L'Italia, possiede il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale con oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco. E solo per alcuni paesaggi da cartolina di cui il Bel Paese è ricco, il 'brand” Italia potrebbe 'mettere in campo” almeno 20 miliardi di euro. A ciò si deve aggiungere il valore altissimo della Cucina e del made in Italy agroalimentare. Due elementi assolutamente da valorizzare e che potrebbero risollevare la crisi del paese. Ma, purtroppo il patrimonio artistico e monumentale è pressoché sconosciuto e poco frequentato, e molto spesso mal tutelato.



Dalle pagine di Italia a Tavola, Claudio Riolo lancia una proposta che mette insieme la forza delle bellezze artistiche, storiche culturali e naturalistiche italiane e la Cucina del Belpaese: i ristoratori italiani devono diventare gli ambasciatori, oltre che del gusto e delle tradizioni culinarie, anche dell'arte. Così, cuochi e ristoratori, anche dei più piccoli e sperduti paesini, 'pubblicizzeranno” nel loro locale una visita al loro luogo del cuore (monumento, chiesa…) facendo scoprire scorci incantevoli di un Italia spesso dimenticata.
 
Riportiamo l'invito di Riolo.

'
L'Italia ha il maggior numero di siti nella lista del patrimonio culturale mondiale dell'Unesco. Un universo stupendo e immenso d'architettura, arti monumentali, urbanistiche o paesaggistiche che la maggior parte degli italiani non conosce e che potrebbe attirare turisti da mezzo mondo. Aggiungiamo le migliaia di borghi di storia millenaria, i siti naturali al mare, monti e montagna. Un valore inestimabile che esiste, non deve essere prodotto, solo da mantenere in ordine e visibile. Se aggiungiamo le varie specialità agricole di un mosaico infinito e gustoso, ci rendiamo conto che davvero l'Italia è il paese di Bengodi e tutti potremmo essere ricchi con uno sforzo minimo e godendone i benefici.

Purtroppo il patrimonio artistico e monumentale è pressoché sconosciuto e poco frequentato. Inutile scandalizzarsi per la colpa di un Ministro cui si addebitava la seconda distruzione di Pompei, se il giorno dopo i crolli i musei restavano deserti come sempre.

Sono invece ben frequentati i ristoranti e i negozi poiché difficilmente si rinuncia alla buona tavola e agli acquisti, il cosiddetto shopping, anche in tempi di crisi.

Ma le difficoltà del momento imporrebbe a questi commercianti di trovare qualche buona forma di pubblicità a basso costo. Si potrebbe suggerire a cuochi, ristoratori, osti, negozianti di diventare ambasciatori dell'arte e natura. Ognuno di loro scelga una chiesetta, una piazza, un monumento, una rocca, un porticciolo, una baia, una fontana solo per fare qualche esempio.

Sul Pc impagini con facilità il suo ritratto, la foto del monumento, due righe si recensione che troverà facilmente nelle guide locali o su internet o da osservazioni personali. Aggiunga una riga sulla sua attività e l'indirizzo. Ne stampi qualche decina di copie, le lasci sul banco o sui tavoli per i clienti.

Tutti diventano ambasciatori dell'arte, si crea un movimento diffuso che conosce, ama e diffonde notizie sul patrimonio. Ognuno potrà librare la fantasia e apportare migliorie e nuove idee. Per esempio i locali del centro di una qualsiasi cittadina potrebbero in tal modo realizzare una guida gratuita dei luoghi più belli della città e sollecitare la visita.

Claudio Riolo

Articoli correlati:
L'importanza del "brand Italia" Patrimonio di oltre 20 miliardi
Manovra, addio ai 'ponti” 6 miliardi il danno al Turismo
Turismo, i dati della Brambilla Per il Pd solo propaganda
Vacanze perfette per gli italiani? Per uno su tre dipende dal cibo