Mentre in Italia ci muoviamo a piccoli passi, la Finlandia abbassa del 40% il consumo di carbone di una centrale elettrica a carbone già in funzione, installando il più grande impianto al mondo per la gassificazione della biomassa.

Il piano di costruzione prevede un investimento di circa 40 milioni di euro per la realizzazione della centrale, che è prevista nella città di Vaasa. Si tratta di un imponente impianto da 140 MW di potenza istallata che, secondo il progetto, dovrebbe entrare in funzione nel dicembre del 2012. La centrale sorgerà su un impianto già esistente, quello a carbone, e da un altro alimentato esclusivamente con biomassa legnosa composta di residui forestali. I gas prodotti saranno bruciati insieme al carbone con una considerevole riduzione delle emissioni di anidride carbonica e del combustibile fossile utilizzato, circa 230mila tonnellate l'anno in meno.

Il ventaglio delle energie da biomassa disponibili per il settore dell'agricoltura è ampio e variegato. è notizia di alcuni di giorni fa la possibilità dell'utilizzo dell'alga come fonte di energia, possibilità che consentirebbe di risolvere un problema ventennale che riguarda le energie alternative da biomassa e cioè il fatto che queste talvolta entrano in competizione selvaggia con la produzione agricola per alimentazione. Basti pensare al Brasile, che l'anno scorso ha annunciato di aver raggiunto la piena autonomia energetica grazia alle biomasse ma che poi ha visto così schizzare i prezzi di prodotti come zucchero, granturco, avena e mais fino a divenire insostenibile per i mercati alimentari.

Le alghe consentirebbero di creare energia in modo del tutto economico e sostenibile, senza considerare poi il fatto che queste di solito crescono anche sulle coste di terreni molto aridi e hanno la peculiarità di riuscire a depurare il mare con la propria azione trofica. Insomma, una vera e propria panacea di tutti i mali sembrerebbe, rendimenti energetici altissimi e nessuna controindicazione, crescita rapida anche in condizioni climatiche avverse, zero impatto ambientale dato che il loro processo di crescita non produce CO2, ma addirittura lo assorbe, zero rifiuti tossici visto che dai residui vegetali si ricava idrogeno.

Anche se non se ne parla, l'Italia ha affrontato già questa strada con un progetto, gestito dall'Enea, sulle alghe utilizzate in acquacultura per il sostentamento delle larve. Il risultato è rincuorante visto che si sono ottenuti dal 30 al 50% di lipidi (grassi) combustibili e considerando che, per rendere l'Italia indipendente energeticamente, dovremmo mettere a coltura per biomassa un territorio grande due volte e mezzo la nostra nazione.

In attesa che l'energia ci arrivi dal mare in modo pulito e sostenibile, possiamo consolarci chiacchierando delle best practices che pure il nostro paese può vantare in fatto di energie sostenibili da biomassa. In questo articolo vorrei segnalare il caso di Vincenzo Netti, giovane e innovativo agricoltore di Putignano, Puglia, che nel 2000 ha rilevato l'azienda agricola zootecnica del padre. Oggi l'azienda agricola di Vincenzo Netti è una vera e propria centrale agroenergetica totalmente autonoma per ogni esigenza di movimento e lavoro.

La scelta però è stata chiara e rivolta a un sistema di sostentamento differenziato: solo il 20% delle coltivazioni è infatti dedicato a colture da biomassa consentendo così di mantenere una netta maggioranza di colture per alimentazione. Eolico, biomassa e fotovoltaico sono il cocktail energetico che Vincenzo Netti e molti altri agricoltori dalle maniche rimboccate, hanno servito sul piatto degli osservatori, un cocktail fresco e dissetante, nonché salutare, mica la solita minestra del nucleare si/nucleare no.