Fipe, eppur si muove Da Firenze e Milano scosse salutari
Eppur si muove. A dispetto di un'immagine di facciata che sembra fatta solo di proclami roboanti, di progetti dimenticati nei cassetti e di un gioco di melina coi politici (soprattutto con quelli che le remano contro, come il ministro Brambilla), la Fipe dimostra di essere un'organizzazione tutt'altro che a rimorchio della politica o piegata solo agli interessi delle grandi catene o dei locali notturni. Dalla Toscana e dalla Lombardia sono partite in particolare due iniziative destinate a rimettere in movimento il sindacato ricollegandolo ai suoi associati e ai loro interessi. A distanza di pochi giorni, esponenti di spicco della federazione dei pubblici esercizi della Confcommercio hanno preso posizione per ribaltare l'immagine di un sindacato quasi piegato su se stesso.
A Firenze, città simbolo del turismo italiano, l'intera Confcommercio Toscana si è schierata a sostegno dell'iniziativa della Regione che ha presentato un ricorso sull'incostituzionalità del Codice del turismo del ministro Michela Vittoria Brambilla (che tanti danni ha già causato nel settore). Una scelta, viste anche le motivazioni, che spazza via ogni equivoco rispetto a 'inciuci” che inutilmente il vicepresidente Fipe, Alfredo Zini, ha cercato di giustificare nella risposta che ci ha dato alla domanda su quale era lo stato dei rapporti fra il sindacato e il Ministro. Un'alzata di scudi che non potrà non avere un suo peso anche in vista dell'incontro del 27 settembre a Milano fra il presidente della Fipe Lino Stoppani e la stessa Brambilla alla Giornata mondiale del turismo. Fosse anche solo per il fatto che a oggi la delegazione del sindacato più numerosa a Milano sarà proprio quella toscana. Mentre pare che i ristoratori e i baristi milanesi stiano snobbando totalmente gli appelli alla partecipazione da parte dell'Epam (la federazione milanese del sindacato).
Ed è proprio attorno all'Epam (la più importante realtà territoriale della Fipe e della stessa Confcommercio) che si aperta una prospettiva di rinnovamento ancora impensabile fino a pochi giorni fa. Un sindacato che sembrava col fiatone, incapace di uscire dalla sudditanza rispetto al settore dei locali notturni (travolto da scandali di ogni tipo) e un po' azzoppato per aver sponsorizzato la giunta Moratti, potrebbe ora vivere una nuova stagione capace di rafforzarne ruolo e servizi. A dare visibilità a un movimento di insoddisfazione da tempo presente fra gli associati milanesi è stato il ristoratore Matteo Scibilia, che ha invitato i colleghi iscritti all'Epam a scendere in campo in vista del prossimo rinnovo del consiglio direttivo. Una miccia che ha dato subito il la ad un tam tam che sta raggiungendo bar, pizzerie e ristoranti di Milano, Monza e Brianza, dove dopo l'irritazione e la voglia di stracciare magari la tessera si fa ora strada l'idea che qualcosa possa cambiare, dando così più forza all'intero settore del commercio che non vive solo di Movida...
Certo la partita sarà difficile. L'attuale gruppo dirigente difficilmente cederà il passo, ma è indubbio che ridare motivazioni e senso di appartenenza a imprenditori sfiduciati è già un grande risultato nell'interesse del sindacato. E non è detto che, come successo al sindaco Pisapia, contro ogni previsione, anche la sfida dei rinnovatori dell'Epam non possa non riuscire. Il confronto è fra amici della casta e difensori di interessi indifendibili, da un lato, e rivendicazione di professionalità e autonomia, dall'altro.
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net
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alberto.lupini@italiaatavola.net
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