Agli States piace il made in Lombardy 107 aziende unite per la valorizzazione
Il progetto pilota di diffusione dell'agroalimentare dal titolo “True Lombardy, True Love” ha coinvolto 107 aziende, in rappresentanza di tutte e 12 le province lombarde. Per la regione il Nord America è il primo mercato extra-europeo di riferimento e dalle grandi potenzialità per il futuro
«I prodotti tipici agroalimentari proseguiranno la loro conquista del Nord America grazie al sostegno sinergico di Regione Lombardia, Unioncamere e Buonitalia spa». Lo ha detto nella sede di Unioncamere Lombardia l'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani (nella foto), intervenendo al convegno 'Dalla Lombardia al Nord America, promozione dei prodotti tipici agroalimentari”. «Il progetto pilota di diffusione dell'agroalimentare 'True Lombardy, True Love” - ha ricordato l'assessore De Capitani - ha coinvolto 107 aziende, in rappresentanza di tutte e 12 le province lombarde. Lo sforzo congiunto di Regione, Unioncamere e Buonitalia spa è volto a far conoscere il vero prodotto lombardo, minacciato da troppe contraffazioni, e sostenere le nostre imprese agricole nel processo di internazionalizzazione nei mercati del Nord America».
«Il progetto - ha ricordato l'assessore - ha integrato in maniera coerente varie iniziative. Abbiamo, ad esempio, organizzato corsi di formazione e informazione sull'e-commerce, promosso lezioni sulle certificazioni europee di tutela per i buyer, organizzato oltre 1.400 incontri di affari, realizzato momenti di degustazione presso fiere e mercati e proposto menù con prodotti tipici lombardi nei più noti ristoranti italiani del Nord America». «Abbiamo guardato oltreoceano - ha continuato De Capitani - perché il Nord America è il nostro primo mercato extra-europeo di riferimento e dalle grandi potenzialità per il futuro, ma che occorre affrontare ben preparati».
«Anche pensando all'Expo - ha concluso De Capitani - noi puntiamo a far conoscere i veri prodotti 'Made in Lombardy” e vogliamo creare occasioni per le nostre aziende di essere sempre più protagoniste anche nei mercati stranieri».


