In Veneto il turismo vola. Boom di arrivi dall’estero
I turisti arrivati da gennaio a giugno sono stati 6.726.551, con un aumento del 10,2% rispetto al 2010. La crescita degli arrivi dall’estero ha toccato il 15%, con un + 12,1% dalla Germania, + 16,3% dagli Usa, + 9,7% dalla Francia e punte assolute di + 60,3% dalla Cina e + 54,4% dalla Russia
«Già una trentina di anni fa il giornalista televisivo della Rai Giancarlo Bo, in un servizio da Venezia sul Ferragosto, diceva che 'il Veneto è la miniera turistica d'Italia”. Io lo confermo, e aggiungo che è una miniera che va coltivata nell'interesse del nostro territorio e di tutta l'economia nazionale». Marino Finozzi, assessore al turismo del Veneto, è soddisfatto dell'andamento della stagione turistica, che tiene molto bene a fronte di una crisi internazionale sempre più pesante e generalizzata.«I dati certificati dei primi sei mesi – ha sottolineato – ci hanno fornito numeri che parlano da soli e per i quali ogni commento è superfluo. I turisti arrivati e registrati nella nostra regione da gennaio a tutto giugno sono stati 6.726.551, con un aumento del 10,2% rispetto agli stessi mesi dello scorso anno. La crescita degli arrivi dall'estero ha toccato addirittura il 15%, con un + 12,1% dalla Germania, + 16,3% dagli Usa, + 9,7% dalla Francia e punte assolute di + 60,3% dalla Cina e + 54,4% dalla Russia».
Se poi guardiamo i pernottamenti, che danno il segnale più chiaro sull'andamento dell'economia turistica regionale, la crescita delle presenze nei primi sei mesi dell'anno è stata del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2010, per un totale di 22.526.417 pernottamenti. Di questi, ben 14.041.121, cioè oltre il 62%, sono stati registrati da ospiti provenienti da fuori confine, le cui presenze sono cresciute del 10,6%. Gli aumenti più significativi hanno riguardato i turisti tedeschi, che sono i nostri migliori ‘clienti/ospiti' e rappresentano oltre un terzo di tutti gli stranieri (+13,1%), quelli statunitensi (+ 15,4%) e, anche qui, i russi (+44,3%) e i cinesi (+49,3%)».
«I bilanci definitivi, lo ripeto pur a fronte di segnali positivi evidenti, li faremo a fine anno – ha ribadito Finozzi – ma le cifre ci danno sin d'ora molte indicazioni di tipo operativo, specie sull'importanza dell'offerta culturale (gli arrivi nelle città d'arte crescono del 13,8% e le presenze dell'11,2%). Si conferma inoltre la voglia di qualità nelle strutture, dove cresce significativamente il numero delle presenze negli alberghi a 4 stelle (+12,9) e in quelli a 5 stelle e di lusso (+14,7). E cresce a due cifre ancora una volta (+12,8%) il numero di presenze negli agriturismo – ha concluso Finozzi – settore che è anche il termometro del gradimento dell'enogastronomia, fattore di primo piano nella soddisfazione dei nostri ospiti».

