Giovanni Cobolli Gigli, Saverio Romano, Enrico Migliavacca, Camillo De BerardinisI rapporti tra la grande distribuzione organizzata e il mondo produttivo agricolo sono stati al centro dell'incontro, conclusosi lo scorso 13 giugno, che il ministro delle Politiche Agricole, Saverio Romano (nella foto, secondo a sinistra) ha avuto con i rappresentanti della grande distribuzione organizzata. Tre i temi principali, i termini di pagamento, le iniziative di promozione dei prodotti cosiddetti a chilometro zero e i prodotti sottocosto.

Insieme agli altri problemi emersi nel corso della riunione, saranno affrontati a un tavolo tecnico in tempi brevi, già entro la prossima settimana. All'incontro, nella sede del Ministero, hanno partecipato per Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli (nella foto, a sinistra) con il direttore Massimo Viviani, per l'Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori) il vice presidente Enrico Migliavacca (nella foto, secondo a destra), Liborio Rosafio di Coop Italia e per l'Ancd (Associazione nazionale cooperative dettaglianti) il presidente Camillo De Berardinis (nella foto a destra)con il direttore Sergio Imolesi.

«Ci sono criticità nel nostro sistema - ha detto il ministro Romano - che possono essere corrette soltanto con il concorso di tutti, in un momento di crisi economica e quindi di contrazione dei consumi. Il mio personale impegno e quello del ministero sarà di favorire il dialogo costante con la Grande distribuzione per favorire da un lato il tessuto di piccole e medie imprese del settore agricolo, dall'altro i consumatori che hanno diritto ad acquistare prodotti sicuri e con un giusto prezzo.In questa direzione va il decreto che abbiamo firmato la scorsa settimana sulle cinque grandi cartegorie merceologiche - olio extravergine di oliva, latte fresco, carne bovina, miele e ortofrutta - ulteriore passo verso l'etichettatura e la tracciabilità. Esistono troppi elementi di intercettazione del reddito del produttore nella filiera agroalimentare che è lunghissima: vanno affrontati e risolti. Nel viaggio si perde fino all'80 per cento del reddito. Bisogna mettersi insieme e stabilire dove sono le criticità, e fare in modo che questo reddito ritorni a vantaggio di tutti. Il tavolo dovrà proporre nuove soluzioni legislative, formulare ipotesi di programmi di promozione legati ai fondi regionali del Piano di sviluppo rurale (Psr) e a quelli di promozione del ministero, per lo stimolo dei consumi».



I rappresentanti della grande distribuzione hanno apprezzato la tempestività della convocazione impegnandosi a raccogliere gli stimoli del ministro per risolvere i problemi presentati da un un sistema in sofferenza come è quello del commercio e per cercare soluzioni che migliorino anche la vita dei produttori.

«In questi ultimi anni con la nostra politica dei prezzi abbiamo cercato di sostenere i consumi - ha detto Cobolli Gigli di Federdistribuzione - e continueremo a farlo avendo come riferimento i 60 milioni di italiani che ogni giorno entrano nei nostri negozi e che soffrono di un reddito pro capite che si è ridotto. Dobbiamo tuttavia anche esprimere la nostra preoccupazione sulle misure che potrebbero essere poste in campo come un eventuale incremento delle aliquote Iva. Questo sarebbe un problema gravissimo per i consumatori».

Il termine dei pagamenti, spesso eccessivamente dilazionati anche fino agli 80 giorni, è uno dei problema più sentiti dai produttori agricoli che chiedono da tempo una più equilibrata e corretta gestione dei rapporti di fornitura. Viene citata come modello la Francia dove avviene dopo soli 54 giorni. «Il pagamento - ha detto ancora Cobolli Gigli- comporta un esborso finanziario e riducendo il termini  si dovrebbe diventare più esigenti in termini di sconti. Noi siamo in grandissima sofferenza, i nostri bilanci sono arrivati vicino allo zero, non facciamo più investimenti e non creiamo occupazione. Ma dobbiamo rispettare le leggi che ci sono e quelle che ci saranno. La direttiva europea prevede che entro il 2013 entri in vigore il termine di 30-60 giorni e allora ci impegneremo a farlo».

Il Km Zero e i farmer market sono stati definiti dai rappresentati della grande distribuzione un arricchimento del mercato. «Come Coop - ha detto Enrico Migliavacca - abbiamo fatto la scelta di favorire i produttori con cui abbiamo un rapporto primario e con un forte radicamento sul territorio. Non possiamo non veder con favore soggetti nuovi come i farmer market, non possiamo considerarli una forma alternativa e concorrenziale. Se l'offerta è più ricca è un vantaggio per tutti. Insieme a quella della distribuzione moderna che è già presente si possono creare sinergia e impegno comune».

è stato anche sollevato il disorientamento che il sottocosto sugli scaffali del supermarket provoca nel consumatore, distraendolo da altri prodotti di qualità. Citatissimo come sempre il caso dell'extravergine venduto a due euro o poco più. Questo e gli altri problemi emersi da questo primo incontro al Ministero saranno affrontati e sviluppati all'imminente tavolo tecnico che avrà lo scopo di creare un rapporto virtuoso tra tutti i soggetti della filiera. « Vogliamo spendere le risorse in maniera efficace, per sostenere il nostro comparto che puo' diventare un traino per la nostra economia - ribadito il ministro - per arrivare ad una comunicazione unitaria e non parcellizzata, dopo aver eliminato le criticità che la ostacolano. Sarà un vantaggio di tutti».