Donnafugata e Stefano Malatesta. In un libro la Sicilia e il suo vino
Presentato a Marsala presso le cantine Donnafugata l'ultimo libro del giornalista e scrittore Stefano Malatesta intitolato "La pescatrice del Platani ed altri imprevisti siciliani". Il libro racconta la Sicilia e il suo vino da qualche tempo entrato a far parte dell'elite della produzione italiana
L'ultimo libro del giornalista e scrittore romano Stefano Malatesta (nella foto), "La pescatrice del Platani ed altri imprevisti siciliani", presentato presso le cantine Donnafugata di Marsala, racconta la Sicilia, i suoi personaggi e il suo vino, entrato finalmente tra i protagonisti della migliore produzione italiana. L'autore ne ha parlato col giornalista Tano Gullo, nella suggestiva cornice della Sala delle Botti della storica azienda siciliana, tra le prime a credere nelle potenzialità del patrimonio ampelografico dell'isola. La rinascita del vino si intreccia nel libro a incontri, impressioni, fantasie e immagini, come quella della copertina, la donna che pesca nel Platani, fiume del versante sud della Sicilia che attraversa tre province e sfocia presso Capo Bianco, Ribera e Cattolica Eraclea. è un viaggio, quello di Malatesta, da Roma a Capo Passero, l'estrema punta sud orientale dell'isola, in lambretta insieme a una ragazza svedese, attraverso un'Italia bucolica e pastorale oggi scomparsa.
Da passeggiate a piedi lungo spiagge incantevoli, dove si nasconde il dio Pan, o gite in montagna alla ricerca di un mitico formaggio o di un vino speciale, si snodano racconti frammentari, in cui si sdoppiano impressioni e avventure. Il filo continuamente spezzato trascina il lettore verso un suggestivo "altrove", sconfinando nella critica letteraria o in una ricostruzione storica, in narrazioni di battaglie o in enogastronomia. Del resto «chi marcia sempre sulle rotaie fisse - dice l'autore - finisce nell'ovvio».
è l'amore per la Sicilia, scelta come luogo di vita, che consente a un non siciliano di delineare affreschi tanto lucidi sulla realtà e sull'evoluzione della sua società, liberatasi negli ultimi 20 anni da elementi arcaici e non più vittima di luoghi comuni. Lo fa attraverso i ritratti di personaggi come Leonardo Sciascia, Piero Guccione, Francesco Alliata o il discusso arcivescovo di Monreale Salvatore Cassisa e molti altri, pittori di provincia, donne troppo libere, persone qualunque.
Tra i tanti flashes, racconta del suo incontro con Ciccio Belgiorno, al Quadrato della Palma di Modica, dove Malatesta arrivò incuriosito dalla fama della sua collezione di traduzioni di James Joyce. E' un libro di difficile definizione, parla di sentimenti e di giardini incantati, di chiostri, di palazzi di architettura arabo-normanna. La parte più corposa è dedicata al vino, un prodotto che un tempo aveva dalla sua parte soltanto il sole e che partiva a cisterne per il nord per dar forza agli anemici vini francesi, annullando la propria identità. C'è anche tutta la storia di Donnafugata e del coraggio dei Rallo all'inizio della loro avventura. è merito loro e di altri produttori se oggi quel vino che Ulisse fece bere a Polifemo è apprezzato in tutto il mondo. Oltre alle prime guide italiane dedicate alla natura e all'ambiente, Malatesta ha scritto "L'armata Caltagirone", "Il cammello battriano", "Il cane che andava per mare e altri eccentrici siciliani", "Il grande mare di sabbia","Il napoletano che domò gli afghani". Dirige la collana di letteratura di viaggio "Il cammello battriano" per la casa editrice Neri Pozza. Il suo prossimo libro, che sarà pubblicato in giugno nelle stesse edizioni Neri Pozza, si intitolerà "La vanità della cavalleria e altre storie di guerra". Ha vinto il Premio Albatros Palestrina, L'Este-Ferrara, il Comisso, il Settembrini Regione Veneta, il Premio Barzini per il miglior inviato speciale dell'anno e il Bruce Chatwin.


