'Qui da noi” è il marchio che aiuterà i consumatori a riconoscere i prodotti delle cooperative agroalimentari italiane associate a Fedagri offrendo loro l'assoluta certezza della qualità e della provenienza. Il 'noi” sono gli oltre 500mila soci agricoli che lavorano e trasformano il prodotto italiano di qualità, garantito da rigorose certificazioni di filiera: formaggi, olio, vino, frutta e verdura, miele, carni e salumi che vengono poi commercializzati dalle cooperative.

Il nuovo marchio 'Qui da noi”, che identificherà i punti vendita, è stato presentato a Roma all'Enoteca Regionale Palatium dal presidente Fedagri Lazio, Giuseppe Sparvoli, dal responsabile nazionale del progetto Antonello Ciambriello (Fedagri-confcooperative), da Giulio Somma dell'Arsial e da Antonello Antonini, presidente della cooperativa Coprovi.

Il primo negozio è stato aperto al Testaccio, in Via Mastrogiorgio 83. «Siamo ben coscienti del peso economico di questo segmento di mercato - ha detto Sparvoli - perché la vendita diretta appartiene alla storia delle cooperative agricole. Solo nei 62 punti vendita del Lazio il nostro fatturato è di 8 milioni di euro, per un milione di scontrini staccati».

Come è stato precisato, il nuovo marchio non vuole sostituirsi a quelli aziendali ma intende creare un network di produttori agricoli per valorizzare la propria offerta e di conseguenza accompagnare il consumatore nelle scelte, nel rispetto della stagionalità. I soci agricoli vantano una lunga tradizione di vendita diretta nei loro negozi e spacci aziendali: la filiera è cortissima: dal produttore al consumatore senza alcun passaggio intermedio, ogni giorno coinvolge in Italia circa 2mila negozi e spacci aziendali delle cooperative con un fatturato complessivo annuale di 1,9 miliardi di euro.

Il marchio 'Qui da noi”, incisivo e originale sia nel nome che nella veste grafica, è stato creato dall'agenzia Silvano Guidone & Associati di Torino con l'obiettivo della massima semplicità e riconoscibilità: un insieme di 3 parole facili da ricordare che gli organizzatori auspicano possano divenire di uso comune. In evidenza, in rosso, è la lettera 'Q”arricchita da una linguetta verde che rappresenta una foglia che rimanda al mondo agricolo.

Gli indirizzi e la mappa completa dei punti vendita saranno a breve disponibili nel portale www.quidanoi.coop nel quale sarà possibile anche fare ricerche in base alla tipologia di prodotto o alla regione. La creazione della rete dei nuovi negozi avrà come obiettivo di ampliare e diversificare l'offerta dei prodotti di ciascun punto vendita, al fine di poter offrire una gamma completa dell'eccellenza del made in Italy agroalimentare, con particolare riguardo alle denominazioni d'origine e in generale alla valorizzazione delle specificità dei singoli territori.Il fenomeno è in crescita e i prodotti più venduti sono,nell'ordine, il vino, il formaggio e l'olio. Molte delle 425 cantine Fedagri commercializzano vino sfuso, realizzando da tale vendita oltre il 30% del fatturato complessivamente prodotto. Tra gli altri prodotti più acquistati dai consumatori,i formaggi freschi e stagionati in prevalenza a denominazione d'origine, come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, che vengono venduti negli spacci dei caseifici cooperativi. In particolare le aziende agricole cooperative di piccole dimensioni, molto diffuse nelle zone di montagna, hanno un'altissima percentuale di venduto tramite gli spacci aziendali (50-60% del fatturato), percentuale che cala al 20% per le aziende nelle quali è maggiore la propensione a rifornire grossisti e distributori. L'olio extravergine d'oliva a denominazione d'origine,infine, viene prevalentemente acquistato da consumatori interessati ai prodotti di un determinato territorio e che tendono a cercare negli spacci aziendali anche altre tipicità locali (conserve,sottolii, biscotti e prodotti da forno).

Il fatturato generato dalle cooperative aderenti a Fedagri tramite la vendita diretta prodotti a denominazione Dop e Igp raggiunge la cifra di 348 milioni di euro, il 18% dei 1,9 miliardi di euro complessivamente prodotti. Il primato per numeri di punti vendita e spacci cooperativi è dell'Emilia-Romagna (210), seguita da Veneto (154), Piemonte (150) e Lombardia (110). Al centro c'è l'Umbria con 40 punti vendita, mentre al Sud conferma il suo primato la Puglia (90). L'incremento dell'IVA dal 20% al 21% introdotto dall'ultima manovra finanziaria comporterà, oltre ad un aumento della spesa complessiva per i consumatori, un notevole aggravio di 11 milioni di euro per le aziende che producono e commercializzano vino. Per Adriano Orsi, presidente del Settore Vitivinicolo di Fedagri Confcooperative, l'aumento inciderà anche su tutta una serie di costi, dai materiali per il confezionamento ai macchinari fino alla manutenzuione e ai trasporti. Orsi ha anche auspicato il mantenimento dei diritti di impianti per tutti i tipi di vino, anche dopo il 2015