Tutti (o quasi) sanno che l'otto marzo è la festa della donna; metà degli italiani ritiene giusto e bello avere una giornata dedicata al gentil sesso; quasi la metà delle donne ama essere festeggiata, ma solo una su tre festeggerà veramente la ricorrenza. E poco importa che sia anche martedì grasso. In ogni caso la doppia occasione di festa stanerà dalle case più di 8 milioni di abitanti con un giro di affari di oltre 300 milioni di euro. è quanto emerge dalle indagini Axis per conto di Fipe.



«L'Italia - commenta Lino Stoppani, presidente Fipe, Federazione italiana dei pubblici esercizi - si sta riprendendo da un periodo difficile. è positivo vedere che si sceglie sempre il ristorante per festeggiare. La donna ricopre nella scelta un ruolo fondamentale e riuscire ad intercettare il suo desiderio vuol dire aver trovato la strategia vincente. E al di là di questo, va anche apprezzato che nel settore ci sia una fortissima componente di occupazione femminile».

Per quanto riguarda la festa delle donne, il 33% di esse che festeggerà lo farà condividendo la giornata assieme alle loro amiche. A festeggiare saranno soprattutto le ultra quarantenni con un picco fra quelle nate nel decennio del secondo dopo guerra, ovvero la classe di età protagonista delle grandi battaglie femministe. Costoro andranno quasi tutte al ristorante o comunque in un altro pubblico esercizio per il dopo cena, magari già conosciuto da qualche componente del gruppo, per parlare di vita privata, famiglia e lavoro. Come a dire che per loro, più disincantate, il filone del ruolo femminile nella società non è ancora esaurito. L'orgoglio femminile sembra però rinascere nelle più giovani, perché di quel 33% (pari a 10,2 milioni) che festeggerà fa parte un buon 27% di under 35 che lo fa a dispetto di qualsiasi cosa.

Sta di fatto che nonostante i dibatti sulle 'quote rosa” secondo l'80,5% del campione intervistato, la condizione della donna è migliorata rispetto al passato. E di questo sembra più convinto l'universo maschile (83%) di quello femminile (78,5%). E dunque ecco che il 48% delle donne ama essere festeggiato con dei fiori (19%), a cena fuori (18%) o con un dopo cena. La spesa media al ristorante sarà di circa 31 euro  a persona e di 20 per la seconda parte della serata, per un totale di spesa pari a 211 milioni di euro.

Ma c'è anche una buona fetta di quel 33% di donne che festeggia che lo dedicherà alla famiglia, complice anche la sovrapposizione dell'8 marzo con l'ultimo giorno di carnevale, magari portando fuori i bambini mascherati (17%) o cucinando o acquistando qualcosa di tipico (18,5%). Che infatti si chiamino frappe, chiacchere, cenci o frittelle, conta che il 42% degli italiani prepara in casa (come ogni anno) i dolci tipici della festa che fu dei folli. E anche chi ha poco tempo a disposizione o poco talento ai fornelli, a quei dolci non rinuncia a costo di comperarli fuori (34%).

E l'occasione potrebbe essere quella di una manifestazione folcloristica che piace a ben il 55% degli italiani (soprattutto al Sud e nelle Isole) e vi parteciperà il 41%. E sì, perché su questo aspetto non esistono mezze misure: carri e sfilate o piacciono o non piacciono. Infatti il 44,5% che dichiara di non amarli è confermato dal 54,5% di chi non parteciperà a questo genere di evento. Ma quelli che decideranno di uscire, secondo l'indagine, lo faranno divertendosi fino alla fine della giornata. Infatti il 77% di costoro sarà fuori a cena in un locale già frequentato, dove capita, a casa di amici o anche partecipando ad una serata a tema con una spesa media di 37 euro a persona. Bandite invece le ore piccole per 54,5% degli italiani. Chi non uscirà di casa per la cena ma ballerà e mangerà fino all'ultimo minuto prima di cospargersi il capo di cenere lo farà comunque dentro una casa o in un pub o discoteca con una spesa media di 25 euro per un totale di spesa pari a 90 milioni di euro.


La ricerca Fipe

Istituzione e riconoscenza
Questi i due concetti che identificano la festa della donna nell'immaginario collettivo: oltre nove intervistati su dieci (93,5%) sanno che l'8 marzo si celebra la festa della donna a testimonianza di quanto questa giornata si sia ormai 'istituzionalizzata”. Più articolati i giudizi sul significato della festa. La metà (49%) ritiene 'giusto avere una giornata dedicata alle donne” per riconoscerne, anche simbolicamente, il ruolo determinante tra famiglia e società. Significativo, a questo proposito, rilevare come sull'importanza della festa siano più convinti i maschi che le donne (55,5% vs. 43,3%).

Insomma la festa delle donne piace... agli uomini. Una donna su dieci, probabilmente per effetto dei recenti fatti di cronaca, ritiene che la festa 'quest'anno è particolarmente importante”. Il giudizio sulla condizione della donna è generalmente positivo. Otto intervistati su dieci (80,5%) convengono che sia 'migliorata rispetto al passato”. Ed anche in questo caso ne sono più convinti gli uomini (83% tra i maschi e 78,5% tra le donne).

Tra disillusione e caparbietà
Depurando i dati dalla componente maschile, il mondo delle donne si presenta, sull'argomento,  diviso a metà: il 47% delle donne intervistate dichiara che 'non condivide questa festa”, mentre il 48% 'avrebbe piacere d'essere festeggiata in qualche modo”, con opzioni che privilegiano 'i fiori” (19%) e l'”andando fuori a cena” (18%, ma tra le più giovani la quota sale al 29%).

Con l'aumentare dell'età crescono i giudizi negativi sul significato dell'8 marzo ad indicare un certo disincanto tra quelle donne che ogni giorno devono misurarsi con gli impegni del lavoro e della famiglia. In ogni caso, sintetizzando, è un terzo esatto (33%) delle donne intervistate pari a 10,2 milioni, a dichiarare che 'festeggerà” (il 27% lo fa, caparbiamente,  'ogni anno”: si tratta in particolare delle under 35).

Occasione di condivisione e confronto
Cinque milioni di donne festeggeranno tra donne, mettendo al centro delle conversazioni, nell'ordine,  'vita privata (tempo libero, amicizie, ecc.)” (70,5%) e 'famiglia” (48,5%). La politica all'ultimo posto. L'8 marzo è l'occasione, dunque, per condividere le esperienze e le prospettive tutte al femminile, effettiva occasione di autoriflessione e confronto. Centrando quindi l'obiettivo e onorando la ricorrenza.

La quasi totalità di coloro che festeggeranno, l'83%, lo farà con una cena dedicata in casa, propria o di amiche, o fuori casa (5,6 milioni) con percentuali sopra la media fino a 45 anni ed un'ulteriore interessantissimo picco tra le 55–64enni, rappresentative della generazione che ha fatto tante battaglie per la condizione della donna e che quindi orgogliosamente  'c'è”.

La  fiducia che aiuta a 'stare bene”
Tra coloro che escono a cena, i due terzi scelgono di andare fuori casa privilegiando un locale di fiducia. I menu speciali non sembrano avere grande capacità di attrazione visto che solo il 7,5% sceglierà un locale che propone un 'Menu speciale per l'8 marzo”. La spesa si aggira orientativamente su una trentina di euro a testa, senza particolari variazioni per età o zona geografica, per un valore complessivo stimabile in 175 milioni di euro. Chi cenerà a casa, propria o di amiche, lo farà perlopiù senza accendere i fornelli acquistando pizze o altri prodotti take away. Poco meno di due milioni di donne festeggeranno l'8 marzo con un dopocena in uno dei tanti locali serali o discoteche. In questo caso la spesa è stimata in 36 milioni di euro.



Il Carnevale piace soprattutto al sud
Meno della metà degli italiani, per l'esattezza il 47,5%, è pronto a 'festeggiare il Carnevale”. La percentuale, ed è comprensibile, diminuisce sensibilmente al crescere dell'età. I cittadini del mezzogiorno sono i più sensibili ai riti carnascialeschi. Il 'travestimento” dei bambini è la modalità preferita per festeggiare (17%), seguita dalla cena fuori casa (10,5%) soprattutto tra i maschi (14,5% contro il 7% delle femmine). Ma le donne sono già impegnate per la concomitante festa dell'8 marzo.
Usciranno a cena, con valori sopra la media, gli intervistati residenti nel Nord Est (13,5%) e nelle Isole (16,5%).

Ma il carnevale è soprattutto dolci tradizionali. In quattro famiglie su dieci 'si prepareranno in casa”, come ogni anno, soprattutto se residenti nelle regioni del Centro (52,5%) e del Sud (49%). I residenti del nord-ovest, al contrario, preferiscono acquistarli nei negozi (48,5%) a fronte di un valore medio del 34,5% che scende al 25% nel mezzogiorno.

Gastronomia e folklore i veri punti di forza
Il Carnevale vuol dire folklore, sfilate, carri, ecc... Poco più della metà degli intervistati dichiara di 'gradire queste manifestazioni”, soprattutto al Sud e Isole, dove la percentuale sale poco oltre il 60%. Quattro italiani su dieci, il 41%, 'assisteranno o parteciperanno” ad una di esse: soprattutto i maschi, i giovani e i residenti al Sud-Isole. Ma anche, poco sopra la media, i residenti nel Nord Est: in effetti, con un Carnevale come quello di Venezia sotto casa...

Due milioni e mezzo di italiani festeggeranno il martedì grasso con una cena al ristorante dove contano di spendere 37 euro a testa per complessivi 90 milioni di euro. Anche in questo caso prevale il 'locale conosciuto”, quindi il rapporto di fiducia, la sicurezza di quel che si trova, soprattutto nel Nord Est e nelle Isole. Ma vi è anche un considerevole 26% che invece sceglie la serata strutturata: o un 'Menu speciale per Carnevale” (13%), o un locale che dopo cena offra anche un adeguato 'intrattenimento” (13%). Più contenute percentuali e spese per il dopo cena: 13% nei locali pubblici, con una spesa media pari a 25 euro.