Se e solo se restiamo fuori dal dibattito che ruota intorno alla funzione delle guide in epoca 2.0, o meglio, se non lo affrontiamo in questa specifica circostanza, allora possiamo serenamente accingerci a commentare la guida dei ristoranti de L'Espresso presentata (insieme alla guida dei Vini) al Mercato San Lorenzo di Firenze. A condurre la piacevole ed interessante mattinata, il responsabile delle guide Enzo Vizzari. Suo il postulato secondo cui in Italia si mangia bene, anzi meglio, anno dopo anno.

Facciamo focus sulla Campania. La Guida privilegia i ristoranti costieri a quelli dell'entroterra, in particolare, al netto di una lodevole eccezione di cui diremo, non rendendo merito alle peculiarità della cucina irpina e della cucina sannita.

Nell'ambito della cucina costiera, svettano le consolidate presenze dei soliti noti della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana, ma poco si racconta delle trattorie della Napoli stracittadina e delle lontane tavole cilentane. In piena quanto meritata evidenza le cucine isolane (ad eccezione di Procida).

Il voto più alto, 18/20, nonché l'unico tre cappelli della Campania è di Gennarino Esposito, con la Torre del Saracino a Marina di Seiano, frazioncina di Vico Equense (Na). Ed è proprio da Vico Equense, mare sulla nostra destra, che proseguiamo per incontrare le altre eccellenze.

Arrivati alle porte di Sorrento si sale su Sant'Agata sui Due Golfi, frazione di Massalubrense e rendiamo omaggio ad un grande ambasciatore della cucina mediterranea: Alfonso Iaccarino con Don Alfonso 1890 (17/20 e due cappelli). Si continua, giustamente, a parlare di Alfonso, ma in cucina è assidua ed oramai insostituibile la presenza del figlio Ernesto.

Da San'Agata sui Due Golfi, per adesso scientemente facendo by pass di Sorrento, andiamo a Nerano, altra frazioncina di Massalubrense, dove Tonino Melillo con il suo Quattro Passi (17,5/20 e due cappelli) si conferma essenziale punto di riferimento per clientela gourmet cosmopolita.

Ancora un paio di chilometri verso il mare, altra frazioncina di Massalubrense, ora siamo a Marina del Cantone, e qui Alfonso Caputo con 17/20 e due cappelli del suo Taverna del Capitano. Massalubrense, con i suoi 14mila abitanti e con tre ristoranti per complessivi sei cappelli, è tra i comuni d'Italia con la più alta densità di cappelli per abitante!

Si rientra, mare sulla mano sinistra, in direzione di Sorrento (Na), dove si assestano due conferme: Antica Trattoria ed Il Buco del bravissimo Peppe Aversa, entrambi con 16/20 ed un cappello. Ultima tappa sulla strada del ritorno, L'Accanto del Grand Hotel Angiolieri di Vico Equense (Na), che comunque si macula per l'accentuato turnover di chef e componenti di brigata. Si salpa verso le isole e l'approdo ischitano, in quel di Casamicciola (Na) ci rivela la bravura dello chef Nino di Costanzo del ristorante Il Mosaico dell'Hotel Manzi (17,5/20 e due cappelli). Da Casamicciola, ad Anacapri (Na) dove lo chef Andrea Migliaccio procura un cappello e 16/20 al ristorante L'Olivo annesso al Capri Palace. Si ritorna sulla terraferma, in costiera amalfitana e precisamente a Positano (Sa) dove si rende omaggio a La Sponda  dell'Hotel le Sirenuse. Mare a destra e percorriamo la costiera amalfitana fino alla sua città eponima, dove sempre svetta, con 17/20 e due cappelli, la pregevole ed accorta cucina de La Caravella. Si prosegue  sino a giungere a Cetara (Sa) dove il simpatico e gagliardo Pasquale Torrente conquista un meritato 14/20 con il suo ristorante Al Convento.

Nel primo entroterra, ai margini dell'Agro Sarnese-Nocerino, di cui è mèntore con il Pomodoro San Marzano Dop, la guida segnala Raffaele Vitale con il suo Casa del Nonno 13 a Mercato San Severino (Sa) conquista 16/20 ed un cappello.

E giungiamo a Napoli, finalmente. Qui soltanto un nome: La Cantinella (15/20 e un cappello) che il patron Giorgio Rosolino governa con grande esperienza e sapendo anche innovare le proposte della cucina. La Guida dell'Espresso rende merito a quello che noi abbiamo più volte definito il rinascimento della pizza napoletana e pertanto menziona La Notizia  di Enzo Coccia, bino in via Caravaggio e  Sorbillo.


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