Sciare con gusto in Alta Badia. Quando lo sport si fa goloso
Per differenziarsi dalle altre vallate dolomitiche, l’Alta Badia propone un originale connubio tra lo sci sulle piste più belle e la gastronomia di altrettanto alto livello, unendo in questo modo i due punti di forza dell’offerta della vallata che vanta ben 3 cuochi insigniti di stelle Michelin
Sciare con gusto è lo slogan coniato già alcuni anni fa dall'Alta Badia (www.altabadia.org) per differenziarsi dalle altre vallate dolomitiche proponendo un originale connubio tra lo sci sulle piste più belle e la gastronomia di altrettanto alto livello, unendo in questo modo i due punti di forza dell'offerta della vallata che vanta ben tre chef insigniti di stelle Michelin. Da questa ricchezza è nata l'idea di far creare appositamente ai cuochi stellati non solo italiani alcuni piatti gourmet che vengono riproposti in undici rifugi locali durante tutta la stagione invernale. Ogni rifugio è abbinato a un unico cuoco: undici baite dell'Alta Badia propongono così all'interno dei loro menù tipici un raffinato piatto per così dire 'ospite”, da gustare tra una discesa e l'altra. Il tema comune delle ricette è il 'maialino”, a base dei migliori prodotti tipici dell'Alto Adige, con abbinamento naturalmente con un vino locale. Le diverse preparazioni sono state concepite in esclusiva, una per rifugio, dai tre cuochi stellati della valle, ma anche dal colleghi austriaci, tedeschi, inglesi, spagnoli e naturalmente italiani: tra questi ultimi spicca un illustre portavoce della cucina italiana nel mondo, Sergio Mei, maestro di generazioni di giovani cuochi italiani che si sono fatti onore in patria e nel mondo. Executive chef dei ristoranti 'Il Teatro” e 'La Veranda” del Four Seasons di Milano, il più esclusivo cinque stelle della metropoli lombarda, Sergio Mei ha inventato il 'maialino da latte alle erbe, Speck Alto Adige Igp, con lombetto di capriolo, salsa al pinot nero, ballottino di verza, mela dell'Alto Adige Igp e castagne” per il rifugio Col Alt, che domina Corvara e si raggiunge dal centro del paese con la prima seggiovia d'Italia del 1947, come ricorda Erich Kostner, cavaliere del lavoro e stimato decano di tutti gli impiantisti italiani.
Del grande Ski-Carosello della Val Badia, una delle più frequentate zone sciistiche delle Dolomiti oggi diretta da Andy Varallo, la vera perla della collana dei 450 impianti di Dolomiti Superski (www.dolomitisuperski.com), il più grande comprensorio sciistico del mondo fruibile con un unico skipass supertecnologico, una pista memorabile è certamente il Bioch, amata dagli sciatori in erba come dagli anziani per il suo lungo e dolce pendio con un interessante cambio di pendenza, sempre perfettamente innevato e in piena battuta di sole. All'arrivo della seggiovia del Bioch, a 2079 metri di altezza, il rifugio omonimo (Ütia de Bioch in lingua ladina) rivestito in legno con una vista superpanoramica che spazia dal Sassongher al gruppo del Sella e alla Marmolada, oltre ai suoi piatti elaborati su temi ella cucina locale come i ravioli allo speck e ricotta di bufala presenta la 'testina di maialino croccante con insalata di rape rosse e dressing di semi di zucca”, una semplice ma sorprendente creazione di Norbert Niederkofler, lo chef con due stelle Michelin del Sankt Hubertus, l'elegante ristorante del Relais&Chateaux Rosa Alpina di San Cassiano, l'accogliente e splendida casa di Hugo Pizzinini e Daniela Steiner. Sono stati scherzosamente chiamati cuochi 'dolo-mitici”, ma in fondo se lo meritano Niederkofler insieme con gli altri due colleghi stellati dell'Alta Badia, Arturo Spicocchi della Stüa di Michil, il ristorante dell'Hotel La Perla di Corvara, casa di Michil Costa, paladino dei ladini dolomitici, e Fabio Cucchelli, che in poco tempo dal suo arrivo ha riguadagnato la stella al Ristorante la Siriola di San Cassiano.


