L'Epifania è, per eccellenza, la festa della tradizione e dei bambini. Per festeggiare questa ricorrenza, quindi, gli italiani si dividono tra chi ama passare la festa in casa, privilegiando soprattutto la felicità dei più piccoli, e chi invece non rinuncia a una fuga fuori porta, da passare soprattutto in agriturismo.
I dati e le previsioni per questo ponte sono contrastanti e altalenanti, sinonimo di una situazione di crisi e precariato che non favorisce nessuno.

Nonostante l'invitante weekend lungo, infatti, sono molti gli amanti del verde che rinunceranno alla Befana in agriturismo, circa il 12% in meno dell'anno scorso. Secondo i dati diffusi da Turismo verde, l'associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori, se le festività natalizie sono state un termometro dell'anno che verrà, le prospettive non sono affatto rosee anche per il comparto agrituristico. Mentre da Natale al primo dell'anno l'accoglienza in campagna ha fatto registrare un meno 7% rispetto al 2011, l'Epifania fa ancora peggio, e chiude le vacanze invernali a quota meno 12%. Un'ulteriore flessione del 5 %, che risparmia, anche se parzialmente, le località di montagna vicine alle stazioni sciistiche e il capitolo ristorazione, dove il calo si preannuncia più contenuto.
A molti, infatti, piace classificare l'Epifania come la festa dei bambini, e quindi strettamente legata alle abitudini delle famiglie. Ed è così che 95 bambini su 100 resteranno a casa a "scoprire" le sorprese e i dolcetti nascosti nella tradizionale calza della Befana.

A fornire dati più confortanti è, invece, l'associazione agrituristica Terranostra, secondo cui sono saliti a circa 400mila i vacanzieri che durante le feste di fine e inizio anno hanno scelto l'agriturismo che si dimostra una scelta coerente con la necessità di ottimizzare la spesa senza rinunciare alle vacanze.
A farla da padrona è stata la montagna, con buone prenotazioni per le aziende situate nei pressi degli impianti sciistici, ma in molti hanno scelto anche sistemazioni prossime alle città d'arte, ai centri di interesse storico e culturale e agli impianti termali.

L'agriturismo sembra quindi resistere meglio alla crisi anche per effetto della voglia di tranquillità in un momento di turbolenza economica che spinge gli italiani a privilegiare le vacanze più vicine a casa, con una maggiore flessibilità nella programmazione. Gli operatori del settore sono impegnati ad offrire agli attenti consumatori servizi e ristorazione di qualità, pur mantenendo i prezzi sostanzialmente stabili.

La capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo è stata la qualità più apprezzata dagli ospiti degli agriturismi, ma è aumentata nel contempo la domanda di servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti. Insieme a questo va crescendo anche in termini numerici l'abbinamento con il turismo d'arte. Sono circa 20mila le aziende agrituristiche presenti sul territorio nazionale, molte delle quali sono state aperte per le festività di fine ed inizio anno.

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