Catania al vertice Ismea a Roma. Sinergia e finanziamenti facilitati
Sinergia tra imprese, istituzioni e intera comunità finanziaria: questa la chiave per rilanciare l'economia secondo il ministro Catania, intervenuto al workshop Ismea a Roma. E nella necessità di mettere a disposizione delle imprese agricole strumenti finanziari affidabili, arriva il Fondo credito
ROMA - Il tema del credito è uno degli elementi più delicati per le imprese italiane e in particolare per quelle dell'agroalimentare. Il workshop 'Credito e agricoltura: nuove opportunità per le imprese” svoltosi a Roma nella sede dell'Uniocamere lo ha affontato alla luce dei nuovi strumenti messi a punto dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali con il supporto tecnico dell'Ismea e la collaborazione di Borsa merci telematica italiana (Bmti) e dell'Abi.Insieme al ministro Mario Catania, sulla necessità di mettere a disposizione delle imprese agricole strumenti finanziari affidabili, sono intervenuti Arturo Semerari e Egidio Sardo, rispettivamente presidente e direttore generale Ismea, Francesco Bettoni della Bmti, Gianfranco Torriero dell'Abi e Ferruccio Dardanello, presidente dell'Unione italiana delle camere di commercio.
Negli ultimi tempi il sistema creditizio ha assunto un livello di criticità particolare per la contrazione della liquidità di tutto il sistema bancario nazionale ed europeo. Gravi le ricadute, di conseguenza, sull'accesso al credito di agricoltori e imprese del comparto agroalimentare in un contesto come questo, reso ancora più problematico dall'attuale fase recessiva.
Per superarla è stata auspicata nel workshop una più stretta sinergia tra imprese, istituzioni e intera comunità finanziaria. Ad offrire un rilancio dell'economia del settore potrebbe essere l'ampio ventaglio di nuovi strumenti tra cui il Fondo credito, istituito con il recente decreto legge sulle liberalizzazioni, insieme alle forme innovative di garanzia in agricoltura e l'estensione delle garanzie Ismea ai finanziamenti di breve termine, anche a fronte di transazioni commerciali.è stata inoltre presentata una serie di servizi finanziari di assicurazione e di factoring legati alle transazioni effettuate sulla piattaforma della Borsa merci telematica. «Il governo - ha detto il ministro Catania - guarda con attenzione agli strumenti che le banche stanno approntando, perché le imprese trovino risposte, ma anche noi cerchiamo di fare la nostra parte. Non è un lavoro che cominciamo oggi, perché l'Ismea da molto tempo è attiva in questo settore, elaborando nel corso del tempo vari strumenti che hanno già dato risultati, come il Fondo di garanzia a prima richiesta e il Fondo di garanzia sussidiaria».
Ha aggiunto poi il ministro: «Sono elementi consolidati che hanno però un unico limite: quello di non essere sufficientemente conosciuti da un lato dai potenziali utilizzatori e dall'altro dallo stesso sistema bancario. Infatti capita che molti sportelli sparsi nel territorio non ne siano a conoscenza e che quindi non siano in grado di indirizzare l'agricoltore, l'imprenditore agricolo, verso questo strumento. Ma questo per noi non era sufficiente e abbiamo fatto un passo in più istituendo il Fondo credito, fortemente innovativo. Inoltre questo nuovo strumento consente alle banche stesse di fare un'operazione virtuosa, limitando gli interessi. In più contribuisce anche alla buona gestione delle risorse comunitarie, che altrimenti avrebbero difficoltà a trovare destinazione».

Obiettivo dichiarato del Fondo è quello di risolvere situazioni di sofferenza di accesso al credito delle imprese agricole, soprattutto in alcune aree del Paese, dove la carenza di liquidità deprime fortemente la capacità di accedere ai contributi per la realizzazione di investimenti cofinanziati da risorse comunitarie, in particolare per i Programmi di sviluppo rurale. Il ministro ha anche espresso soddisfazione per l'utilità dimostrata dall'istituzione della Borsa merci telematica per l'importanza per le imprese di ricevere anticipazioni, una formula che rimette al centro le merci, evitando speculazioni finanziarie che perdono il contatto con la realtà produttiva.


