Con le sue 400 aziende termali sparse su tutto il territorio, 1 milione di utenti l'anno e la ricchezza - per numero e qualità - delle sue acque, il termalismo italiano sta vivendo, da cinque anni a questa parte, una vera e propria inversione di tendenza. Se prima le cure termali erano appannaggio di persone avanti nell'età e con patologie croniche, oggi a riscoprirle è la popolazione più giovane che ne apprezza l'aspetto preventivo e la capacità di andare incontro alle esigenze di tutta la famiglia. A soffrire della crisi generalizzata è, invece, il comparto turistico legato al settore.

«Viviamo un momento di difficoltà: la spesa procapite per i soggiorni è in calo. I primi dati di luglio non sono incoraggianti e vedono un leggero calo nell'affluenza» spiega Giorgio Matto, presidente del gruppo Giovani Imprenditori Termali di Federterme. A fronte di questa difficoltà, tante le iniziative messe in campo per rilanciare, sostenere e diffondere la cultura del termalismo. «Si va dalle offerte low cost per i servizi non coperti dal Servizio sanitario nazionale - spiega - alle agevolazioni per le terapie aggiuntive, ai pacchetti a costi contenuti per chi staziona nel comune in cui si trova il centro termale, fino alle proposte culturali come 'Terme aperte”».

«A queste iniziative andrebbero però affiancate politiche del Governo atte a incentivare gli investimenti nel settore, sia dal punto di vista dell'accoglienza che della ristrutturazione dei centri. Penso ad esempio all'Iva agevolata per la ristrutturazione che rappresenterebbe un contributo utile al comparto», sottolinea Giorgio Matto, ricordando che i 12 giorni che compongono un ciclo di cure, generano un indotto importante.

Intanto, a fronte delle difficoltà, sempre più giovani e giovanissimi ricorrono alle cure termali. Molto presenti i bambini, grazie alla riscoperta dei benefici di curarsi in maniera naturale. «La cura inalatoria in età pediatrica aumenta le difese immunitarie e protegge dalle patologie della stagione invernale - spiega il videpresidente di Federterme - Ne beneficia il bambino e, da un punto di vista sociale, tutta la famiglia, perché un bambino che non si ammala non perde giorni di scuola e non fa perdere giorni di lavoro ai genitori».

Un ruolo importante lo gioca l'aspetto economico, perché la terapia termale è riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale e prevede un costo contenuto per le famiglie, quello del ticket (sebbene questo copra un solo ciclo di cure l'anno). L'importante, è scegliere il centro termale più adatto alle proprie esigenze e, soprattutto, non confondere tra i centri termali, ovvero i titolari di concessione mineraria, e quelli ludici.

I primi, oltre ad avere una fonte termale propria, hanno anche uno staff medico in grado di offrire un'assistenza sanitaria completa, per tutti i 12 giorni di terapia. Per scegliere, è sicuramente utile il sito di Federterme dove è possibile consultare una lista completa delle strutture associate, ovvero il 98% dei centri termali italiani.