Alla Bit, la Borsa internazionale del turismo che si è svolta alla Fiera di Milano dal 17 al 20 di febbraio, Isnart ha diramato le sue statistiche sul 2010 e le prime previsioni per l'anno in corso. Il 2010 è stato anno di sostanziale tenuta per il turismo in Italia. Ma come sono andate le diverse aree prodotto? L'annuale Osservatorio promosso da Unioncamere-Isnart fornisce risposte assai differenti in base ai comparti presi in esame. Sul fronte delle città, innanzitutto, l'anno scorso si è registrata nel complesso una ripresa: l'estate la stagione più positiva per il prodotto culturale che ha permesso di superare le vendite degli ultimi due anni.



Ragguardevoli, in modo particolare, il 66,9% di camere occupate a luglio, il 69% ad agosto e il 59,3% a settembre. Meno bene le destinazioni balneari che hanno subito una flessione: male soprattutto l'inizio dell'anno (-8,5% a gennaio e -7% a febbraio) e durante l'alta stagione estiva (-4,6% a luglio e -7,3% ad agosto). Il turismo balneare ha puntato dunque nel 2010 sulla bassa stagione, quando la clientela ha potuto approfittare delle promozioni offerte dagli alberghi.

Dal mare alla montagna, dove le località di villeggiatura hanno registrato un calo generalizzato, con buona occupazione tuttavia nei primi mesi dell'anno e durante l'alta stagione estiva. Ancora, le stazioni termali. In questo caso l'occupazione delle camere non è mai scesa sotto il 30% durante tutto l'arco dell'anno, con un picco nel mese di agosto, quando le strutture ricettive sono arrivate a vendere sette camere su dieci.

Rispetto al 2009 si registrano però contrazioni nelle vendite in quasi tutti i mesi dell'anno. Per chiudere uno sguardo ai laghi e alle colline. Nel primo caso con segnali di ripresa rispetto ai dodici mesi precedenti. Buoni i mesi di marzo (quando l'occupazione supera quella del 2009) e i mesi estivi (66,7% a luglio e 73,7% ad agosto). La collina, invece, registra un anno allineato al 2009. Oltre ai mesi estivi, si segnalano in quest'ultimo caso buoni risultati anche a maggio, settembre e ottobre.

PERFORMANCE DELLE IMPRESE NEL 2010
Per le strutture ricettive il 2010 è stato un anno di sostanziale tenuta rispetto al 2009 a eccezione della stagione estiva quando, invece, gli operatori hanno registrato flessioni nelle vendite delle camere che riguardano in particolare il comparto complementare. Complessivamente in media nazionale, la variazione registrata a fine anno indica un saldo di -2,1% nelle vendite delle imprese ricettive rispetto al 2009, con perdite più evidenti nel comparto extralberghiero (-3,2% del venduto) e un po' meno incisive per l'alberghiero (-1,5% di camere occupate).

Nel primo trimestre l'occupazione media segnala il 33,9% di camere vendute nel mese di gennaio (-2,7% rispetto al 2009), il 34,6% a febbraio (-2,7%) e il 36,9% a marzo (-0,5%), facendo registrare delle lievi contrazioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nel secondo trimestre le imprese del ricettivo realizzano una media di occupazione camere pari al 36,1% in aprile, al 39,7% in maggio e al 47,5% in giugno, riportando una sostanziale parità rispetto al 2009. L'estate 2010 vede il 59,9% di camere occupate a luglio (-3,2% rispetto a luglio 2009), il 69% ad agosto (-6% rispetto al 2009) e il 45,6% a settembre (-5%) in contrazione rispetto alla stagione del 2009. L'anno si chiude con un trimestre di tenuta, con il 38,5% di camere vendute a ottobre (-3,2%), il 34% a novembre (+3,7%) e il 31,4% a dicembre (+3,6%).

ANDAMENTO DEL MERCATO INTERNAZIONALE
Riparte la domanda internazionale dei viaggi organizzati che, nonostante fosse data in diminuzione dal 60% dei tour operator europei, nel 2010 viene rilevata prevalentemente stabile (46,9%) e per il 26,1% in crescita, benché persista un 27% di buyer che la definisce ancora in calo. Maggiore la ripresa sui mercati lontani, dove risulta in aumento per il 52% dei T.O. statunitensi, per il 72,5% di quelli indiani e per il 40% di quelli giapponesi. Il mercato coreano indica per l'80% degli operatori una domanda in aumento (il 10% la definisce stabile, e il 10% in diminuzione). Positivo, infine, il mercato australiano dove il 70% dei tour operator definisce la domanda dei viaggi organizzati in crescita e il restante 30% stabile. Anche la domanda internazionale dei viaggi organizzati verso l'Italia mostra per il 2010 un andamento di recupero. La metà degli operatori europei indica un andamento di stabilità rispetto allo scorso anno (il 23,6% di crescita e il 26,4% segnala ancora una diminuzione), e lo stesso avviene sul mercato giapponese (il 30% indica una crescita, il 20% un calo). Forte il recupero sul mercato indiano con il 60,4% di tour operator che rileva una crescita, il 31,9% stabilità e il 7,7% una diminuzione. Positivi gli andamenti anche sul mercato coreano (80% crescita, 10% stabilità e 10% diminuzione) e australiano (70% crescita, 30% stabilità).

PREVISIONI DEI TOUR OPERATOR PER IL 2011
Il recupero definitivo del turismo internazionale organizzato verso le destinazioni italiane si avrà però con il 2011, anno per cui a fronte di un 55% di tour operator europei che prevede una stabilità dei flussi, il 36,3% crede in una crescita e solo l'8,7% prevede che permarrà la diminuzione, in particolare gli operatori in Austria (21,4%), in Olanda (21,1%), in Svizzera (14,3%) e in Germania (12,3%).

Roseo l'andamento previsto dai tour operator coreani che in modo compatto prevedono una crescita. In India il 76,9% di operatori indicano la ripresa e il 23,1% flussi stabili, mentre in Giappone e Australia il 70% indica una crescita e il 30% la stabilità. Solo negli Usa, a fronte del 67% di operatori che indicano un aumento, il 31% indica una continuità col 2010 mentre il 2% dubita.



Per il 2011, dunque, il saldo previsto indica una crescita della domanda verso l'Italia  pari al +13,3%, di cui +14,3% per i T.O. statunitensi, +11,6% per quelli indiani, +10% per i giapponesi, +9,1% per gli australiani, +7,9% per i coreani e, in coda alle previsioni positive, +7,7% per i tour operator europei.

PREVISIONI 2011 PER IL MERCATO INTERNO
Per il primo quadrimestre del 2011 cresce del +14,1% la quota di italiani che dichiarano di recarsi certamente in vacanza tra gennaio e aprile, passando dai 5,6 milioni del 2010 ai 6,4 milioni nel 2011. Per contro, però, diminuisce in misura maggiore (-31,1%) il popolo degli indecisi, che scende dai 9,3 milioni dei probabili del 2010 a 6,4 milioni.

Considerando i certi e i probabili vacanzieri dei primi 4 mesi del 2011 (circa un quarto della popolazione), le destinazioni previste sono prevalentemente italiane (57,6%). Il 25,9% si recherà all'estero, e il 6,6% sia in Italia che all'estero, mentre il 9,9% non ha ancora deciso la destinazione. I periodi della vacanza saranno in aprile: il 24,9% durante la Pasqua e il 21,9% sempre in aprile ma fuori le festività.

Nel primo trimestre, comunque, quello su cui incidono le vacanze in montagna, si effettuerà il 53,2% delle vacanze previste. In Italia, infatti, oltre alle destinazioni culturali e di città (31,8%) gli italiani sceglieranno le mete montane (27,3%) e con l'arrivo della primavera anche le destinazioni balneari (20,4%). All'estero, però, restano le destinazioni metropolitane e culturali le mete prevalenti (56,8%), seguite dai mari esotici (27,7%). Le destinazioni previste sono quelle in Toscana (13,2% delle vacanze in Italia), in Trentino Alto Adige (10,3%), Lombardia (9,4%), Lazio (8,3%) e Veneto. (7,6%). All'estero si tratterà di soggiorni europei (71,8% del totale), in particolare in località della Spagna, della Francia e del Regno Unito, tra gli altri, solo per il 13,2% in Africa, per il 5,7% verso gli Stati Uniti e per il 5,4% in Asia.


Articoli correlati:
Turismo, meno vacanze in estate ma alla ricerca della buona tavola
Turismo enogastronomico in crescita In Italia vale 5 miliardi
Turismo, anno nero il 2010 Gli agriturismi fra i più colpiti