Sono oltre 30 i capi di imputazione per gli 11 arrestati tra imprenditori e dirigenti, funzionari e impiegati del ministero delle Politiche agricole, al termine dell'operazione 'Centurione' condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza in esecuzione di un'ordinanza del Gip di Roma Flavia Costantini. Corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, turbata libertà di incanti e turbata libertà nella scelta del contraente sono alcune delle accuse contestate a vario titolo ai 37 indagati.

Come riporta l'agenzia di stampa Adnkronos, le indagini sono partite da una decina di esposti anonimi pervenuti alla Procura di Roma con una serie di documenti allegati appartenenti al Ministero e che segnalavano presunte condotte illecite ad opera del direttore generale del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura Giuseppe Ambrosio (nella foto), caposegreteria del sottosegretario Franco Braga, ed ex capo di gabinetto dei ministri Luca Zaia e Giancarlo Galan, arrestato questa mattina insieme alla moglie Stefania Ricciardi, dirigente presso la direzione generale per la Promozione della qualità agroalimentare del ministero, oltre ad altre presunte illegalità che sarebbero state commesse da dipendenti dello stesso discastero anche nella concessione di finanziamenti pubblici.

Da qui è iniziata l'attività di indagine con importanti intercettazioni telefoniche e relativi riscontri e accertamenti che hanno anche portato al sequestro di beni per un valore di 22 milioni di euro: 43 tra terreni e fabbricati, 10 autoveicoli, numerosi conti correnti, depositi titoli e polizze assicurative. A questi si devono aggiungere 32 milioni di euro in contributi statali, che, secondo la Gdf, sarebbero stati illecitamente percepiti da alcuni imprenditori grazie alla corruzione di funzionari del ministero.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale e coordinate dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto procuratore Stefano Fava del gruppo ''reati contro l'economia'', hanno individuato, secondo gli investigatori, "un diffuso sistema corruttivo radicato nell'ambito del ministero", attuato in maniera sistematica in occasione di erogazioni di denaro pubblico.

In pratica, secondo la Gdf, i dirigenti e i funzionari del Ministero coinvolti nelle indagini si accordavano di volta in volta con alcuni imprenditori per l'erogazione di contributi e finanziamenti pubblici, per la stipula di contratti o l'aggiudicazione di gare pubbliche in regime di favore (anche attraverso la predisposizione o la partecipazione pilotata ad alcuni bandi di gara), ricevendo compensi corruttivi di varia natura come controprestazione dell'attività illecita svolta.

In cambio delle loro condotte illecite i dirigenti e i funzionari del ministero avrebbero infatti ottenuto somme di danaro in contanti e indebiti vantaggi patrimoniali, tra cui vacanze pagate all'estero, soggiorni presso lussuosi alberghi e centri benessere in Italia, stage e promesse di posti di lavoro per parenti, amici e amanti, generi alimentari, oggetti di arredo di elevato valore.

Giuseppe AmbrosioI dipendenti, secondo l'accusa, si sarebbero accordati per ''turnare'' i vantaggi corruttivi. Infatti, laddove la misura ridotta del finanziamento pubblico non consentiva la retribuzione di tutti i pubblici ufficiali coinvolti, a parere della Gdf, l'imprenditore provvedeva a soddisfare la richiesta di uno solo di essi con la certezza, per gli altri, di essere a loro volta soddisfatti alla prima utile occasione.

Attraverso questo sistema gli imprenditori coinvolti sono riusciti, dal marzo 2007 al maggio 2011, ad aggiudicarsi 32 milioni di euro di finanziamenti pubblici, per lo più relativi al finanziamento di iniziative di informazione e di comunicazione per la valorizzazione delle produzioni agricole nazionali, per la tutela della salute dei consumatori, per l'educazione alimentare e per le altre attività di interesse sociale.

Dai riscontri investigativi è emerso che i 32 milioni di euro di finanziamenti erogati e appalti irregolari, sarebbero stati suddivisi in 46 tra appalti e finanziamenti e che sarebbero almeno 20 le aziende coinvolte, nonché 5 enti locali.

Tra i bandi di gara che sarebbero stati oggetto di accordo corruttivo si citano ''Food4u'', per la realizzazione di campagne di sensibilizzazione rivolte a scuole italiane ed europee sull'importanza di una consapevole alimentazione (3.780.000 euro) e ''Frutta nelle scuole'', finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari (oltre 13 milioni di euro). Altri contributi pubblici sono invece serviti per finanziare iniziative quali ''La Giornata Nazionale dell'Agricoltura'' (154.800 euro) e ''L'Asta Internazionale del Tartufo'' (263.210 euro), quest'ultima attraverso Buonitalia Spa (società interamente partecipata dal Ministero).

Per l'ex capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan, l'accusa non è soltanto quella di avere favorito, dietro compenso, alcuni imprenditori ma anche di avere cooperato alla concessione di contributi pubblici in favore del Comune di Maratea (Potenza) e di Todi (Perugia), rispettivamente per 63.500 euro e 125mila euro, ricevendo in cambio l'omessa vigilanza edilizia da parte dei soggetti preposti su alcune opere realizzate abusivamente nelle ville di proprietà.

Ville per la cui realizzazione il funzionario avrebbe impiegato risorse per 1.273.000 euro, non coerenti con il proprio reddito familiare. Partendo da questi elementi la Gdf ricostruendo i redditi e il patrimonio dei due coniugi, dal 1993 al 2008, accertando una sproporzione di oltre 925.000 euro tra entrate e uscite.

«Ho piena consapevolezza di dare sempre sostegno alla magistratura di cui ho totale fiducia e attendo gli sviluppi ulteriori del procedimento anche mantenendo pieno rispetto degli indagati». è quanto ha affermato il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, durante una affollata conferenza stampa al ministero, convocata d'urgenza in seguito alla notizia degli arresti.

«Non è un evento di cui posso dire di essere felice - ha continuato Catania - sul piano umano sono addolorato, sono cose che mai un ministro vorrebbe comunicare all'esterno».
Il ministro ha poi riferito di aver «azzerato la spesa a partire dal 2013 delle attività di comunicazione istituzionale e promozionale del ministero in quanto hanno un alto tasso di discrezionalità gestionale a mio parere non positivo», ha spiegato riferendosi proprio alle spese con i fondi in bilancio dello Stato, oggetto dell'indagine rispetto alle quali è accusato Ambrosio, già ex capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan.

«Stiamo parlando di fatti che sono accaduti dal marzo 2007 al maggio 2011 - ha continuato Catania - fatti tutti che ruotano sostanzialmente attorno ad attività di comunicazione istituzionale e promozione del ministero, per le quali ogni ministero dispone di fondi. Tutti gli episodi sono riconducibili a questo - ha sottolineato - perché siccome il ministero fa un'attività amplissima e ci lavorano migliaia di persone di assoluta onestà, e sottolineo che quello che è in ballo è 'soltanto” purtroppo uno specifico e singolo spezzone delle attività del Mipaaf».

Il ministro delle Politiche agricole ha annunciato che verranno infine formalizzate le sospensioni delle persone investite dall'indagine che ha coinvolto il ministero e sarà avviata una verifica interna su tutto quello che è rimasto fuori dal perimetro dell'indagine.