Tra le tante notizie di cronaca nera (comprese quelle relative alla politica, davvero deprimenti), ne segnalo una che riguarda, purtroppo ancora una volta, il Sud Italia. Scrivo 'ancora una volta” perché penso stia lì il trampolino che può rilanciare l'economia italiana. L'ho scritto più volte: l'Italia meridionale ha tutto, dico tutto (tra cui la ricca enogastronomia), per essere una meta turistica tra le prime al mondo. Purtroppo è una terra in mano a organizzazioni mafiose che non ne permettono lo sviluppo.

L'ultima triste notizia è di qualche giorno fa: fondi europei destinati alla costruzione di strutture turistiche che, grazie ad una serie di imbrogli e di persone coinvolte, sono finiti in mani private. Insomma, con tutti quei milioni di euro non si è costruita neanche una pensione da 20 camere in riva allo splendido mare siciliano, calabro o pugliese che sia. Un imbroglio grandioso, ma solo uno dei tanti che la cronaca purtroppo registra continuamente. Se poi ci aggiungiamo i tanti enti e Comuni che sono commissariati perché 'in odore di mafia”, mi chiedo con che coraggio un imprenditore dovrebbe investire nel Mezzogiorno...

Per tornare a temi più consoni a questa rivista, diciamo anche di  eventi positivi nel Sud Italia: la rinascita dei vini siciliani, pugliesi, campani è una bella realtà. Sono sempre più numerose le aziende che si ampliano e vincono premi con i loro vini. Soprattutto esportano il vino italiano e sappiamo quanto ci sia bisogno di esportare. In recenti visite al Sud ho potuto entrare in aziende vinicole davvero ben organizzate e seriamente condotte. Il che dà fiducia. Altrimenti non resterebbe che ubriacarci per non pensare, non pensare a come potrebbe essere questo Paese se solo avesse un po' più di onestà e orgoglio nazionale.