Cibo italiano un bene culturale Il Ministro Ornaghi dice sì!
Dopo l’ex ministro Sandro Bondi che aveva scelto come consigliere il cuoco Matteo Scibilia, il Ministro Ornaghi è intenzionato a lanciare un progetto per considerare cucina, vino e i prodotti dell'eccellenza alimentare italiana sullo stesso piano in termini di tutela e promozione dei beni culturali
C'è voluto un po', ma finalmente qualcuno l'ha capito. Quello che noi a Italia a Tavola sosteniamo da tempo: perché, per esempio i vini toscani, simbolo dell'eccellenza italiana nel mondo e ai vertici delle classifiche mondiali, non hanno la stessa dignità del Colosseo o dei Musei fiorentini?
Ora, il ministro Lorenzo Ornaghi (nella foto), intenditore e gourrnet, è intenzionato a lanciare un progetto (già sul tavolo di Monti), per considerare cucina, vino e altri prodotti dell'eccellenza alimentare italiana sullo stesso piano, in termini di tutela e promozione, dei beni culturali.
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Sviluppando il troppo timido e parziale esempio dell'ex Ministro Sandro Bondi, che aveva scelto come consigliere il cuoco Matteo Scibilia per tutelare e promuovere l'identità della Cucina e della ristorazione italiana, e dei francesi che ci hanno bagnato il naso, arrivando per primi a far riconoscere all'Unesco la Gastronomia francese come Patrimonio dell'Umanità, ora Ornaghi vuole inserire vino e cibo italiano nell'ambito dei valori da seguire come ministro dei Beni e delle attività culturali, magari in coordinamento con i colleghi dell'agricoltura e del turismo.
Il Ministro, infatti, è convinto, giustamente, che difendere e valorizzare l'enogastronomia italiana come si fa con i monumenti è un modo di diffondere buona cultura del cibo e promozione turistica. Un progetto che Italia a Tavola appoggia e condivide incondizionatamente, dopo i goffi tentativi (nonostante le buone intenzioni) di ex Ministri, dall'inconcludente Festival della ristorazione ideata dell'ex ministro del Turismo Vittoria Brambilla ('colpevole” anche di aver messo in pericolo la ristorazione seria con il suo Codice del Turismo) allo scivolone dell'ex ministro dell'Agricoltura Luca Zaia di promuovere il Made in Italy facendo da testimonial a McDonald's.
Ora attendiamo che il Governo faccia il passo decisivo per quanto riguarda le vere sagre, fondamentali bacini di tradizione e cultura enogastronomica, minacciate costantemente da feste taroocche e dalla politica miope delle semplificazioni che 'tutela” solo le illegalità.
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Sviluppando il troppo timido e parziale esempio dell'ex Ministro Sandro Bondi, che aveva scelto come consigliere il cuoco Matteo Scibilia per tutelare e promuovere l'identità della Cucina e della ristorazione italiana, e dei francesi che ci hanno bagnato il naso, arrivando per primi a far riconoscere all'Unesco la Gastronomia francese come Patrimonio dell'Umanità, ora Ornaghi vuole inserire vino e cibo italiano nell'ambito dei valori da seguire come ministro dei Beni e delle attività culturali, magari in coordinamento con i colleghi dell'agricoltura e del turismo.
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