La salute vien... leggendo Al via il progetto "Etichet-ti-amo"
Parte il progetto "Etichet-ti-amo" per educare alla salute leggendo correttamente le etichette. Saper leggere bene le indicazioni degli alimenti infatti è molto importante, perché permette di trovare tutte le informazioni che sono utili per consumare al meglio l'alimento stesso e tutelare la salute
C'è qualcosa, nelle etichette degli alimenti che si comprano al supermercato, che va al di à della data di scadenza. Ci sono le informazioni per vivere meglio, e in salute, a saperle leggere. E ne sono consapevoli nove italiani su dieci, stando ai dati dell'Osservatorio Adi-Nestlè diffusi al Museo della scienza e della tecnica di Milano, dove si è aperto il primo appuntamento del progetto 'Etichet-ti-amo. L'importanza di una corretta lettura delle etichette alimentari”.

L'appuntamento fa parte di un progetto più ampio di Nestlè, chiamato 'Food Coaching”: il suo obiettivo è quello di allenare le persone a mangiare sano e vivere meglio, rendendo ciascuno un 'personal trainer alimentare” di sé stesso. Le premesse sono comunque buone: tre quarti dei consumatori dichiarano di leggere le etichette alimentari; il 90% lo fa per leggere la data di scadenza, e il 70% circa controlla la lista degli ingredienti e la tabella nutrizionale. Più del 50% degli italiani, poi, controlla che il prodotto sia 'naturale” (inteso come senza conservanti, o coloranti e aromi artificiali).
«Saper leggere bene le etichette degli alimenti - commenta Bianca Maria Vecchio, esperta di nutrizione - è molto importante, perché ci permette di trovare tutte le informazioni che sono utili per consumare al meglio l'alimento stesso». Un occhio attento, poi, può facilmente ricavare informazioni preziose dalla lettura di un'etichetta: «La profilazione nutrizionale - continua l'esperta - è l'analisi nutrizionale dell'alimento, e ci fa capire in che quantità sono contenute le proteine, i carboidrati, i grassi, le vitamine e i minerali, permettendoci anche di definire per quale momento della giornata è indicato quell'alimento, che sia prima colazione, pranzo, merenda o cena». Ma le etichette non si fermano qui: Nestlè, ad esempio, ha messo in atto la sua personale 'bussola nutrizionale”. «Il Nutritional Compass - aggiunge Vecchio - è l'area delle confezioni in cui sono raccolte tutte le informazioni che riguardano la nutrizione e il prodotto. Qui troviamo l'etichettatura nutrizionale, le informazioni sul ruolo che quell'alimento può avere in una corretta alimentazione, e delle informazioni di carattere generale sullo star bene: che non vuol dire solo mangiar bene, ma anche fare la giusta attività fisica».
Le etichette dei cibi, commenta Tina Napoli di Cittadinanzattiva, rappresentano «un tassello di verifica tra le attese e i dubbi del consumatore e i doveri delle aziende in uno spazio molto limitato. è dunque una duplice sfida: da una parte quella delle aziende che devono assicurare completezza di informazioni nel modo più chiaro possibile, dall'altra quella del consumatore che deve andare oltre la lettura della data di scadenza e usufruire di ulteriori canali di informazione per approfondire le indicazioni offerte dalle etichette». Sulla stessa linea anche Michela Barichella, responsabile Dietetica e nutrizione alla Clinica Icp di Milano, secondo cui «le etichette rappresentano per il consumatore la bussola per conoscere le caratteristiche e proprietà degli alimenti, ma è necessario possedere anche il giusto orientamento per compiere scelte d'acquisto consapevoli e assumere abitudini alimentari corrette e positive».
Ma qual è l'identikit del consumatore-tipo? «Secondo i dati dell'osservatorio Adi-Nestlè - spiega Tommaso Pronunzio del centro ricerche Ales - gli italiani guardano le etichette nella quasi totalità dei casi: solo un 4-5% si ostina a non farlo. L'indagine ci fa capire in modo chiaro che sono le donne quelle che guardano più frequentemente le etichette, e che si dimostrano più attente all'importanza e al valore degli alimenti che entrano in casa».
L'informazione più controllata sulle etichette «è senza dubbio la data di scadenza: le persone vogliono fare una spesa sempre più responsabile, e non avere prodotti che rischiano di non consumare. In ogni caso - conclude Pronunzio - bisogna ribadire che è importante leggere gli ingredienti contenuti negli alimenti, ed educare le persone a leggere bene le etichette, in modo da essere sempre consapevoli di quali sono i prodotti a cui fare attenzione».
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«Saper leggere bene le etichette degli alimenti - commenta Bianca Maria Vecchio, esperta di nutrizione - è molto importante, perché ci permette di trovare tutte le informazioni che sono utili per consumare al meglio l'alimento stesso». Un occhio attento, poi, può facilmente ricavare informazioni preziose dalla lettura di un'etichetta: «La profilazione nutrizionale - continua l'esperta - è l'analisi nutrizionale dell'alimento, e ci fa capire in che quantità sono contenute le proteine, i carboidrati, i grassi, le vitamine e i minerali, permettendoci anche di definire per quale momento della giornata è indicato quell'alimento, che sia prima colazione, pranzo, merenda o cena». Ma le etichette non si fermano qui: Nestlè, ad esempio, ha messo in atto la sua personale 'bussola nutrizionale”. «Il Nutritional Compass - aggiunge Vecchio - è l'area delle confezioni in cui sono raccolte tutte le informazioni che riguardano la nutrizione e il prodotto. Qui troviamo l'etichettatura nutrizionale, le informazioni sul ruolo che quell'alimento può avere in una corretta alimentazione, e delle informazioni di carattere generale sullo star bene: che non vuol dire solo mangiar bene, ma anche fare la giusta attività fisica».
Le etichette dei cibi, commenta Tina Napoli di Cittadinanzattiva, rappresentano «un tassello di verifica tra le attese e i dubbi del consumatore e i doveri delle aziende in uno spazio molto limitato. è dunque una duplice sfida: da una parte quella delle aziende che devono assicurare completezza di informazioni nel modo più chiaro possibile, dall'altra quella del consumatore che deve andare oltre la lettura della data di scadenza e usufruire di ulteriori canali di informazione per approfondire le indicazioni offerte dalle etichette». Sulla stessa linea anche Michela Barichella, responsabile Dietetica e nutrizione alla Clinica Icp di Milano, secondo cui «le etichette rappresentano per il consumatore la bussola per conoscere le caratteristiche e proprietà degli alimenti, ma è necessario possedere anche il giusto orientamento per compiere scelte d'acquisto consapevoli e assumere abitudini alimentari corrette e positive». Ma qual è l'identikit del consumatore-tipo? «Secondo i dati dell'osservatorio Adi-Nestlè - spiega Tommaso Pronunzio del centro ricerche Ales - gli italiani guardano le etichette nella quasi totalità dei casi: solo un 4-5% si ostina a non farlo. L'indagine ci fa capire in modo chiaro che sono le donne quelle che guardano più frequentemente le etichette, e che si dimostrano più attente all'importanza e al valore degli alimenti che entrano in casa».
L'informazione più controllata sulle etichette «è senza dubbio la data di scadenza: le persone vogliono fare una spesa sempre più responsabile, e non avere prodotti che rischiano di non consumare. In ogni caso - conclude Pronunzio - bisogna ribadire che è importante leggere gli ingredienti contenuti negli alimenti, ed educare le persone a leggere bene le etichette, in modo da essere sempre consapevoli di quali sono i prodotti a cui fare attenzione».
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