Esposito bacchetta il ministro Romano «Il silenzio è un crimine»
Il general manager de Il Villaggio di Jeddah, in Arabia Saudita, scrive al ministro delle Politiche agricole lamentando il suo scarso interesse per le questioni fondamentali del settore agroalimentare e ristorazione: meno presenzialismo in tv, dice Esposito, e più attenzione per il Made in Italy
Il battagliero Emanuele Esposito (nella foto), general manager de Il Villaggio di Jeddah, in Arabia Saudita, si rivolge ancora una volta al ministro delle Politiche agricole Saverio Romano lamentando il suo silenzio in merito alle questioni fondamentali del settore agroalimentare e ristorazione. Lo bacchetta, in particolare, per essere sempre disponibile ad andare in televisione ma di restare indifferente ai problemi di tutti coloro che tengono in vita uno dei settori di punta dell'economia italiana.Di seguito riportiamo la lettera di Esposito al ministro Romano.
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Caro Ministro,
Il silenzio è il vero crimine contro l'umanità.
Lei che è un abile comunicatore, usa ogni mezzo per dire la sua su ogni questione, ma parla poco o meglio non interviene mai sui vari argomenti seri del suo dicastero. So bene, perché fino a prova contraria non sono ancora un fesso, che lei sta usando tutti i mezzi per mettersi in mostra. Prima non lo faceva perché non aveva il potere legislativo che oggi ha. Capisco perfettamente e in un certo qual modo è giusto che lei si dia da fare per mostrarsi al grande pubblico: siamo in una situazione POLITICA - non solo economica - disastrosa. Il fatto che lei sia diventato Ministro in corso d'opera è l'evidenza che il Governo che lei miracolosamente ha salvato si è servito di ogni mezzo e persona pur di avere un po' di ossigeno in più.
La seguo dal 19 aprile 2011, rileggo il suo intervento programmatico quasi ogni giorno, e non perché non lo capisco, lo faccio semplicemente per capire in profondità se lei quando ha fatto scrivere quelle cose ci credeva oppure no. Attraverso gli organi di stampa, il famoso Facebook, fax ed email, le ho posto delle domande, domande che ancora oggi non hanno avuto nessuna risposta. Non credo che nella sua posizione politica e di responsabilità possa esimersi dal rispondere a un cittadino italiano. Non credo che ci siano scuse vista la sua grande presenza sia nelle tv locali e che nazionali, e visto come meticolosamente attraverso il suo ufficio organizza la sua giornata con la stampa in genere. Quindi la invito ancora una volta (ma non sarà l'ultima) a rispondere alle domande.
- Voglio capire lei cosa ne pensa del marchio 'Ottimo” che il suo collega On. Razzi attraverso un decreto firmato dal suo predecessore ha istituito.
- BuonItalia Spa esiste o è solo un appartamento di fronte al suo dicastero?
- Cosa ne pensa di un tavolo di confronto con tutte le parti associative del settore ristorativo per la creazione di un grande gruppo di lavoro, magari riprendendo l'ente BuonItalia?
- La terra ai giovani: a che punto è il progetto?
- Le agro-energie?
- Cosa si è fatto degli enti dal suo Ministero vigilati? Ne abbiamo chiusi qualcuno?

Poche domande ma su argomenti seri. L'agroalimentare italiano è un patrimonio nazionale di tutti e non di pochi. Abbiamo la più grande risorsa mondiale e non sappiamo o forse non vogliamo usarla. Ritorniamo alla terra e discutiamo delle problematiche con tutti e non con i soliti 4. Qui ci giochiamo il futuro dei nostri concittadini, ci stiamo facendo rubare la nostra ricchezza dai Russi e dai Cinesi. A me non va sinceramente di veder buttar via il patrimonio italiano.
Attendo le sue risposte. Solo con l'unione possiamo combattere i protagonismi, e le serate di gala lasciamole a chi fa per mestiere lo show man. Parliamo chiaro e siamo seri, io sono più che convinto che se facciamo gli Italiani nessuno in Europa e nel mondo può batterci. Lei ha una grande responsabilità e capisco che con il quadro politico che abbiamo oggi in Italia alcune cose sono difficili, ma proviamoci!
Le auguro un buon lavoro.
Emanuele Esposito
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