C'è scritto proprio così, 'Bistrò di paese”, senza la t finale, sulle insegne appese in alcuni paesini dell'Alta Langa che segnalano piccole botteghe accoglienti, una via di mezzo tra bar-trattoria-vendita di prodotti tipici.

Sono luoghi di sosta per un turista esigente, dove per fast food si intende un tagliere di salumi tipici, una fetta di torta della tradizione locale o dove all'occorrenza i contatti col mondo sono assicurati da una postazione internet.

Ma ci si può fermare anche solo per fare quattro chiacchiere. La rete dei 'Bistrò di paese”, ispitrata ai 'Bistrots de pays” francesi, fa parte di un progetto transfrontaliero promosso dal Gal Langhe Roero Leader e Mongioie, dalla Camera di commercio di Cuneo, della provincia e Camera di commercio di Imperia, dalla provincia di Savona e del Conseil général des Alpes Maritimes.

Queste strutture ricettive, di ristorazione o commerciali, in grado di fornire anche informazioni turistiche e di fare da vetrina dei prodotti tipici, sono sparse in una vasta area rurale che dall'Alta Langa arriva al Mar Ligure e alle montagne francesi, in comuni piccoli, con poche centinaia di abitanti, in aree montane o boscose. Queste botteghe multifunzionali sono in tutto 24; 13 nel Cuneese e 6 in Alta Langa:a Torre Bormida, a Cerreto Langhe, a Castelletto Uzzone,a Serravalle Langa, ad Albaretto della Torre e a Paroldo.

Si trovano in un contesto caratterizzato da un ambiente naturale integro, da un agroalimentare con piccoli numeri, e quindi a filiera cortissima, e da altrettanto limitate produzioni artigianali.

Il tutto si può tradurre in un'offerta turistica che con strategie innovative e sinergiche può rendere vivi territori già soggetti ad emigrazione e a progressivo spopolamento, vivacizzando le economie marginali. In primo piano è la valorizzazione delle tipicità gastronomiche, che in Alta Langa sono due: la Nocciola Piemonte Igp con tutte le sue golose utilizzazioni e il Murazzano Dop, un formaggio prodotto in quantità limitata con il latte di una pecora autoctona.

Spesso questi 'Bistrò di paese” possono essere affiancati da agriturismi o bed & breakfast, come il settecentesco 'Il Sole e la Luna” di Cerretto Langhe, un ex convento benedettino con tre meridiane sulla facciata e con la bottega scavata nella roccia.

Un'altra struttura ricettiva a volte è annessa ad una trattoria, come al Belvedere di Serravalle Langhe, con solo tre camere e con una cucina di tradizione di altissimo livello. Ma Bistrò di paese può anche essere semplicemente un bar, come quello di Paroldo, l'unico del paese,con una grande assortimento di dolci e salumi locali, oppure un panificio-pasticceria, come Nocciolarte di Castelletto Uzzone dove si fa la fila 7 giorni su 7 per gustare, calde di forno, la micca - i due tipici pani di campagna accoppiati - e le torte, i biscotti e i gelati alla nocciola.

Il profumo di questo frutto in Alta Langa è dovunque:oltre che nei dolci anche nelle preparazioni salate e in molti piatti. Ogni famiglia è gelosa della sua ricetta segreta della classica torta alla nocciola, ma sono veri capolavori le salse,i paté, o anche il vitello tonnato con maionese all'olio di nocciola del ristorante Il 'Brutto Anatroccolo” di Pezzolo Valle Uzzone.

La coltivazione della nocciola in Alta Langa è relativamente recente ma diffusissima, anche nei terrazzamenti ricavati dai pendii montani col lavoro di generazioni di contadini per ricavare spazi agricoli. Nel 1929 erano interessati nelle Langhe solo 95 ettari, mentre oggi nella fascia collinare sono concentrati i due terzi dei 9.500 ettari del Cuneese.

La spinta a convertire i tradizionali castagneti in noccioleti è stata data dalla Ferrero e dalle altre industrie dolciarie che assorbono gran parte della produzione per creme e gianduiotti. Nonostante impiantare noccioli sia un investimento a lungo termine perché il prodotto arriva solo dopo molti anni, la coltivazione ora è sempre più estesa anche nei territori pianeggianti della Bassa Langa.

L'altro prodotto identitario del territorio è il Murazzano, la più antica e prelibata delle robiole piemontesi a latte crudo. Può essere consumato fresco, stagionato, sott'olio o come ingrediente dei piatti locali: i ravioli al plin o i tajerin.

La Dop arrivò nel 1996 ma dal 1984 un Consorzio vigila per il rispetto di un rigoroso disciplinare. La Cascina Raflazz di Paroldo lo produce e lo serve nella trattoria annessa al caseificio in ottimi piatti, accompagnati ovviamente dai vini delle Langhe e del Roero, Dolcetto, Barbera, Barbaresco, Barolo, Arneis.

I 'Bistrò di paese” sono oltre che luogo di ristoro dei preziosi punti di informazione per tutto ciò che c'è da vedere o da fare in Alta Langa. Chi ama camminare, fare trekking, cavalcare o andare in mountain bike non ha che da guardarsi intorno.

Si possono ripercorrere con i muli le vie del Sale, articolati sentieri tra i boschi dove per secoli carovane portavano formaggi e miele in Liguria scambiandoli col sale e le acciughe (così nacque la bagnacauda).

A percorrerli erano spesso i contrabbandieri,per aggirare il monopolio sul sale, necessario per la conservazione di salumi e formaggi. Ma chi faceva più paura dei carabinieri erano le Masche, le streghe dei boschi, protagoniste di tante leggende, artefici di sortilegi e magie. Molte donne sono state torturate e uccise perché sospettate di stregoneria, anche se forse erano soltanto esperte di erbe con cui curavano gli ammalati.

Uno scrittore appassionato, Romano Salvetti, ha scritto molto sull'argomento, attingendo da archivi storici. L'Alta Langa offre anche arte e storia:dalle chiese romaniche e gotiche agli affreschi quattrocenteschi di Santa Maria del Carmine di Prunetto,proprio accanto al Castello del X secolo.

Da qui si possono raggiungere altri manieri, da Camerana a Montesiglio, da Saliceto a Gorzegno.Si possono anche percorrere suggestivi itinerari in carrozza a calli, come facevano i cartunè per trasportare le merci. «Ciascuna collina è un mondo:case,ciuffi di bosco,orizzonti - scriveva Cesare Pavese - e dopo tanto guardare sui scopriva sempre qualcosa».