Com'è possibile annunciare un provvedimento come lo stanziamento di oltre 3,6 miliardi di euro a sostegno delle imprese turistiche e poi non avere già provveduto alle intese con gli istituti bancari per dare seguito all'iniziativa? Com'è possibile varare un'iniziativa così importante senza informare adeguatamente i cittadini, le imprese interessate e gli istituti di credito? Eppure questo è quello che succese, anzi si ripete, quando il ministro Michela Vittoria Brambilla (nelle foto) si fa prendere la mano dal mostrarsi come un lombardo del genere "faccio tutto io"...

La Brambilla ha annunciato il 13 luglio un importante stanziamento di fondi che dovrebbe andare a beneficio e sostegno non soltanto delle strutture ricettive, delle agenzie di viaggio e dei tour operator, ma anche delle imprese di ristorazione, degli stabilimenti balneari e di ogni altro tipo di soggetto economico attivo nel settore. Una novità positiva con cui cerca di dare concretezza al suo Codice del turismo.

Si tratta di un'iniziativa che sarebbe senza alcun dubbio utile e necessaria per ridare linfa vitale a un settore che, in un momento di crisi economica come quello attuale, si trova in seria difficoltà. Ci riferiamo soprattutto alla ristorazione, un comparto che a causa dell'entrata in vigore del nuovo Codice del turismo - sempre a firma del ministro Brambilla e per la cui attuazione, nonostante gli impegni presi con la Fipe che fa finta di nulla, si era impegnata a diramare una circolare interpretativa ancora tutta in mente Dei - rischia di essere messo sullo stesso piano di agriturismi, b&b, campeggi, allargando le maglie di chi può somministrare pasti anche senza i vincoli e le regole che valgono per chi ha una licenza di ristorante o pizzeria.



Il fatto specifico è che ad oggi le banche, che devono concedere questi finanziamenti, non sono nemmeno state messe al corrente del nuovo finanziamento a disposizione delle imprese turistiche. Perciò se in questo momento un operatore, albergatore o ristoratore che sia si rivolge ad uno degli otto istituti di credito (Intesa San Paolo, Unicredit, Monte dei Paschi, Bnl, Banco popolare, Banca popolare di Milano, Banca popolare di Sondrio, Banca popolare dell'Emilia Romagna) si sente rispondere che dal Ministero non è stata ancora trasmessa alcuna istruzione o informazione. Bisogna dunque pensare che si tratta dell'ennesima 'sparata” demagogica, unicamente finalizzata a raccogliere consensi, o che il Ministro, come temiamo, ancora una volta voglia bruciare i tempi senza avere nulla in mano?

E soprattutto: come mai i sindacati di categoria (Fipe e Confesercenti in primis), che tanto si sono spesi nella contestazione del Codice del turismo, arrivando addirittura a minacciare di chiedere le dimissioni del Ministro, adesso non fanno sentire la propria voce per segnalare il cattivo funzionamento delle strutture ministeriali? E non ci si venga a dire che in breve tempo sarà tutto risolto... Sarebbe bastato annunciare il provvedimento fra pochi giorni e intanto attivare il sistema bancario. Il sospetto, come già successo tante volte, è che questi contributi finiscano solo ai grandi alberghi, con iter magari a oggi già attivati, e alle piccole imprese resteranno solo le briciole quando formalmente le banche daranno il via alle operazioni, non dopo aver già assicurato provviste finanziarie agli hotel... Aspettiamo di essere smentiti dai fatti... Ne saremmo felici perché ciò significherebbe davvero una boccata di ossigeno per le piccole aziende.


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