I nuovi modi di viaggiare. A Beta il futuro del turismo italiano
La Borsa del turismo associato che si è svolta a Cecina, nel Livornese, ha fatto il punto sul delicato momento che attraversa il turismo nel nostro Paese. I due più importanti momenti di attenzione hanno entrambi ruotato sulla mobilità che è insita nell’accezione stessa della figura del turista
Beta, la Borsa del turismo associato, è giunta alla sua ventiseiesima edizione, svoltasi come di consueto a Cecina (Li). I salienti momenti dibattimentali, sempre interessanti e mai manierati, hanno fatto focus sul delicato momento che attraversa il turismo nel nostro Paese. I numeri parlano di declino e nella loro asettica valenza impietosamente dimostrano che poco sappiamo innovarci e, allarme rosso, molto poco sappiamo essere attrattivi verso i flussi emergenti costituiti da coreani del sud, messicani, brasiliani, russi, indiani e cinesi.Se solo si riuscisse a intercettare il 3% della numerica del turismo outgoing dei suddetti sei Paesi, incrementeremmo del 20% il valore del movimento turistico in Italia. I due più importanti momenti di attenzione hanno entrambi ruotato, è il caso di dirlo, sulla mobilità che è insita nell'accezione stessa della figura del turista.
Il turista viaggiatore che raggiunge la meta, il turista villeggiante (lo scorso anno definimmo ciò con la più appropriata locuzione 'temporary citizen”), il turista viaggiatore che rientra a casa. Gradiente di fattore attrattivo per un territorio è il cosiddetto 'easy to trip”, ovvero la facilità con cui si raggiunge la meta e l'amenità con la quale si visita l'area. Parliamo allora di rete lunga e di rete corta.
La rete lunga diviene agevole e facile allorquando funziona bene l'intermodalità costituita da fly & drive. Il volo low cost e il rental low cost con suo insito alto spessore di servizio, inclusa la facilità di consentire il drop-off dell'auto a noleggio in aeroporto diverso da quello in cui il servizio di noleggio si è attivato. La rete corta, ovvero la mobilità del turista sul territorio in cui stanzia, ha suo indubbio valore attrattivo allorquando il mezzo è dato dalla bicicletta. Ma anche in questo caso il discrimine circa l'attuazione di questo disegno ed il suo permanere stanca velleità, gira intorno alle componenti infrastrutturali ed alle dotazioni a contorno di cui, argutamente, dovrebbero farsi carico le strutture di accoglienza.Il cicloturismo abilita momenti di fruizione della cultura materiale del nostro Bel Paese di certo superiori alla mobilità motorizzata. Insomma, viene più naturale fare sosta presso un punto di ristoro, una cantina, un frantoio, una fattoria, se si sta pedalando piuttosto che se si sta guidando.
L'approccio sistemico di Beta è meritorio ed è corretto perseverare, ma momenti ulteriori di meditazione andrebbero fatti circa l'impatto del social media networking sul turismo. La realtà evolvente tratteggia scenari che possono essere percepiti in modalità pericolosamente aberrante qualora ci si ostini a pensare che il turista del secondo decennio del corrente secolo abbia lo stesso modo di pensare e di agire del turista dello scorso secolo. La prossima edizione di Beta si terrà a maggio 2013.

