A Montreux con Babbo Natale. Tra mercatini e vin brulé
Gli ultimi giorni dell’avvento al più famoso mercatino di Natale della Svizzera. Un appuntamento tradizionale divenuto prodotto turistico. Una buona occasione per una mini vacanza prenatalizia anche per molti italiani
Babbo Natale ha la residenza in Svizzera, esattamente in una grotta con vista sul lago di Lemano, a Montreux, meno di mezz'ora da Losanna. Dall’alto della montagna bianca di neve, a Rochers-de-Naye (quota 2.042 metri) riceve in un ufficio postale, attrezzato e decorato con rami di abete, i visitatori grandi e piccoli che hanno fatto 40 minuti di trenino a cremagliera per vederlo. Riceve lettere, le timbra, posa per le foto, ascolta i desideri, assicura di credere alle promesse. Tutto contribuisce a renderlo più vero del vero, dal barbone bianco al costume scarlatto, tra i profumi di cannella e di vin brulèe e le candele accese. Dovunque nenie natalizie e tintinnare di campanelli, l'implacabile colonna sonora delle quattro settimane dell’Avvento, dal 23 novembre al 24 dicembre.

E poi qui la neve è sempre vera e gli abeti addobbati profumano davvero, non sanno di plastica. Non ci sono le renne, qui, forse non è la quota giusta per loro, ma si trovano più sotto in un recinto, coccolatissime, accarezzate e fotografate, al Village de Noe di Caux. In compenso c’è una raccolta di marmotte provenienti da tutto il mondo, tristemente immobili perché impagliate. Una visita quassù, sopra la cittadina di Montreux, è d’obbligo per chi si lascia affascinare dai tradizionali mercatini natalizi, e questo è il più antico e il più bello di tutta la Svizzera. Arrivano in migliaia ogni anno dagli altri cantoni e non solo, in auto, in bus e soprattutto in treno, e tra le casette di legno addobbate di luci si sente spesso parlare italiano. Ormai i mercatini di Natale sono diventati a pieno titolo un prodotto turistico e con i pacchetti tutto compreso, anche con uso delle ciaspole, e sono migliaia gli italiani con o senza prole che si concedono un week end prenatalizio in questa cittadina amena affacciata su un lago grande come il mare che oltre ai mercatini ha tanta storia da raccontare. Fin da metà Ottocento nobildonne ed artisti, eredi al trono ed esuli politici la scelsero come buen ritiro. Elisabetta d’Austria, più nota come Sissi, era solita venire qui per fuggire dai gravami della vita di corte, Jean Jaques Russeau vi ambientò un suo romanzo e Igor Stravinsky vi compose i suoi pezzi migliori. Lord Byron si innamorò del castello di Chillon , superbo maniero del 1.100 e tanti altri illustri visitatori vi eressero ville e residenze con vista, oggi quasi tutte trasformate in alberghi. Ne ha di attrattiva questo lago «calmo e pacifico, con vista realmente magnifica e con una specie di magia nell’aria» come recita il testo di “A winter’s Tale” la canzone che Freddie Mercury dedicò alla città di Montreux che lo accolse come cittadino onorario e che gli ha dedicato un monumento.
La città sembra ispirare i musicisti, se anche i Deep Purple hanno scritto qui “Smoke on the water” e se a luglio si svolge il Jazz Festival, tra i più importanti del mondo . L’aspetto quieto e rilassante del lungolago cambia di colpo ogni anno alla fine di novembre per accogliere la festa più attesa dell’anno. Un grande parco verde si illumina di luci, vengono allestite lungo i viali centinaia di casine di legno dove si vende di tutto, caramelle e torroni, zucchero filato e castagne arrostite, maglioni di pecora fatti a mano e pantofole di feltro, statuine intagliate col legno, giocattoli e cavatappi, oggetti di artigianato ogni anno più originali.

Vengono montate giostre e posti di ristoro dove gustare specialità del cantone, panini ai buoni formaggi, salsicce, fette di torte, biscotti e marmellate fatti in casa. Con un’efficienza tutta svizzera è stato montato in quattro e quattr’otto un vero ristorante a due piani, tutto di legno e completo di cucina professionale, dove ci si può deliziare con terrine di fonduta fumante, declinata anche ai locali funghi di bosco. Sarà smantellato con la stessa velocità alla fine del mercatino, e non se ne vedrà traccia fino al prossimo anno, sul prato verdissimo. La bevanda più gettonata per riscaldarsi è il vin brulèe profumato di spezie, ma a tavola si bevono i vini di Lavaux, bianchi e aromatici, dei vigneti eroici a picco sul lago, Patrimonio Unesco dal 2007. Coloro che diffidano della cucina svizzera, sappiano che in tutta la regione del Lemano ci sono brasserie e pinte - così si chiamano le taverne- nonché tanti raffinati ristoranti che totalizzano 345 punti Gault&Millau e 9 stelle Michelin. Viene quasi voglia, agli over 5, di credere a Babbo Natale, se ci si lascia coinvolgere all’atmosfera tutta particolare di questo mercatino giunto alla 18ma edizione, fedele a se stesso ma che ogni anno riesce a offrire novità. Ormai spuntano ovunque, di mercatini, e da noi soprattutto nel Nord Italia, ma qui l’aspetto commerciale sembra magicamente essere il minore, anche se mediamente i prezzi sono più alti che da noi, a cominciare da quelli della mitica cioccolata. In compenso la perfetta organizzazione e l’efficienza dei collegamenti urbani ex extra urbani in Svizzera continua a sorprendere piacevolmente. Tutti gli alberghi inoltre regalano uno speciale tesserino per viaggiare gratuitamente in tutta la città.
Per chi non vuole andare fino in cima alla montagna per incontrare Babbo Natale che è una sosta intermedia altrettanto piacevole a Caux: un intero villaggio con case e locande a lui dedicato. Oltre alle suddette renne ci sono tanti altri animali, un presepe gigante, prodotti artigianali lapponici e giochi e animazioni per bambini. Nello stesso periodo dell’Avvento nel maniero di Chillon si svolge per il sesto anno consecutivo il Mercato Medievale con il Festival del Racconto. Si può fare un viaggio indietro nel tempo, calarsi nella vita quotidiana del Medioevo fedelmente ricostruita da bravissimi e convincenti figuranti in costume impegnati nei mestieri e gustare in rustiche scodelle di terracotta la cucina dell’epoca preparata nei giganteschi camini in pietra. Artigiani al lavoro, fantesche, pifferai, mangiafuoco e giocolieri completano il quadro. Montreux è facilmente raggiungibile dall’Italia: dista da Milano 300 km, da Torino 230 e da Genova 365 ed è ben collegata via treno. La tradizione dei mercatini di Natale nata nel Nord Europa quando l’Avvento era il momento giusto per fare acquisti, si è estesa rapidamente anche in Italia. I più famosi mercatini si trovano in Trentino Alto Adige, anch’essi visitati da miliaia di persone ogni anno. C’è da dire che la tradizione resiste, trionfa l’artigianato del legno piuttosto che la plastica made in China, si trovano ancora i tessuti fatti a mano e i mieli del contadino. Emoziona ancora, giorno dopo giorno, staccate una finestrina dal calendario dell’Avvento.

E poi qui la neve è sempre vera e gli abeti addobbati profumano davvero, non sanno di plastica. Non ci sono le renne, qui, forse non è la quota giusta per loro, ma si trovano più sotto in un recinto, coccolatissime, accarezzate e fotografate, al Village de Noe di Caux. In compenso c’è una raccolta di marmotte provenienti da tutto il mondo, tristemente immobili perché impagliate. Una visita quassù, sopra la cittadina di Montreux, è d’obbligo per chi si lascia affascinare dai tradizionali mercatini natalizi, e questo è il più antico e il più bello di tutta la Svizzera. Arrivano in migliaia ogni anno dagli altri cantoni e non solo, in auto, in bus e soprattutto in treno, e tra le casette di legno addobbate di luci si sente spesso parlare italiano. Ormai i mercatini di Natale sono diventati a pieno titolo un prodotto turistico e con i pacchetti tutto compreso, anche con uso delle ciaspole, e sono migliaia gli italiani con o senza prole che si concedono un week end prenatalizio in questa cittadina amena affacciata su un lago grande come il mare che oltre ai mercatini ha tanta storia da raccontare. Fin da metà Ottocento nobildonne ed artisti, eredi al trono ed esuli politici la scelsero come buen ritiro. Elisabetta d’Austria, più nota come Sissi, era solita venire qui per fuggire dai gravami della vita di corte, Jean Jaques Russeau vi ambientò un suo romanzo e Igor Stravinsky vi compose i suoi pezzi migliori. Lord Byron si innamorò del castello di Chillon , superbo maniero del 1.100 e tanti altri illustri visitatori vi eressero ville e residenze con vista, oggi quasi tutte trasformate in alberghi. Ne ha di attrattiva questo lago «calmo e pacifico, con vista realmente magnifica e con una specie di magia nell’aria» come recita il testo di “A winter’s Tale” la canzone che Freddie Mercury dedicò alla città di Montreux che lo accolse come cittadino onorario e che gli ha dedicato un monumento.
La città sembra ispirare i musicisti, se anche i Deep Purple hanno scritto qui “Smoke on the water” e se a luglio si svolge il Jazz Festival, tra i più importanti del mondo . L’aspetto quieto e rilassante del lungolago cambia di colpo ogni anno alla fine di novembre per accogliere la festa più attesa dell’anno. Un grande parco verde si illumina di luci, vengono allestite lungo i viali centinaia di casine di legno dove si vende di tutto, caramelle e torroni, zucchero filato e castagne arrostite, maglioni di pecora fatti a mano e pantofole di feltro, statuine intagliate col legno, giocattoli e cavatappi, oggetti di artigianato ogni anno più originali.

Vengono montate giostre e posti di ristoro dove gustare specialità del cantone, panini ai buoni formaggi, salsicce, fette di torte, biscotti e marmellate fatti in casa. Con un’efficienza tutta svizzera è stato montato in quattro e quattr’otto un vero ristorante a due piani, tutto di legno e completo di cucina professionale, dove ci si può deliziare con terrine di fonduta fumante, declinata anche ai locali funghi di bosco. Sarà smantellato con la stessa velocità alla fine del mercatino, e non se ne vedrà traccia fino al prossimo anno, sul prato verdissimo. La bevanda più gettonata per riscaldarsi è il vin brulèe profumato di spezie, ma a tavola si bevono i vini di Lavaux, bianchi e aromatici, dei vigneti eroici a picco sul lago, Patrimonio Unesco dal 2007. Coloro che diffidano della cucina svizzera, sappiano che in tutta la regione del Lemano ci sono brasserie e pinte - così si chiamano le taverne- nonché tanti raffinati ristoranti che totalizzano 345 punti Gault&Millau e 9 stelle Michelin. Viene quasi voglia, agli over 5, di credere a Babbo Natale, se ci si lascia coinvolgere all’atmosfera tutta particolare di questo mercatino giunto alla 18ma edizione, fedele a se stesso ma che ogni anno riesce a offrire novità. Ormai spuntano ovunque, di mercatini, e da noi soprattutto nel Nord Italia, ma qui l’aspetto commerciale sembra magicamente essere il minore, anche se mediamente i prezzi sono più alti che da noi, a cominciare da quelli della mitica cioccolata. In compenso la perfetta organizzazione e l’efficienza dei collegamenti urbani ex extra urbani in Svizzera continua a sorprendere piacevolmente. Tutti gli alberghi inoltre regalano uno speciale tesserino per viaggiare gratuitamente in tutta la città.
Per chi non vuole andare fino in cima alla montagna per incontrare Babbo Natale che è una sosta intermedia altrettanto piacevole a Caux: un intero villaggio con case e locande a lui dedicato. Oltre alle suddette renne ci sono tanti altri animali, un presepe gigante, prodotti artigianali lapponici e giochi e animazioni per bambini. Nello stesso periodo dell’Avvento nel maniero di Chillon si svolge per il sesto anno consecutivo il Mercato Medievale con il Festival del Racconto. Si può fare un viaggio indietro nel tempo, calarsi nella vita quotidiana del Medioevo fedelmente ricostruita da bravissimi e convincenti figuranti in costume impegnati nei mestieri e gustare in rustiche scodelle di terracotta la cucina dell’epoca preparata nei giganteschi camini in pietra. Artigiani al lavoro, fantesche, pifferai, mangiafuoco e giocolieri completano il quadro. Montreux è facilmente raggiungibile dall’Italia: dista da Milano 300 km, da Torino 230 e da Genova 365 ed è ben collegata via treno. La tradizione dei mercatini di Natale nata nel Nord Europa quando l’Avvento era il momento giusto per fare acquisti, si è estesa rapidamente anche in Italia. I più famosi mercatini si trovano in Trentino Alto Adige, anch’essi visitati da miliaia di persone ogni anno. C’è da dire che la tradizione resiste, trionfa l’artigianato del legno piuttosto che la plastica made in China, si trovano ancora i tessuti fatti a mano e i mieli del contadino. Emoziona ancora, giorno dopo giorno, staccate una finestrina dal calendario dell’Avvento.


