Per le donne la spesa è bio. Nel carrello prodotti della Valle d’Aosta
Il biologico non è più una scelta di nicchia, ma un modus vivendi sempre più diffuso. Sono le donne a mantenere il primato nelle decisioni d’acquisto di prodotti alimentari e sono sempre le donne a voler tornare alla genuinità di una volta. Tra i prodotti più amati quelli della Valle d’Aosta
Il periodo che stiamo vivendo è caratterizzato da grandi cambiamenti e contraddizioni, da una parte l'esasperazione della globalizzazione, dall'altra la ricerca di uno stile di vita più naturale, ecologico e perché no etico. Gli acquisti diventano consapevoli e il consumo più critico e attento. La crescita della richiesta di prodotti ecosolidali e biologici ne è una conferma. Il biologico non è più una scelta di nicchia, ma la manifestazione di un modus vivendi sempre più diffuso. E, nonostante la crisi, ecco che in Italia aumentano i consumi di alimenti biologici. I primi dieci mesi del 2010, secondo il Panel continuativo Ismea/Nielsen, hanno evidenziato un incremento della spesa domestica in prodotti biologici del 12,1% rispetto allo stesso periodo del 2009, rafforzando l'andamento positivo degli ultimi due anni (+5,2% nel 2008, +6,9% nel 2009). La rilevazione Ismea, che è bene ricordare non include le vendite presso la distribuzione specializzata, conferma per il settore biologico una netta controtendenza rispetto al resto dei prodotti alimentari che, nello stesso periodo, hanno subito una flessione del 2%.
All'interno di tutto il comparto bio ci preme evidenziare come prosegua l'andamento positivo del comparto lattiero caseario (18,4% il peso sul totale della spesa) che registra un incremento complessivo della spesa biologica allineato al valore di tutto il settore.
Essendo quindi divenuto un settore trainante, ecco che iniziano ad essere disponibili dati sempre più di dettaglio. Il consumatore di prodotti alimentari bio ha un'età compresa tra 25 e 45 anni, è residente in grandi e medi agglomerati urbani, ha livello culturale e potere d'acquisto medio-alti. Un'ampia fascia di questo pubblico si scambia opinioni d'acquisto su Social Network ed instaura con i produttori relazioni dirette, anche se talvolta critiche, attraverso blog e community. Sono ben apprezzate se non addirittura richieste tutte quelle forme di comunicazione volte a fornire informazioni e trasparenza su prodotto e lavorazione.
Ed è proprio partendo dalla definizione di Agricoltura biologica «l'insieme delle pratiche attuate in agricoltura per fornire prodotti agricoli ottenuti escludendo completamente l'impiego di sostanze chimiche di sintesi», definizione inserita nel Regolamento Comunitario n. 2092 del 1991, che alcuni prodotti bio della Valle d'Aosta come Fontina Dop Bio, Burro di Panna Bio e Motzetta Bio, hanno deciso, oltre all'attività di comunicazione tradizionale, di utilizzare i Social Network per fornire al consumatore informazioni dettagliate e veloci. I più curiosi o i veri esperti del settore hanno in questo modo la possibilità di instaurare con il produttore un filo diretto e ricoprire una parte attiva in tutto processo. La produzione e l'immissione sul mercato europeo di prodotti biologici con etichettatura e logo seguono un rigido disciplinare a cui devono essere completamente conformi. Per questo motivo poter fornire dettagli produttivi ai consumatori e garantire loro la qualità che giustamente cercano scegliendo i prodotti Bio è solo motivo di orgoglio.

