BERLINO  - Il bilancio delle vittime dell'epidemia di Escherichia coli in Europa è salito a quota 48, 47 delle quali in Germania, quattro in più rispetto a venerdì 24 giugno. Lo ha reso noto oggi, 28 giugno, l'Istituto Robert-Koch di Berlino. Allo stesso tempo, il numero dei casi complessivi in Germania è aumentato a 3.901 (tra Ehec e Seu), 184 in più rispetto ai 3.717 della settimana scorsa.

Sarebbero di origine italiana i germogli che avrebbero provocato l'intossicazione di E.Coli che venerdì 24 ha colpito una decina di persone a Bordeaux. La provenienza italiana è stata accertata, e resa nota, da Nacho Parra, il direttore del negozio Jardiland di Villenave d'Ornon, dove i germogli di trigonella (fieno greco) di mostarda e di rucola, erano stati acquistati. Il quale però aggiunge che il problema del batterio potrebbero non nascere lì.

«Il modo in cui vengono coltivati può cambiare tutto - ha spiegato - dipende anche dall'acqua che viene utilizzata per innaffiarli, forse l'acqua aveva un problema». Insomma, i semi sono italiani, ma forse il batterio ha altra origine. In ogni caso, proprio questa sera, il ministro della Salute italiano, Ferruccio Fazio, firmerà una ordinanza per favorire la tracciabilità delle sementi «perché - ha spiegato - non esiste in Italia un percorso del genere».

«L'Italia è il Paese d'origine dei semi incriminati, lo dicono nero su bianco i documenti che tracciano il percorso dei semi fino al mio negozio. Ma forse non nasce lì il problema del batterio»: queste le parole all'Ansa di Nacho Parra.

«Non sono tenuto a dire il nome della società che li ha venduti al mio fornitore - continua il commerciante di sementi - la ditta britannica Thompson & Morgan, ma ho i documenti sulla provenienza dei semi che mi ha fornito quest'ultimo, e o sono falsi o è così: i semi vengono dall'Italia - spiega Parra - Ho due fornitori di semi: la ditta inglese in questione e un'azienda francese, che si rifornisce in Belgio e in Italia, ma i semi incriminati non sono di questo secondo fornitore, lo dice il codice a barre dei sacchetti che ho venduto venerdì scorso».

Il direttore del negozio, 44 anni, spiega che anche se i semi vengono dall'Italia non vuol dire che il problema venga da lì: il batterio potrebbe infatti non essere nei semi: "Non sono uno scienziato ma quello che so è che il batterio E.coli può essere nel seme o nella coltivazione. Il modo in cui un seme viene coltivato, la temperatura, l'acqua, può modificare totalmente la piantagione. Se una coltivazione è fatta male può avere effetti sulla piantagione finale". Secondo Narra dunque se il batterio E.coli che ha causato l'intossicazione, non era già presente nei semi, potrebbe essersi insinuato dopo la loro coltivazione, a germoglio fatto, e la coltivazione non è avvenuta nelle corrette condizioni. Tra le persone colpite dall'infezione e ricoverate all'ospedale di Bordeaux, tre erano in condizioni gravi e sono state poste in dialisi nel reparto rianimazione per problemi renali provocati da intossicazione del batterio Escherichia Coli.


Fonte: Asca


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