Celentano: non sono solo canzonette. Ma l'invito a un'Italia migliore
Il messaggio è quello del ritorno a un'Italia meno inquinata, meno rovinata nei paesaggi, nell’aria, nelle acque, con meno case nuove che rubano terreno all’agricoltura e più ristrutturazioni degli antichi centri urbani. La nostra “politica” deve essere incentrata sul valorizzare, non sul rovinare
Si sono sprecati fiumi d'inchiostro sui silenzi e le prediche di Adriano Celentano tra una canzone e l'altra. Qualche volta i messaggi sono chiari, altre meno. Certo è che nell'ultima applauditissima esibizione all'Arena di Verona, trasmessa in diretta su Canale 5, il messaggio è arrivato forte e chiaro, rivolto direttamente ai politici (sì ha pronunciato la parola 'politici”).Niente di nuovissimo, certo, ma un messaggio che, passando tra una canzonetta e l'altra, seguito in diretta da milioni di persone, può avere un effetto più vasto che non centinaia di articoli scritti su riviste specializzate.
Il messaggio - che anche io modestamente ho cercato di trasmettere in anni di giornalismo - è quello del ritorno a una Italia meno inquinata, meno rovinata nei paesaggi, nell'aria, nelle acque, con meno case nuove che rubano terreno all'agricoltura e più ristrutturazioni degli antichi centri urbani, veri e propri musei a cielo aperto in ogni piccolo paese o città.
Questa è la nostra ricchezza, questa deve essere la nostra 'politica”: valorizzare ciò che la natura, la storia e l'ingegno dei nostri antenati ci hanno dato. Non rovinare, ma valorizzare. E tra i beni di questo nostro Belpaese c'è la produzione agroalimentare e quindi l'enogastronomia di alta qualità. Le battaglie della Coldiretti per difendere il territorio non saranno mai abbastanza. Il ritorno alla campagna di tanti giovani disoccupati è in atto ed è sempre più auspicabile. La professionalità dei ristoratori è altrettanto importante. Ma un segnale preciso deve venire dall'alto, un'unità d'intenti per la nostra agricoltura di nicchia, per il turismo culturale ed enogastronomico. Chiudano pure le acciaierie inquinanti: al loro posto tanti nuovi alberghi e ristoranti in riva al mare. La Puglia, come tutta l'Italia, può vivere di questo.

