente Servizio della Direzione Agricoltura nel rispetto dell'attuale quadro normativo della Legge 752/85, nasce con il duplice scopo di tutelare e preservare il patrimonio tartufigeno della regione e al tempo stesso valorizzare la produzione locale, ancora troppo spesso venduta, in modo anonimo, sui mercati di regioni più conosciute. L'incontro di Quadri rappresenta un ulteriore momento di confronto visto che gli operatori del settore sono stati coinvolti a vario titolo nel corso della stesura dell'articolato ad iniziare dagli organi delegati al controllo unitamente alle associazioni dei tartufai e dei tartuficoltori».