Fedeli, last minute o indifferenti? Ecco l'identikit dei consumatori
Secondo i dati dell’Osservatorio Nestlé-Fondazione Adi, il 64% degli italiani va alla ricerca del prezzo più basso. Più di un consumatore su 4 resta ancora affezionato al brand “di fiducia” dichiarando che non sostituirebbe mai prodotti della sua marca preferita con altri scontati o in promozione
In tempo di crisi il Belpaese corre ai ripari, soprattutto al momento di fare la spesa, come dimostrano i dati della 3ª edizione dell'Osservatorio Nestlé-Fondazione Adi. Dalla ricerca emerge, infatti, come l'atto di acquisto sia dettato per ben il 64% degli italiani dalla ricerca del prezzo più basso. Nonostante ciò, più di un consumatore su 4 resta ancora fedele al brand 'di fiducia” (25,5%), dichiarando che non sostituirebbe mai prodotti della sua marca preferita con altri in sconto o in promozione.

Lo studio, che rappresenta una delle più complete indagini annuali sullo stato di forma fisica e sulle abitudini alimentari della popolazione, ha infatti rilevato 5 cluster di consumatori incrociando l'attitudine al prezzo con lo stile di vita. La necessità di questa correlazione nasce dalla sempre più diffusa e allarmante predisposizione ad un acquisto conveniente a scapito di una valutazione ponderata della qualità organolettica e nutrizionale dei prodotti. Per quanto possa risultare inevitabile, infatti, che in tempo di crisi gli italiani stringano la cinghia, è comunque necessario mantenere alta l'attenzione a corrette scelte alimentari per non compromettere la buona salute e non rinunciare alle proprie preferenze di gusto.
I FEDELI
Quando si innamorano di un brand rimangono fedeli per tutta la vita! Conoscono il prezzo, ma è poco rilevante perché costoro hanno occhi solo per i prodotti del loro brand preferito, senza curarsi del resto. I fedeli (25,5% del campione) non riescono proprio ad accontentarsi, e, se nel negozio di fiducia non trovano la propria marca di prodotti alimentari, vanno a cercarla altrove! Il 'tipo fedele” è per lo più una donna, prevalentemente residente al sud o nelle isole, con una buona dose di ottimismo: il 57% dei fedeli dichiara, infatti, di seguire con molta facilità una sana alimentazione e di tenere sotto controllo il proprio peso tutti i giorni. Peccato, però, che siano meno virtuosi quando si parla di attività fisica; il 31% dichiara, infatti, di non praticare mai sport e il 39% di fare una vita sedentaria.
I LAST MINUTE
Sono gli 'affaristi” dell'ultimo momento e sono davvero in tanti, il 43%! Non conoscono i prezzi ma, al momento dell'acquisto, cercano di 'fare un buon affare”. Risiedono prevalentemente al nord (48% contro il 18% del centro e il 33 % del sud e isole), ritengono che l'alimentazione equilibrata sia molto importante (93%) e che equivalga a sentirsi sani ed in forma (40%). Nonostante ciò, il 21% di questi consumatori ancora non riesce a seguire con facilità un'alimentazione varia ed equilibrata, il 68% non fa attenzione al contenuto calorico dei cibi che mangia e il 56% si ritiene obeso o in sovrappeso.
I PARSIMONIOSI
Quando vanno a fare la spesa sono sempre alla ricerca del prezzo più basso e a caccia di promozioni. Acquistano spesso i prodotti alimentari in offerta indipendentemente dal brand ma hanno una gran memoria: dichiarano, infatti, di conoscere e ricordare i prezzi dei prodotti alimentari delle principali marche.
Questo 21% a tavola è un gran consumatore di pasta o riso, spesso accompagnati da una birra di cui fa un gran consumo. Tra i parsimoniosi circa il 51% afferma che sia facile seguire un'alimentazione sana ed equilibrata e ben il 41% dichiara di considerare 'l'alimentazione” lo strumento per sentirsi sani e in forma; quando però arriva il momento dello spuntino, sceglie i cibi sbagliati (patatine, panini farciti, pizze e focacce). Rispetto agli altri, i parsimoniosi fanno poca attività fisica: ben il 43%, infatti, dichiara di praticare sport meno di 1 ora a settimana.
GLI INNOVATORI
Sono la piccola parte dei consumatori (6,7%) che si dichiara disposta a pagare in più per caratteristiche di prodotto nuove, speciali e distintive. L'innovatore 'tipo” è un uomo (53%), molto sportivo (il 38% dichiara infatti di fare sport con regolarità), che al mattino fa una colazione varia ed abbondante e che, oltre al solito latte e caffè, prevede anche yogurt, frutta e spremute. Sano anche lo spuntino dell'innovatore che prevede prevalentemente frutta (30%), yogurt (19%) e cereali (15%).
L'alimentazione varia ed equilibrata è molto importante per questo tipo di consumatore (lo dichiara il 96% degli intervistati) ed è anche molto semplice da seguire (per il 57%). Il 47% degli innovatori, infatti, mangia per sentirsi sano ed in forma e si attiva per controllare il proprio peso tutti i giorni (47% contro il 39% del totale del campione). L'innovatore è dunque molto attento al cibo, in particolare controlla il contenuto calorico (il 53% lo fa sempre o spesso) e le porzioni che consuma (il 59%).
GLI INDIFFERENTI
Vista la crisi sono una categoria in estinzione rappresentano infatti una piccolissima parte del campione (3,8%), non conoscono il prezzo, né lo ritengono rilevante. Per loro 'i prodotti alimentari costano così poco che non vale la pena perdere tempo a cercare il prezzo più basso”.
Ma qual è il profilo dell'indifferente tipo? è prettamente un uomo (61%) che risiede al sud o nelle isole (38%) e che fa una vita mediamente sedentaria (41%). Solitamente non ama spezzare l'appetito con degli spuntini (69%) ed è molto difficile trovarlo davanti alla tv per il pranzo o la cena (il 37% dichiara di non farlo mai), prediligendo la convivialità e il gusto di stare a tavola. Ben il 60% degli indifferenti dichiara, inoltre, di sentirsi in sovrappeso, eppure, il 34% non fa mai nulla per controllare il proprio peso e il 70% non conosce neppure il proprio fabbisogno giornaliero di calorie.
Secondo Giuseppe Fatati, coordinatore scientifico dell'Osservatorio Nestlé e presidente della Fondazione Adi, «dai dati emerge un quadro interessante per individuare le aree di miglioramento nelle abitudini alimentari. Infatti, soprattutto se negative, le scelte tendono a consolidarsi nel tempo e ad essere, anzi, peggiorate e rese lecite proprio dall'alibi della crisi persistente. Nella nostra società la necessità di buone regole a tavola può talvolta non essere riconosciuta come prioritaria portando, in questa ottica, a considerare l'alimento come uno dei molti beni di consumo, possibilmente in grande varietà e a basso costo. Purtroppo, però, a tavola, il basso costo spesso corrisponde a una bassa qualità di ciò che si consuma con ricadute in termini di valori nutrizionali e appagamento sensoriale. Il fatto dunque che il 43% del campione (ovvero il cluster last minute) cerchi un buon affare è una testimonianza molto allarmante e degna di una riflessione approfondita. è dunque importante tenere monitorati nel tempo gli indici di comportamento e lo stato fisico della popolazione per focalizzare la possibili aree di intervento».
LA METODOLOGIA
La terza edizione dell'Osservatorio Nestlé - Fondazione Adi ha visto coinvolto un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana per sesso, età, area geografica, intervistato telefonicamente. Il questionario è stato compilato anche online da oltre 5.500 persone che hanno offerto una fotografia esatta e mirata dello stato di salute del paese.

Lo studio, che rappresenta una delle più complete indagini annuali sullo stato di forma fisica e sulle abitudini alimentari della popolazione, ha infatti rilevato 5 cluster di consumatori incrociando l'attitudine al prezzo con lo stile di vita. La necessità di questa correlazione nasce dalla sempre più diffusa e allarmante predisposizione ad un acquisto conveniente a scapito di una valutazione ponderata della qualità organolettica e nutrizionale dei prodotti. Per quanto possa risultare inevitabile, infatti, che in tempo di crisi gli italiani stringano la cinghia, è comunque necessario mantenere alta l'attenzione a corrette scelte alimentari per non compromettere la buona salute e non rinunciare alle proprie preferenze di gusto.
I FEDELI
Quando si innamorano di un brand rimangono fedeli per tutta la vita! Conoscono il prezzo, ma è poco rilevante perché costoro hanno occhi solo per i prodotti del loro brand preferito, senza curarsi del resto. I fedeli (25,5% del campione) non riescono proprio ad accontentarsi, e, se nel negozio di fiducia non trovano la propria marca di prodotti alimentari, vanno a cercarla altrove! Il 'tipo fedele” è per lo più una donna, prevalentemente residente al sud o nelle isole, con una buona dose di ottimismo: il 57% dei fedeli dichiara, infatti, di seguire con molta facilità una sana alimentazione e di tenere sotto controllo il proprio peso tutti i giorni. Peccato, però, che siano meno virtuosi quando si parla di attività fisica; il 31% dichiara, infatti, di non praticare mai sport e il 39% di fare una vita sedentaria.
I LAST MINUTE
Sono gli 'affaristi” dell'ultimo momento e sono davvero in tanti, il 43%! Non conoscono i prezzi ma, al momento dell'acquisto, cercano di 'fare un buon affare”. Risiedono prevalentemente al nord (48% contro il 18% del centro e il 33 % del sud e isole), ritengono che l'alimentazione equilibrata sia molto importante (93%) e che equivalga a sentirsi sani ed in forma (40%). Nonostante ciò, il 21% di questi consumatori ancora non riesce a seguire con facilità un'alimentazione varia ed equilibrata, il 68% non fa attenzione al contenuto calorico dei cibi che mangia e il 56% si ritiene obeso o in sovrappeso.I PARSIMONIOSI
Quando vanno a fare la spesa sono sempre alla ricerca del prezzo più basso e a caccia di promozioni. Acquistano spesso i prodotti alimentari in offerta indipendentemente dal brand ma hanno una gran memoria: dichiarano, infatti, di conoscere e ricordare i prezzi dei prodotti alimentari delle principali marche.
Questo 21% a tavola è un gran consumatore di pasta o riso, spesso accompagnati da una birra di cui fa un gran consumo. Tra i parsimoniosi circa il 51% afferma che sia facile seguire un'alimentazione sana ed equilibrata e ben il 41% dichiara di considerare 'l'alimentazione” lo strumento per sentirsi sani e in forma; quando però arriva il momento dello spuntino, sceglie i cibi sbagliati (patatine, panini farciti, pizze e focacce). Rispetto agli altri, i parsimoniosi fanno poca attività fisica: ben il 43%, infatti, dichiara di praticare sport meno di 1 ora a settimana.
GLI INNOVATORI
Sono la piccola parte dei consumatori (6,7%) che si dichiara disposta a pagare in più per caratteristiche di prodotto nuove, speciali e distintive. L'innovatore 'tipo” è un uomo (53%), molto sportivo (il 38% dichiara infatti di fare sport con regolarità), che al mattino fa una colazione varia ed abbondante e che, oltre al solito latte e caffè, prevede anche yogurt, frutta e spremute. Sano anche lo spuntino dell'innovatore che prevede prevalentemente frutta (30%), yogurt (19%) e cereali (15%).
L'alimentazione varia ed equilibrata è molto importante per questo tipo di consumatore (lo dichiara il 96% degli intervistati) ed è anche molto semplice da seguire (per il 57%). Il 47% degli innovatori, infatti, mangia per sentirsi sano ed in forma e si attiva per controllare il proprio peso tutti i giorni (47% contro il 39% del totale del campione). L'innovatore è dunque molto attento al cibo, in particolare controlla il contenuto calorico (il 53% lo fa sempre o spesso) e le porzioni che consuma (il 59%).
GLI INDIFFERENTI
Vista la crisi sono una categoria in estinzione rappresentano infatti una piccolissima parte del campione (3,8%), non conoscono il prezzo, né lo ritengono rilevante. Per loro 'i prodotti alimentari costano così poco che non vale la pena perdere tempo a cercare il prezzo più basso”.
Ma qual è il profilo dell'indifferente tipo? è prettamente un uomo (61%) che risiede al sud o nelle isole (38%) e che fa una vita mediamente sedentaria (41%). Solitamente non ama spezzare l'appetito con degli spuntini (69%) ed è molto difficile trovarlo davanti alla tv per il pranzo o la cena (il 37% dichiara di non farlo mai), prediligendo la convivialità e il gusto di stare a tavola. Ben il 60% degli indifferenti dichiara, inoltre, di sentirsi in sovrappeso, eppure, il 34% non fa mai nulla per controllare il proprio peso e il 70% non conosce neppure il proprio fabbisogno giornaliero di calorie.Secondo Giuseppe Fatati, coordinatore scientifico dell'Osservatorio Nestlé e presidente della Fondazione Adi, «dai dati emerge un quadro interessante per individuare le aree di miglioramento nelle abitudini alimentari. Infatti, soprattutto se negative, le scelte tendono a consolidarsi nel tempo e ad essere, anzi, peggiorate e rese lecite proprio dall'alibi della crisi persistente. Nella nostra società la necessità di buone regole a tavola può talvolta non essere riconosciuta come prioritaria portando, in questa ottica, a considerare l'alimento come uno dei molti beni di consumo, possibilmente in grande varietà e a basso costo. Purtroppo, però, a tavola, il basso costo spesso corrisponde a una bassa qualità di ciò che si consuma con ricadute in termini di valori nutrizionali e appagamento sensoriale. Il fatto dunque che il 43% del campione (ovvero il cluster last minute) cerchi un buon affare è una testimonianza molto allarmante e degna di una riflessione approfondita. è dunque importante tenere monitorati nel tempo gli indici di comportamento e lo stato fisico della popolazione per focalizzare la possibili aree di intervento».
LA METODOLOGIA
La terza edizione dell'Osservatorio Nestlé - Fondazione Adi ha visto coinvolto un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana per sesso, età, area geografica, intervistato telefonicamente. Il questionario è stato compilato anche online da oltre 5.500 persone che hanno offerto una fotografia esatta e mirata dello stato di salute del paese.

