"I bar di Roma" di Sgambati. Fotografia della società italiana
I bar di Roma sono “approdi per chi nutra l’intenzione di vivere una giornata culturale lontano dalle solite mete”, come capita ad esempio al Caffè du Parc all’Ostiense. I bar sono “testimonianze di una città” che vanno conosciute e tramandate. Anche perchè parlano della nostra identità italiana
è una sfida riuscita quella della collana delle narraguide Centocittà di Castelvecchi: raccontare una città da altri punti di vista, esplorandola con occhi nuovi anche se ci abiti da una vita. E Roma non può non essere raccontata dalle miriadi di bar che la pullulano. Sì, perchè Roma è una città fondata sui bar. Anzi, meglio, come scrive Stefano Sgambati (autore del volume "I bar a Roma), è «una splendida città fondata sui sette colli e quattro miliardi di bar».
A Roma i bar sono 'una questione di tifo”: a volte basta una sedia di plastica, un tavolo, e un barista per fare un bar. In fondo, scrive l'autore, non è vero che «la scelta di un bar si poggia su miriadi di variabili - quali l'affezione, la vicinanza, l'abitudine, il personale, la pigrizia, il vezzo, il vizio?».
I bar di Roma sono 'approdi per chi nutra l'intenzione di vivere una giornata culturale lontano dalle solite mete”, come capita ad esempio al Caffè du Parc all'Ostiense. I bar sono 'testimonianze di una città” che vanno conosciute e tramandate. Anche perchè parlano della nostra identità, e di quello che la Capitale d'Italia in piccolo, e il Paese per estensione, sta diventando. Ma soprattutto, i bar sono avamposti di un modo diverso di vivere la città (e la vita stessa) forse: 'scegliere un libro, sfogliarlo piano, bere un caffè: ecco qua la miccia lunga della vita.
Nella lista di Sgambati ci sono gli "imprescindibili": Andreotti, le cui creazioni dolciarie sono state immortalate da Ozpetek nel film "La Finestra di fronte", oppure l'Antico caffè Greco, il Colosseo dei bar, ci sono i maritozzi che escono dal forno di Checco er Carrettiere come 'piccoli figli vivi e allattati a panna”. C'è lo Zodiaco, la 'mano che je fa dì de sì…l'arteria di Roma, quella dove il sangue pulsa e rende chiaro perchè, certe volte, due occhi sono pochi”, oppure Ciampini a piazza san Lorenzo in Lucina, dove si fanno affari,'si ipotizzano decreti legge, si plasmano amori e, soprattutto, si fa il Negroni col Punt e Mes”.
Ognuno di loro ha una 'primogenitura, un orgoglio da raccontare a chi lo chiede”. C'è Ciampini, che ha allargato l'aperitivo rispetto a cocktail e quattro patatine che andava prima, c'è Giolitti in centro che si è inventato il gelato alla frutta, c'è il Caffè del Cappuccino che lancia il Pastrami e il Bar Belli che prima di lui a san Lorenzo di notte si dormiva e basta, niente movida.
Tante sono anche le chicche da scoprire grazie alla lettura. Altra curiosità: a Roma, sorpresa, si fa il caffè più buono d'Italia, come stabilito dall'Iliac (Istituto internazionale Assaggiatori di Caffè) che ha incoronato per tale merito il Caffè Colonna.
I bar a Roma
Autore: Stefano Sgambati
Editore: Castelvecchi
Prezzo: 14.90 euro
Pagine: 310
A Roma i bar sono 'una questione di tifo”: a volte basta una sedia di plastica, un tavolo, e un barista per fare un bar. In fondo, scrive l'autore, non è vero che «la scelta di un bar si poggia su miriadi di variabili - quali l'affezione, la vicinanza, l'abitudine, il personale, la pigrizia, il vezzo, il vizio?».
I bar di Roma sono 'approdi per chi nutra l'intenzione di vivere una giornata culturale lontano dalle solite mete”, come capita ad esempio al Caffè du Parc all'Ostiense. I bar sono 'testimonianze di una città” che vanno conosciute e tramandate. Anche perchè parlano della nostra identità, e di quello che la Capitale d'Italia in piccolo, e il Paese per estensione, sta diventando. Ma soprattutto, i bar sono avamposti di un modo diverso di vivere la città (e la vita stessa) forse: 'scegliere un libro, sfogliarlo piano, bere un caffè: ecco qua la miccia lunga della vita.Nella lista di Sgambati ci sono gli "imprescindibili": Andreotti, le cui creazioni dolciarie sono state immortalate da Ozpetek nel film "La Finestra di fronte", oppure l'Antico caffè Greco, il Colosseo dei bar, ci sono i maritozzi che escono dal forno di Checco er Carrettiere come 'piccoli figli vivi e allattati a panna”. C'è lo Zodiaco, la 'mano che je fa dì de sì…l'arteria di Roma, quella dove il sangue pulsa e rende chiaro perchè, certe volte, due occhi sono pochi”, oppure Ciampini a piazza san Lorenzo in Lucina, dove si fanno affari,'si ipotizzano decreti legge, si plasmano amori e, soprattutto, si fa il Negroni col Punt e Mes”.
Ognuno di loro ha una 'primogenitura, un orgoglio da raccontare a chi lo chiede”. C'è Ciampini, che ha allargato l'aperitivo rispetto a cocktail e quattro patatine che andava prima, c'è Giolitti in centro che si è inventato il gelato alla frutta, c'è il Caffè del Cappuccino che lancia il Pastrami e il Bar Belli che prima di lui a san Lorenzo di notte si dormiva e basta, niente movida.
Tante sono anche le chicche da scoprire grazie alla lettura. Altra curiosità: a Roma, sorpresa, si fa il caffè più buono d'Italia, come stabilito dall'Iliac (Istituto internazionale Assaggiatori di Caffè) che ha incoronato per tale merito il Caffè Colonna.
I bar a Roma
Autore: Stefano Sgambati
Editore: Castelvecchi
Prezzo: 14.90 euro
Pagine: 310

