In un'affollata conferenza alla Rotonda di Senigallia (An) è stata presentata l'agile guida illustrata che descrive i ristoranti  Conosci il tuo pasto: il marchio definisce l'impegno dei ristoranti certificati nell'utilizzo di cibi provenienti da agricoltura di qualità.

Questi cibi sono elencati in un preciso disciplinare e fanno parte dell'agricoltura biologica, della denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta; si fa anche attenzione all'origine e ai metodi di produzione compatibili con l'ambiente.



La guida, diretta da Veronica Pecorella, è edita da Gourmadia Editore, direttore Elsa Mazzolini, e descrive 24 locali virtuosi delle regioni del centro e sud; dai ristoranti dei borghi storici, alle locande di campagna fino all'elegante ristorante di un 5 stelle romano. Quest'ultimo, di eccelsa gastronomia, è forse un po' penalizzato dall'originale punteggio di galletti e foglie verdi: l'uno premia la quantità nel menu dei prodotti certificati, l'altro segnala le specialità agricole locali, anche definiti a Km Ok, cioè prodotte nel raggio di 150 km.

Nella chiacchierata che ha fatto da contorno alla presentazione è intervenuto il presidente di Imc, Istituto Mediterraneo di Certificazione, l'ente che ha progettato il disciplinare Conosci il tuo pasto per la certificazione dei ristoranti; l'Istituto è presente, oltre che a Senigallia, in alcune nazioni nell'area mediterranea. Il presidente Remo Ciucciomei si è soffermato sulla considerazione che città e campagna non respirino più insieme come avvenne per millenni, almeno fino a metà anni '60 del secolo scorso, con la fine della mezzadria; si è aggiunta anche la grande distribuzione che ha cancellato alla nostra vista il volto dell'agricoltore, sostituendolo con l'anonimato dell'industria.

Tutti gli intervenuti hanno auspicato, da vari punti di vista, il ritorno a un equilibrio naturale a sostegno della qualità della vita: Massimo Colocci, Assessore al Turismo del Comune di Senigallia; Piero Sardo, presidente Fondazione Slow Food; Domenico Brugnoni, vicepresidente Confederazione Italiana Agricoltori; Nicolò Merendino, docente di Scienza del'Alimentazione; Luigi Pocaterra che ha letto il manifesto Conosci il tuo pasto.

La lodevole iniziativa, anche grazie alla guida e al blog www.conosciiltuopasto.it, promette di radicarsi ampiamente sul territorio e di alleviare i danni all'ambiente. Non molti si rendono conto che i trasporti di cibo da una parte  all'altra del globo immettono nell'atmosfera quantità venefiche e enormi di anidride carbonica. Fra gli innumerevoli danni del moderno stile di nutrimento, uno solo a titolo di  esempio: la primavera non è stagione di fragole e quelle abnormi che debordano dai cestini sono per lo più prodotte sulle plastiche della Andalusia, poco saporite se non sgradevolmente acidule. Quelle nostrane di giugno saranno gustose e naturali.  Anche l'acqua del sindaco troverebbe buon posto sulla tavola, sgorgando direttamente dai rubinetti di casa, facilmente depurabile se necessario; molto più buona, sana e economica di quella industriale.

Al termine dell'incontro si è potuto assaggiare un goloso aperitivo offerto da decine di produttori agricoli a conduzione biologica e locali, verificando al gusto la buona agricoltura; fra tutti, a titolo d'esempio, la lonza di fico della Cooperativa La Bona Usanza di Serra de' Conti presentata da Gianfranco Mancini, colto e attivo ambasciatore della terra marchigiana.  

Quindi tutti a casa; i più coerenti si sono affrettati all'adiacente stazione ferroviaria ricordando che un qualsiasi biglietto di treno riporta una frase stimolante e programmatica.  «Complimenti, con la scelta del treno hai contribuito a risparmiare al pianeta emissioni di C02 (espresse in kg per passeggero)  Napoli - Milano in aereo, kg 115; in aut,o k .76; in treno, kg 31.


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