Il turismo raffredda l’inflazione ...Iva permettendo!
A fronte di una variazione congiunturale media dello 0,3%, le imprese hanno ridotto i prezzi dello 0,4% rispetto a luglio, anche in presenza di un significativo recupero del turismo internazionale. Atteggiamento virtuoso che verrebbe vanificato se il Governo dovesse ritoccare l’Iva del settore
Le anticipazioni sull'andamento dei prezzi nel mese di agosto mostrano che senza la moderazione dei listini delle imprese turistiche il tasso di inflazione sarebbe stato ben più alto.

A fronte di una variazione congiunturale media dello 0,3%, le imprese del turismo hanno ridotto i prezzi dello 0,4% rispetto al mese di luglio, anche in presenza di un significativo recupero del turismo internazionale.
Rispetto ad un anno fa, all'aumento record del 2,8% del tasso di inflazione il turismo ha risposto con un incremento dei prezzi di appena l'1,8%. «Un atteggiamento virtuoso – commenta il direttore generale Fipe-Confcommercio, Edi Sommariva – che verrebbe vanificato a danno di turisti e consumatori se il Governo dovesse ritoccare l'Iva del settore».

A fronte di una variazione congiunturale media dello 0,3%, le imprese del turismo hanno ridotto i prezzi dello 0,4% rispetto al mese di luglio, anche in presenza di un significativo recupero del turismo internazionale.
Rispetto ad un anno fa, all'aumento record del 2,8% del tasso di inflazione il turismo ha risposto con un incremento dei prezzi di appena l'1,8%. «Un atteggiamento virtuoso – commenta il direttore generale Fipe-Confcommercio, Edi Sommariva – che verrebbe vanificato a danno di turisti e consumatori se il Governo dovesse ritoccare l'Iva del settore».

