Il numero delle famiglie povere che fa la spesa negli hard discount è raddoppiato per effetto della crisi. è quanto afferma la Coldiretti nel commentare il rapporto 2012 diffuso dall'Istat, dal quale emerge che un nucleo familiare su cinque (20%) tra quelli con i livelli più bassi di spesa si rivolge agli acquisti low cost, contro il 10% di sei anni fa. La stragrande maggioranza dei poveri (circa il 69%) ha poi modificato quantità e/o qualità dei prodotti acquistati.

Ma le strategie di risparmio sulla spesa alimentare riguardano ormai anche le famiglie assimilabili al ceto medio. Alla tendenza da parte di un crescente segmento della popolazione. ad acquistare prodotti alimentari a basso prezzo nei discount, però può corrispondere anche una bassa qualità, con il rischio che il risparmio sia solo apparente. Risparmiare oltre un certo limite sul cibo può, infatti, significare nutrirsi di alimenti che possono avere contenuto scadente con effetti negativi sul piano nutrizionale, sulla salute e sul benessere delle persone.

Per effetto della riduzione del potere di acquisto le famiglie hanno tagliato le spese alimentari e nel primo trimestre del 2012 sono calati  del 2% gli acquisti in quantità. L'acquisto di prodotti alimentari e bevande prosegue il trend negativo che già lo scorso anno aveva determinato una riduzione dell'1,3% con meno carne bovina (-0,1%), pasta (-0,2%) carne di maiale e salumi (-0,8%), ortofrutta (-1%) e addirittura meno latte fresco (-2,2%).