Negli ultimi anni si è verificata una vera e propria corsa all'utilizzo della tecnologia Qr code, secondo una logica molto comune nel settore della comunicazione e cioè quella di rincorrere e assecondare mode passeggere con uno stile abbastanza ottuso e miope. Molta parte della colpa è dei comunicatori o dei presunti tali, i quali si rivolgono al cliente secondo una logica seduttiva e non consulenziale, proponendo 'l'ultimo ritrovato del settore”. Le tecnologie e i servizi sono allora utilizzati come una sorta di monile o accessorio che serve al comunicatore per rendersi più cool e attraente agli occhi dell'ignaro cliente, e a quest'ultimo per mettere una inutile bandierina psicologica nel campo immaginario delle tecnologie.



Grazie anche alla semplicità con la quale si producono i Qr code, attraverso gli innumerevoli generatori gratuiti che si trovano sul web, si è moltiplicata la presenza di questa tecnologia elementare su etichette, riviste, pareti e perfino per le strade dove il Qr code diventa una facile via di comunicazione per chi vuole proporre idee e suggerire progetti. Tuttavia il Qr code, sotto l'aspetto tecnologico, rappresenta una sorta di preistoria della comunicazione, totalmente surclassata per potenza ed efficacia da altri e sofisticati mezzi.

Volete qualche nome? Ne basta uno: la Nfc, Near Field Communication, che l'agenzia space150 definisce come 'A short-range wireless standard that allows devices to communicate securely and perform transactions.” Traduco per chi è un pò a digiuno con l'inglese: 'un sistema wireless e breve gittata che permette ai devices maggiori prestazioni e più sicurezza”. Tecnicamente si tratta di una tecnologia che fornisce connettività wireless (Rf) bidirezionale a corto raggio (fino a un massimo di 10 cm).

L'esplosione del Qr code è innegabile e investe da vicino il settore del Wine&Food, con etichette e packaging che ne riproducono la tecnologia. Basti pensare che, come testimonia una ricerca condotta dagli esperti di Lab24, azienda di Agrigento, ben il 42% dei possessori di smartphones ha familiarità con la tecnologia del Qr code. Inoltre, anche se la musica la fa ampiamente da padrona nel comparto, ben il 36% di questi afferma di aver utilizzato il Qr code in relazione alla ristorazione e al vino. Tuttavia, data la semplicità e la poca efficacia della tecnologia, questo dato non ci deve certo far sorridere o sorprendere positivamente, siamo di fronte ad un fenomeno di moda passeggera vero e proprio. Una tecnologia semplice è facilmente richiedibile dai clienti e facilmente offribile dagli operatori, anche minori, di comunicazione.

Il risultato è che tutti, bene o male, vogliono mettere piede nel mondo del Qr code, e tutti bene o male, riescono a produrne uno. C'è anche da dire che il Qr code è una tecnologia che ha sostanzialmente costi di intelligence e know-how pari a zero e che l'unico verso costo derivante è quello della produzione del supporto fisico sul quale soggiace il codice. Volete le prove? Google ha appena abbandonato ogni progetto interno di ricerca sui Qr code mentre Apple non ne ha mai nemmeno intrapresi in tutta la sua storia. Serve altro?

Trasferire a breve distanza con la Nfc
Se parliamo di trasferimenti di informazioni e contenuti a brevissima distanza e vogliamo indicare qualcosa che sia davvero sulla frontiera della tecnologia, dobbiamo allora approfondire la Nfc (Near field communication).

Partiamo dalle basi: la Nfc è una tecnologia che deriva da quella in uso in tutti i telecomandi dei nostri antifurti, di conseguenza capirete come si tratti da subito di una tecnologia di estrema affidabilità e sicurezza. Ci sono state anche applicazioni nel settore degli abbonamenti ai trasporti pubblici e la loro lettura ottica, mentre il primo smartphone che ne ha fatto ampiamente uso è il nuovo Google Nexus S.

Si tratta di una tecnologia agli esordi ma con un potenziale applicativo praticamente infinito. La Nfc permette una comunicazione bidirezionale: quando due apparecchi Nfc (l'Initiator e il Target) vengono accostati entro un raggio di 4 cm, viene creata una rete peer-to-peer tra i due ed entrambi possono inviare e ricevere informazioni. La tecnologia Nfc opera alla frequenza di 13,56 MHz e può raggiungere una velocità di trasmissione massima di 424 kbit/s. Capirete che, rispetto al leggere un codice a barre e riprodurre un contenuto passivamente sul proprio device, siamo lontani anni luce. In Italia c'è una giovane agenzia che sta studiando applicazioni di marketing della Nfc, la Yesss (www.yesss-media.com) con sede a Napoli.

Se volete adottare la Nfc dovete aspettare un pochino in quanto siamo ancora in fase beta di sperimentazione e non c'è ancora un utilizzo commercialmente valido della stessa, ma se volete essere dei pioneri e dare davvero informazioni ai clienti che passano vicino ai vostri prodotti e punti vendita cominciate seriamente a pensare alle cose che potreste fare grazie alla Nfc: pagamenti elettronici, interazione con gli utenti, condivisione di contenuti in tempo reale e secondo una logica bidirezionale, impostare progetti di geo-marketing e tanto altro ancora. Cari lettori, da oggi, quando un comunicatore o sedicente tale, verrà da voi a proporvi un 'sofisticatissimo” Qr code, suggeritegli di studiarsi la Nfc e di venire subito con un progetto interessante.