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Verità nel piatto. A Massimo Bottura piace aggiungere un po' di filosofia ai suoi menu, ed anche a Firenze lo ha fatto. In occasione della festa dell'enogastronomia organizzata da Italia a Tavola e Fipe e Confcommercio toscane, il più celebrato cuoco italiano ha indicato la ricetta con cui la ristorazione può uscire dalle secche in cui è finita per la crisi e la mancanza di un progetto delle istituzioni, per rafforzare un elemento che fa da perno sia al sistema turistico-culturale sia a quello dell'agroalimentare.

Basta fuochi d'artificio o stupore, al cliente si deve offrire garanzia di qualità e sicurezza alimentare, aggiungiamo noi. Dal confronto fra tanti cuochi, giornalisti, sommelier, maître e produttori che hanno accolto il nostro invito per un dibattito in amicizia a Firenze emerge la consapevolezza che si deve fare squadra puntando su nuovi valori per dare un futuro alla ristorazione e a tutto ciò che ruota intorno allo stile italiano a tavola.

Per chi si occupa di ristorazione si deve partire ad esempio da un valore che va ben oltre quello del risultato economico o della notorietà, pure elementi assolutamente importanti per chi fa impresa. Ci deve essere la consapevolezza che la propria attività, se svolta con professionalità e rigore, ha effetti positivi sul benessere delle persone, sulla salute e, aspetto non certo trascurabile, sul sistema economico del territorio. Pur in momenti di grave crisi come questi, i ristoratori possono rivendicare con orgoglio una funzione ed un ruolo fondamentali perché garantiscono occasioni di promozione per la filiera agroalimentare e al tempo stesso sono elementi portanti di quel sistema turistico su cui l'Italia deve poter contare più di quanto è stato fatto negli ultimi anni.

L'uscita da una fase di recessione come quella che stiamo vivendo non può certo basarsi solo sul sistema dei pubblici esercizi. Ma un contributo importante il ristorante lo può dare perché lavora su due piani entrambi fondamentali per superare la recessione e avviare lo sviluppo: può trasmettere valori positivi legati alla cultura e alle tradizioni di un territorio, e quindi agire sulla psicologia e il pensiero, e può creare una domanda per prodotti di qualità, diventando così un volano sul sistema agroalimentare di trasformazione. E ciò per distinguersi anche dai troppi 'locali” che oggi somministrano cibo senza offrire alcuna garanzia e senza creare alcun tipo di emozione o benessere. 

Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net



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