Imu e tasse sui terreni agricoli Politi (Cia): A rischio migliaia di aziende
Il presidente della Confederazione italiana agricoltori si dice preoccupato per la situazione delle campagne: nel 2011 hanno chiuso più di 20mila aziende. E ora sul settore si sta per abbattere un duro colpo: l'Imu per i fabbricati rurali e l'aumento degli estimi catastali per i terreni agricoli
«Ormai è vera emergenza per l'agricoltura italiana. Un'impresa agricola su tre è a rischio. I bilanci aziendali sono sempre più "in rosso". I costi produttivi (soprattutto a causa del caro-gasolio) crescono in maniera preoccupante e con essi gli oneri contributivi e il "peso" asfissiante degli adempimenti burocratici. Nel 2011 più di 20mila aziende hanno chiuso i battenti. E ora sull'intero settore si sta per abbattere un colpo micidiale: l'Imu per i fabbricati rurali e l'aumento degli estimi catastali per i terreni agricoli previsti dalla manovra del governo Monti. Il pericolo è che nei prossimi tre-quattro anni, altre 250mila aziende rischiano di cessare l'attività». Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi (nella foto) preoccupato per la situazione delle campagne, dove continuano a salire disagio e malessere.«Ecco perché è assolutamente urgente intervenire - spiega - per correggere una vera e propria ingiustizia. Siamo, comunque, pronti a iniziative, a sviluppare una forte mobilitazione sul territorio perché vengano date risposte valide alle esigenze dei nostri produttori». «Nelle scorse settimane - ha aggiunto Politi - abbiamo inviato lettere al presidente del Consiglio, ai leader dei partiti politici, al presidente dell'Anci, manifestando la nostra netta contrarietà alle misure fiscali in agricoltura, soprattutto per quello che concerne l'Imu».
«Abbiamo sottolineato, dunque, che l'incremento degli estimi dei terreni agricoli e l'Imu sui fabbricati rurali rappresentano - ha rimarcato il presidente della Cia - una tassazione ingiusta, in quanto si va a colpire strumenti fondamentali per l'attività del produttore agricolo. Sono misure che avrebbero un costo drammatico per le aziende agricole, che già sono oppresse da oneri produttivi, previdenziali e burocratici pesantissimi. Per non parlare degli effetti negativi provocati dall'ondata di maltempo e del blocco dell'autotrasportatore».«Al governo e alle forze politiche abbiamo ribadito che il problema dell'Imu sui fabbricati rurali e dell'incremento degli estimi catastali dei terreni - ha detto ancora Politi - deve essere risolto in tempi brevi. Sull'agricoltura, peraltro in grave difficoltà, non si possono scaricare provvedimenti punitivi. Non è possibile che alle aziende agricole si chiedono pesanti sacrifici per nulla controbilanciati da interventi a sostegno della crescita imprenditoriale che si pone quanto mai urgente».
«Negli ultimi dieci anni - ha concluso il presidente della Cia - oltre 500mila imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone di montagna e svantaggiate, hanno chiuso i battenti».

