«L'agriturismo non è un turismo minore. Piuttosto si potrebbe definirlo 'diffuso”. Comunica la grande tradizione agricola e culturale del nostro Paese e costituisce un importante aspetto della multifunzionalità del settore agricolo». Lo ha detto Vittoria Brancaccio di Agriturist, l'associazione agrituristica dei Confagricoltura, che con il presidente Mario Guidi ha presentato a Roma la 'Guida delle vacanze in fattoria 2012”.

Giunta alla 37ª edizione, con 1540 proposte di vacanze verdi in tutte le regioni, il volume ha accompagnato negli anni, con offerte sempre più articolate e di qualità, l'evoluzione del concetto di vacanza proponendo alloggi,campeggi, ristorazione, servizi culturali e ricreativi a contatto con la natura. L'ospitalità rurale ha anche il merito di vivacizzare l'economia  di zone agricole contrastando abbandono e degrado. Ma come tutti gli anni la presentazione del volume è stata l'occasione di fare il punto su questo segmento turistico, attraverso un consuntivo dell'anno passato e le difficili previsioni per il 2012.

Preoccupante è la situazione di un settore che in dieci anni ha perso il 20% in quota di mercato anche se rispetto al turismo tradizionale i numeri del 2011 hanno il segno positivo (+9,6%) soprattutto grazie agli stranieri. I vacanzieri italiani sono però diminuiti del 16% con un vero e proprio crollo nel secondo trimestre dell'anno (-30%). Per il 2012 si prevede un calo complessivo del 4%, nonostante un certo fermento registrato sul sito in occasione delle prossime feste di Pasqua. Complessivamente l'agriturismo, fenomeno maturo, disciplinato da una legge quadro e da norme regionali, dimostra come possa giocare un ruolo importante per il rilancio turistico del Paese. L'Imu sui fabbricati rurali  è il primo nodo che il governo dovrebbe sciogliere per non colpire ulteriormente le aziende già messe a dura prova dalla crisi, spesso oberate da carichi e mutui per restauri e investimenti.



Al nuovo governo tecnico è stato riconosciuto il merito di aver avviato un percorso di risanamento e di aver restituito credibilità internazionale al sistema Italia, ma l'imposizione, «accanimento fiscale insostenibile», come è stata definita da Vittoria Brancaccio - porterebbe molte aziende alla chiusura. «Siamo pronti a contribuire alla soluzione dei problemi di bilancio dello Stato - ha detto la presidente Agriturist - ma la nostra disponibilità  non può andare oltrre una ragionevole equità».

I numeri danno il senso del carico: alle 20mila aziende agrituristiche l'Imu - solo per le strutture destinate all'ospitalità - costerà 24 milioni di euro e altrettanti andranno ai professionisti che dovranno effettuare l'accatastamento. Su un fatturato di settore di 1.150 milioni e un utile di impresa di 280, il taglio del reddito sarebbe del 17%. In più, poiché le aziende sono prima di tutto agricole, dovrebbero pagare un'altra Imu per terreni e fabbricati. Sarebbe più conveniente abbattere edifici in cattive condizioni piuttosto che recuperare un patrimonio paesaggistico e a beneficiarne sarebbe la speculazione con i grandi capitali. «è la prima volta nel nostro sistema fiscale agricolo che viene separato l'intimo legame che c'è tra il terreno e l'immobile - ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - e questo porta a un aggravio, a una doppia imposizione,che il settore non può permettersi. Inoltre parliamo di una norma che è stata realizzata prima che fosse definita la base dell'imponibile».

Un aspetto da correggere, quindi, per rapportare l'imposizione all'effettiva possibilità del sistema agricolo. «Le imprese - ha aggiunto Guidi - debbono contare più sulla loro capacità e sulle loro forze piuttosto che chiedere ad un sistema che non può più permettersi di dare. L'innovazione non è nell'offerta ma nella cominicazione e nel marketing, e dobbiamo agire per rientrare nei grandi circuiti del turismo internazionale con una strategia di sistema. Ma soprattutto dobbiamo lavorare perché le politiche territoriali tengano conto delle aziende e della loro fruizione, attraverso maggiori servizi, come un'efficace rete di trasporti o collegamenti».

L'offerta agrituristica regionale vede al primo posto la Toscana con 4.074 aziende, seguita dal Trentino Alto Adige con 3.339. Quelle che hanno registrato il maggior incremento dal 2009 sono la Puglia (+ 26,6%) la Calabria (+ 21,6%) il Lazio (+18%),l'Umbria (+13%) e l'Emilia Romagna (+12%). Dal 1996 la Guida Agriturist è anche su internet. Il portale www.agritueist.it conta un milione di visitatori l'anno.



La Guida offre le più varie soluzioni di vacanza. 816 aziende offrono sistemazioni in camera con prima colazione e 906 in appartamenti indipendenti. 754 sono i punti di ristoro, 87 le aree di sosta per campeggiatori, 340 sono fattorie didattiche, 688 offrono degustazioni di prodotti tipici e 387 di prodotti biologici, in 210 sono possibili escursioni a cavallo,733 hanno piscine e in 922 si può disporre di una bicicletta. 783 agriturismi inoltre sono organizzati per ospitare disabili. 380 aziende sono vicine a località balneari e molte altre nei pressi di città d'arte o parchi naturali. Ben 998 accettano di ospitare con piacere chi non vuole lasciare Fido a casa o al canile. Sempre accessibili i prezzi, con ottimo rapporto con la qualità dell'offerta: il prezzo a persona è compreso tra 30 e 40 euro (38%) da 40 a 50 (34%)e oltre i 50 (8%).