Conaf: sì alla produzione integrata. Ma si usi la certificazione esistente
Per il Conaf il Sistema di qualità nazionale produzione integrata può aiuatare a certificare l'impegno nella gestione aziendale secondo i principi dell’agricoltura integrata, ma che può anche essere percepito come un “balzello” burocratico se non armonizzato con gli standard già esistenti
Sì al Sistema di qualità nazionale produzione integrata (Sqnpi) purché venga integrato son i sistemi di certificazione già esistenti, per evitare sovrapposizioni per produttori e controlli. Lo sottolinea Andrea Sisti, presidente Conaf (Consiglio dell'ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali), commentando la presentazione avvenuta al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali del nuovo sistema di certificazione e marchio. «Il Sqnpi - sottolinea Cosimo Damiano Coretti, consigliere Conaf coordinatore dipartimento sicurezza agroalimentare - è un sistema che può rappresentare un importante strumento per il settore agroalimentare italiano per comunicare e certificare il proprio impegno nella gestione aziendale secondo i principi dell'agricoltura integrata, ma che può anche essere percepito dai produttori come un ulteriore 'balzello” burocratico, se non armonizzato con gli standard già esistenti».
«Sul mercato esistono sistemi/standard già in uso e universalmente riconosciuti (es. Global Gap, Uni Iso 11233:2009) - spiega Enrico Antignati, consigliere Conaf coordinatore dipartimento agricoltura, sviluppo sostenibile ed energie rinnovabili - che presentano moltissimi punti in comune con il nuovo sistema proposto».
«La loro mancata armonizzazione - prosegue Coretti - si tramuterebbe in un aumento del numero di adempimenti burocratici per le aziende, in contrasto con la politica delle semplificazioni nazionale e comunitaria, ma anche con quanto auspicato dalla stessa Ue (2008) nel cosiddetto 'Libro Verde sulla qualità dei prodotti agricoli: norme di prodotto, requisiti di produzione e sistemi di qualità”, relativamente all'autoregolamentazione e alla co-regolamentazione».
Il Conaf, al fine di ridurre i rischi, e per rendere il Sqnpi un efficace strumento nell'ambito dell'applicazione della direttiva CE 128/09 per un uso sostenibile di pesticidi, prospetta alcune proposte: armonizzare il Sqnpi a quelli in essere e largamente diffusi (es. Global gap e Uni Iso 11233:2009) attraverso un mutuo riconoscimento; possibilità di utilizzo del marchio Sqnpi per le aziende certificate secondo gli standard ricordati o riconosciuti equipollenti; porre al centro del sistema, in qualità di soggetto competente, per il trasferimento alle aziende agricole dei requisiti richiesti, la figura di un consulente professionale qual è il dottore agronomo e dottore forestale. «Inoltre – aggiungono Coretti e Antignati – è utile definire un Disciplinare unico di Difesa nazionale e affidare al consulente professionale la responsabilità di deroga attraverso lo strumento della prescrizione in modo che interventi fitosanitari suppletivi e/o differenti, sempre nei limiti dettati dalla normativa cogente, siano autorizzati e documentabili nell'ambito del processo di certificazione».
Inoltre in un ottica di condivisione e di convergenza dei rispettivi interessi il Conaf propone di modificare il DM 2722 del 17/04/2008 in modo da consentire l'ingresso nei gruppi tecnici del Comitato produzione Integrata di altri soggetti, oltre a quelli istituzionali, legati alla realtà produttiva agricola.
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