Sono stimati in un milione gli italiani che coltivano un pezzo di terra per pura passione, che diventano 7 se si aggiungono quelli che si dedicano a un orto o a piante in vaso su terrazzi e balconi. Il tutto alimenta una domanda di attrezzature e di servizi di consulenza che può essere stimata oltre il miliardo di euro. Gli hobby farmer rappresentano quindi un mercato potenziale apparentemente ampio e da scoprire, affamato di offerte e di informazioni.

A questo mondo 'Vita in Campagna”, rivista di agricoltura amatoriale, dedica, dal 18 al 20 marzo (ingresso dalle 9.30 alle 18), al Centro Fiera del Garda di Montichiari (Bs), la prima fiera nazionale che abbina formazione gratuita, intrattenimento, possibilità di acquistare prodotti specializzati e di conoscere chi condivide la stessa passione (http://lafiera.vitaincampagna.it/).



La tendenza
Desiderio di vita all'aria aperta, attenzione a ciò che si mette nel piatto alimentano la crescita del fenomeno degli agricoltori per passione, gli hobby farmer, e che riguarda tutto l'Occidente industrializzato. In Italia è incentivato dalla crescente attenzione verso l'ambiente e la qualità della vita, oltre che dalla voglia di respirare aria pura e di un ritorno alle radici (il 38% degli agricoltori della domenica zappa un terreno avuto in eredità). La seconda molla è il desiderio di consumare cibi sani e genuini. Si tratta si un mondo in larga parte sconosciuto che chiede più servizi (in termini di mezzi tecnici e di conoscenze) ed è disposto a pagarli senza badare al ritorno economico (solo il 14% ammette di ricavare proventi dalla sua attività).

La fiera che non c'era
La manifestazione di Vita in Campagna costituisce un appuntamento unico nel suo genere perché offre minicorsi sulle tecniche di coltivazione più attuali in una fattoria ricostruita dal vero dove il visitatore potrà instaurare un dialogo 'a tu per tu” con dieci esperti di Vita in Campagna. Un'agorà del verde con orto, giardino, frutteto, vigneto, oliveto, apiario e piccoli animali e un fitto calendario di dimostrazioni pratiche di potature e innesti, incontri per apprendere come coltivare rose e ortensie, soluzioni per ottenere risparmio energetico nella casa in campagna o per gestire un pollaio o conigli. Un luogo dove conoscere modalità nuove per svolgere l'attività amatoriale e dove scambiarsi esperienze. Nell'ampio spazio espositivo, inoltre, tutto quello che serve per dedicarsi all'agricoltura su piccola scala: attrezzature, macchine, sementi, piante e concimi con la possibilità di confrontarsi direttamente con le aziende di riferimento e di ricevere consigli.

La fiera di Vita in Campagna, inoltre, prevederà iniziative per testimoniare la rapida diffusione dell'agricoltura da weekend, una passione che sta dimostrando una vocazione sociale. «L'orticoltura, ad esempio - spiega Giorgio Vincenzi, direttore di Vita in Campagna - suscita sempre più fenomeni di aggregazione tra uomini, donne e ragazzi. Ormai quasi in ogni città esiste un orto comunale. Vanno segnalati inoltre i 301 orti scolastici nati in 17 regioni con il progetto 'Orto in condotta” di Slow Food che hanno finalità educativa nei confronti delle nuove generazioni. Un altro progetto che ha come tema l'orto è stato lanciato di recente dall'associazione Italia Nostra e ha generato i primi dieci orti urbani che recuperano l''arte del coltivare” intesa come rispetto della memoria storica dei luoghi».


L'hobby farming

Chi è l'hobby farmer
è maschio, con un'età media di 56 anni, pensionato (47,7%) oppure impiegato (12,2%), operaio (9,3%) o dirigente (2,2%) (Nomisma-Vita in Campagna, 2010). Elevato il tasso di scolarizzazione: il 46,3% ha un diploma di scuola media superiore, il 21,6% è laureato (ma non nel settore: il 3,2% in scienze agrarie o veterinaria), stessa percentuale, 21,6% detiene una licenza di scuola media inferiore e solo il 6,4% si è fermato alla licenza elementare o non ha nessun titolo di studio. Il suo fine non è ottenere reddito ma produrre per se stesso o per condividere con parenti ed amici il frutto del suo hobby. Nel 50,7% dei casi l'attività agricola amatoriale è praticata da oltre 15 anni. Il tempo che si dedica alla propria terra è per il 45% degli intervistati inferiore alle 10 ore alla settimana, in particolare per quel che concerne i liberi professionisti, gli impiegati e i dipendenti pubblici. I pensionati superano le 20 ore.

Secondo i dati Nomisma la scelta di coltivare un terreno da parte degli hobby farmer dipende, nella maggior parte dei casi, dalla volontà di consumare prodotti più sani e genuini (62,5%) e dalla voglia di stare all'aria aperta (61,7%). Solo il 14,2% ha dichiarato di ricavare qualche reddito dalle proprie coltivazioni. Del resto nel 38% dei casi la terra si è avuta in eredità. Alla domanda riguardante le coltivazioni preferite dagli hobby farmer era ovviamente possibile una risposta multipla, per questo nell'88,6% dei casi troviamo l'orto, nel 65% il frutteto, nel 34,3% il vigneto e nel 32,3% l'uliveto.

Inoltre si deve rilevare come il 39,2% degli hobby farmer nel proprio terreno si dedichi anche al ben più impegnativo allevamento di animali, soprattutto polli e galline (86,6%), ma anche conigli (39,8%), api (14,7%), capre e pecore (13.6%), equini (8,1%) e suini (7,5%). Per gli acquisti predilige i consorzi agrari (62,9%) e i rivenditori specializzati (44,1%), questo anche perché sente la necessità del confronto con un esperto per raccogliere informazioni e consigli. Tra gli altri canali di vendita troviamo i garden center (22,5%) i centri per il bricolage (16,6%) e gli iper o supermercati (6,4%). Il 31,8% degli hobby farmer si rivolge a Internet per la raccolta delle informazioni, secondo solo alle riviste specializzate (52%) e al confronto diretto con altri agricoltori (38,3%); ma davanti ai manuali (30,2%) al personale delle rivendite (27,7%) e alle fiere (24,4%).

L'hobby farming contagia anche i Vip
Michelle ObamaSempre più numerose le autorità e i personaggi dal mondo dello spettacolo che sviluppano per passione il pollice verde. Michelle Obama (nella foto accanto), ad esempio, lo ha voluto nel giardino della Casa Bianca per avere verdure sempre fresche. E l'ortomania si è diffusa anche nel mondo del cinema. L'algida Gwyneth Paltrow, ad esempio, produce pomodori e zucchine, Helen Mirren coltiva patate in Salento e la bella Nicole Kidman ha dichiarato soddisfatta di aver piantato un frutteto con peschi, peri e susini. Dal cinema al mondo della musica. Sting ha dato il 'la” coltivando prodotti nelle sue campagne in Toscana mentre Mario Brunello, violoncellista di fama internazionale, ha dichiarato che nel suo tempo libero ama 'sporcarsi le mani”, assicurate migliaia e migliaia di euro, coltivando radicchio di Treviso.

La parola agli hobby farmer
Durante la settimana lavora come ricercatore per l'Istituto di Genetica Molecolare del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Pavia, chiuso in laboratorio e con gli occhi concentrati sulle provette, ma nel suo tempo libero si prende cura di una cinquantina di piante come albicocchi, meli, fichi e coltiva zucchine di Albenga e pomodori nei dintorni di casa sua. «Per me - spiega Giuliano Mazzini, 60 anni, di Pavia - significa immergermi nel silenzio della natura. Non lo faccio per obiettivi produttivi: in un sistema in cui molti distruggono, pianto dove posso».

Ha un piccolo orto di 100 mq, si muove in bicicletta e tra forbici, innaffiatoi e attrezzature, spende una media di 100 euro l'anno. Lidia Morellato, 41 anni, giornalista di Verona, sposata con tre figli, collega invece il suo hobby con il sogno che condivide con la sua famiglia e che spera di concretizzare proprio quest'anno: «Otto anni fa abbiamo acquistato una casa di campagna con circa 4 mila metri quadrati di terra in cui contiamo di trasferirci a breve. Coltiviamo verdure di stagione, mele, pere, albicocche, susine, fichi, more e lamponi e varietà antiche. La passione è iniziata da me e mio marito, ora siamo in cinque».

Tra i vantaggi la soddisfazione di recuperare una dimensione extraurbana assecondando i ritmi della natura e la possibilità di assaporare prodotti più freschi e genuini coltivati con metodo biologico: «Avere un orto incide inoltre sul bilancio familiare e consente di trasformare la frutta in ottime marmellate». Tanta è la passione che si sta interessando alla possibilità di ripristinare una fascia boschiva depauperata dal tempo in un'ottica di salvaguardia di flora e fauna autoctona.

Quanto vale il business dell'agricoltura per passione
L'indagine di Vita in Campagna-Nomisma 2010, confrontando i dati del censimento agricolo Istat 2000 e quelli rilevati con i satelliti (Corine Land Cover), ha rilevato 1,8 milioni di ettari non più destinati all'agricoltura professionale, ma non coperti dal cemento. Se questa proiezione si rivelasse confermata e se si generalizza la tendenza a spendere mille euro l'anno da parte di ogni appassionato, si otterrebbe un mercato 1,8 miliardi di euro.

E la passione non conosce crisi, come testimoniano le aziende fornitrici di mezzi tecnici non professionali. Di certo sappiamo che per poter sviluppare le sue attività l'agricoltore per passione possiede attrezzi manuali (89,3% dei casi), un decespugliatore (86%), una motozappa (55,5%), un rasaerba (50,7%), un piccolo trattore (28,8%), una motofalciatrice (26%) e altri macchinari per la trasformazione diretta dei prodotti coltivati, come i minifrantoi, le macchine per l'imbottigliamento o altro (3,4%). Oltre alle macchine ogni anno gli hobby farmer acquistano sementi (74,2%), concimi (66,9%) e antiparassitari (59,7%). Il tutto per una spesa media annuale che si aggira intorno ai mille euro per ettaro in media, che diventano 1.500 se sono previsti allevamenti di animali.