A Prato chiuso un ristorante cinese. Il titolare non conosceva l'italiano
Riscontrate numerose irregolarità in uno dei tanti ristoranti cinesi di Prato. La Guardia di finanza ha fatto chiudere il locale, che per riaprire dovrà pagare una sanzione compresa tra i 2.500 e i 15mila euro, dimostrando di avere i requisiti. In più il titolare non conosceva la lingua italiana
Il titolare non conosce l'italiano e il ristorante viene chiuso. è successo a Prato, dove è presente una delle più numerose comunità cinesi d'Italia e d'Europa. La Guardia di finanza ha sequestrato un grande ristorante cinese, aperto in via Roncioni nel febbraio 2010, perché, tra le varie irregolarità riscontrate, c'era anche il fatto che il titolare non conosceva l'italiano. Una norma obbliga i titolari dei locali a frequentare un corso di formazione, dove è previsto anche l'insegnamento della lingua italiana.
Il locale è stato posto sotto sequestro e potrà riaprire solo quando tutte le irregolarità saranno sanate. Le contestazioni riguardano l'applicazione del testo unico del Commercio della Regione Toscana, che disciplina l'apertura di nuovi negozi. Per poter riaprire dovrà pagare una sanzione compresa tra i 2.500 e i 15mila euro, oltre che dimostrare di avere tutti i requisiti previsti dalla legge.

