Il “Salumaio di Montenapoleone”. I fratelli Stoppani del post-Peck
Il “Salumaio di Montenapoleone” sarà esportato in tutto il mondo dai fratelli Stoppani, Andrea, Stefano e Paolo, reduci dall'esperienza di Peck, marchio simbolo della gastronomia meneghina. L'accordo sembra soddisfare tutti, anche la famiglia Travaini, che ripone in esso una grande speranza
Dopo un anno di fermo apparente, i fratelli Stoppani tornano a far parlare di sé, e sempre nell'ambito gastronomico: dopo Peck, il 'Salumaio di Montenapoleone”. «Nei giorni scorsi - come ha accennato Andrea Stoppani al Corriere della sera - è stato siglato l'accordo tra la famiglia di Mario Stoppani (che aveva lasciato Peck nel 2010) e quella di Giorgio Travaini per la cessione di licenza d'uso del marchio per la durata di dodici anni. In pratica acquisiamo in esclusiva mondiale un brand prestigioso, puntando a una diffusione rilevante nel mercato statunitense, asiatico e nei Paesi emergenti, particolarmente interessati al luxury food italiano. Il marchio potrà essere sfruttato anche su piattaforma e-commerce e nelle aree duty free».«Noi - dice Giorgio Travaini - in questa operazione conserviamo il presidio del core business dell'azienda costituito dalla ristorazione e dallo storico negozio di salumeria e gastronomia e ci riserviamo l'utilizzo del marchio per l'area di Milano e provincia. Questo accordo mi fa tornare indietro nel tempo. Dopo 34 anni torno a confrontarmi con una parte della famiglia Stoppani. Sono certo che saranno anni di proficua collaborazione con tre professionisti che sanno fare bene il loro mestiere e che svilupperanno il marchio nella maniera più adatta».
E sicuramente i tre fratelli ne hanno le competenze: Andrea, 45 anni, si occupa del comparto gestionale e amministrativo di logistica, servizi doganali ed export ed è il responsabile per i servizi di e-commerce; Stefano, 44 anni, è esperto nella selezione e lavorazione di materie prime pregiate con competenze nelle spezie, tè, caffè e prodotti dolciari, mentre Paolo, 40 anni, è specializzato nella direzione di unità produttiva con affinità nelle carni, salumi e formaggi, ha una predisposizione nel trattamento di materie prime rare con una mano elegante nelle preparazioni gastronomiche tradizionali.
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