Bio certificato e più controllato Il 2012 l'anno della svolta
Dopo episodi come quello della maxi truffa scoperta dalla Guardia di Finanza di Verona a dicembre, il settore del biologico chiede e si auspica nel 2012 interventi mirati e risolutivi: per prima cosa rendere più efficace e trasparente il sistema di certificazione e di controllo dell’agricoltura bio
Il 2012 si preannuncia come un anno di grande fermento per il settore biologico in Italia. Soprattutto dopo episodi come quello della maxi truffa scoperta dalla Guardia di Finanza di Verona nello scorso mese di dicembre, che avrebbe distribuito sul mercato 700mila tonnellate di prodotti con etichetta "biologico italiano" ma in realtà provenienti da Paesi terzi e semplicemente frutto di coltivazioni normali. Il biologico è, infatti, un settore in grande crescita con un giro d'affari di circa due miliardi di euro. Secondo gli ultimi dati definitivi, relativi all'estate 2011, evidenziano un aumento dei consumi domestici dell'11%.

Per questo, secondo la Cia, confederazione italiana agricoltori, è necessario rendere più efficace e trasparente il sistema di certificazione e di controllo dell'agricoltura biologica. E saranno proprio queste, certificazione e controllo, le due aree nell'ambito delle quali nel 2012 gli operatori del settore si aspettano i più grandi cambiamenti. La Cia ha inviato una lettera al ministero delle Politiche agricole in cui tra le proposte, auspica la predisposizione di una banca dati unica per il settore che contenga l'anagrafica delle aziende, i piani annuali di produzione e relative variazioni e infine lo stato, aggiornato in tempo reale della certificazione. La creazione di tale banca dati, sempre secondo la Confederazione italiana agricoltori, permetterebbe di incrociare agevolmente tutte le informazioni relative alle aziende attualmente disperse e nell'ambito dei database di vari soggetti come il ministero delle Politiche agricole, l'Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari), le Regioni e gli Organismi di controllo.
Nella lettera la Cia prosegue: «Occorre definire e rendere più lineari le funzioni di accreditamento, autorizzazione, controllo e vigilanza degli organismi del sistema. Oggi tali funzioni sono distribuite tra Ministero, due Direzioni dell'Icqrf, le Regioni e Accredia, anche con una non chiara distinzione tra le funzioni di autorizzazione e vigilanza, in capo alla Pubblica amministrazione, e quelle di accreditamento e controllo in capo al sistema Accredia / Organismi di certificazione. In questo ambito è necessaria e urgente anche una azione di verifica dell'attuale quadro sanzionatorio per valutarne in modo approfondito l'adeguatezza».
Il 2012 sarà anche l'anno in cui si prevede la revisione del sistema di certificazione attualmente basato su una legge del 1995 (DM 220/95) di cui dal 2003 esiste una proposta di modifica. Tale legge regolamenta attualmente il sistema di controllo in Italia. Individua nel ministero delle Risorse agricole l'autorità competente in materia di coordinamento delle attività inerenti l'applicazione della regolamentazione comunitaria sull'agricoltura biologica. Istituisce un Comitato di valutazione degli Organismi di controllo. Dal 1 gennaio 2009 il quadro normativo comunitario sul biologico è completamente mutato. Il regolamento comunitario 2092/91 è stato abrogato e sostituito dal CEE 834/07 sulla produzione biologica ed etichettatura dei prodotti biologici e dal CEE 889/08 relativo alle modalità di applicazione del CEE 834/07 per quanto riguarda la produzione biologica, l'etichettatura e i controlli.
Altro obiettivo la necessità di sviluppare nuovi servizi per le imprese italiane del settore biologico per supportarle nel loro sviluppo e crescita in particolare nei mercati esteri. In questo caso una delle soluzioni potrebbe consistere nella creazione di piattaforme che mettano in relazione tra loro i produttori, creando delle reti di supporto per la promozione del 'made in Italy” biologico all'estero.
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Nella lettera la Cia prosegue: «Occorre definire e rendere più lineari le funzioni di accreditamento, autorizzazione, controllo e vigilanza degli organismi del sistema. Oggi tali funzioni sono distribuite tra Ministero, due Direzioni dell'Icqrf, le Regioni e Accredia, anche con una non chiara distinzione tra le funzioni di autorizzazione e vigilanza, in capo alla Pubblica amministrazione, e quelle di accreditamento e controllo in capo al sistema Accredia / Organismi di certificazione. In questo ambito è necessaria e urgente anche una azione di verifica dell'attuale quadro sanzionatorio per valutarne in modo approfondito l'adeguatezza».Il 2012 sarà anche l'anno in cui si prevede la revisione del sistema di certificazione attualmente basato su una legge del 1995 (DM 220/95) di cui dal 2003 esiste una proposta di modifica. Tale legge regolamenta attualmente il sistema di controllo in Italia. Individua nel ministero delle Risorse agricole l'autorità competente in materia di coordinamento delle attività inerenti l'applicazione della regolamentazione comunitaria sull'agricoltura biologica. Istituisce un Comitato di valutazione degli Organismi di controllo. Dal 1 gennaio 2009 il quadro normativo comunitario sul biologico è completamente mutato. Il regolamento comunitario 2092/91 è stato abrogato e sostituito dal CEE 834/07 sulla produzione biologica ed etichettatura dei prodotti biologici e dal CEE 889/08 relativo alle modalità di applicazione del CEE 834/07 per quanto riguarda la produzione biologica, l'etichettatura e i controlli.
Altro obiettivo la necessità di sviluppare nuovi servizi per le imprese italiane del settore biologico per supportarle nel loro sviluppo e crescita in particolare nei mercati esteri. In questo caso una delle soluzioni potrebbe consistere nella creazione di piattaforme che mettano in relazione tra loro i produttori, creando delle reti di supporto per la promozione del 'made in Italy” biologico all'estero.
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