Marino FinozziIl 2011 si sta rivelando un anno di vero boom per il turismo del Veneto e l'economia dell'ospitalità della regione, con una crescita dei pernottamenti complessivi che dovrebbe aggirarsi attorno al +4%. «Questo significa - commenta l'assessore regionale Marino Finozzi (nella foto a destra) - che dovremmo alla fine toccare, e forse superare, i 63 milioni di presenze turistiche, ovvero raggiungere il record assoluto di una regione che è e rimane la prima in Italia in questo settore, ospitando grosso modo un turista ogni 6 che scelgono il nostro paese per le loro vacanze». Poi aggiunge: «I dati definitivi e certificati saranno disponibili solo a febbraio, ma sin d'ora i numeri prospettano una crescita decisa, con un aumento degli stranieri che rappresentano ormai il 62/63% del totale. In sostanziale stasi invece gli ospiti italiani per i quali la crisi sta mordendo».

«Penso che le cifre testimonino che abbiamo lavorato bene, come regione ma soprattutto come sistema imprenditoriale turistico, e che la proposta di accoglienza del Veneto mantenga tutto il suo appeal, al cui interno si sta qualificando la vivacità culturale delle città d'arte (dove la crescita percentuale delle presenze è a due cifre), mentre si confermano le spiagge e il Garda. Dobbiamo prepararci al futuro, e lo stiamo facendo, consapevoli che i tempi sono e saranno difficili, e che dobbiamo stringere i denti ora per cogliere le opportunità del dopo crisi. In uno scenario di difficoltà economica, il turismo si è rivelato ancora una volta l'industria più importante del Veneto, sostenendo con il suo andamento positivo il tessuto economico e produttivo regionale, in un settore che dipende solo da noi e non è delocalizzabile».

Ricorda inoltre l'assessore: «Siamo impegnati in questa fase a rinnovare la cornice legislativa regionale al cui interno operano gli imprenditori veneti, per renderne più efficace l'impegno. Nel maggio scorso la Giunta ha approvato il disegno di legge 'Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto”, che getta le basi per un cambiamento radicale e innovativo del settore, proiettato ai nuovi turismi e ai nuovi turisti sia italiani che stranieri. Prima di Natale abbiamo proposto, primi in Italia e in un contesto ancora incerto a livello nazionale, il disegno di legge in materia di concessioni demaniali marittime. è uno strumento legislativo adeguato e in grado di tutelare i nostri concessionari, dando loro la possibilità di lavorare con serenità e continuare a investire nel settore balneare, che è il nostro punto di forza, ottemperando nel contempo alle disposizioni europee sulla libera concorrenza».

«Le difficoltà economiche - spiega Finozzi - non ci hanno scoraggiato e abbiamo portato a casa cinque progetti di eccellenza cofinanziati dallo stato, per circa 10 milioni di euro. Questi ci consentiranno di programmare azioni, interventi e iniziative per altrettanti settori importanti dell'economia turistica veneta: l'accessibilità e il turismo sociale, il nuovo tematismo Pedemontana veneta, i nuovi mercati dei paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) e, insieme alle altre regioni confinanti, le Dolomiti Unesco e il Sistema turistico interregionale lago di Garda, per entrambi i quali il Veneto è capofila. Nel 2011 abbiamo lavorato anche per i club di prodotto e presentato quattro progetti a livello comunitario per finanziamenti a carico della Commissione europea».

Dice ancora l'assessore: «Nel luglio scorso abbiamo istituito il 'Tavolo delle sinergie” per dare una prospettiva unitaria al variegato sistema del turismo veneto, che è leader proprio per la sua trasversalità rispetto agli altri segmenti dell'economia e dell'attività regionale. Nell'economia dell'ospitalità sono infatti coinvolti il paesaggio e il territorio, quindi l'urbanistica e la pianificazione; la mobilità dei turisti, la viabilità e i trasporti; l'accoglienza del turista, dunque formazione e informazione; la qualità degli alberghi e quindi le norme e le regole di lavoro e di vivibilità dei servizi turistici; i beni culturali e l'intero sistema che sottende a questo settore fondamentale in una regione che ha quasi 3000 anni di civiltà alle spalle; le produzioni artigianali e agroalimentari, i rapporti con l'economia del territorio, la tradizione, la qualità delle produzioni agricole e la cultura della cucina».

«Sotto il profilo finanziario, infine, abbiamo operato per sostenere l'innovazione e la qualità. Per mantenere alto il livello di accoglienza degli alberghi e delle strutture extralberghiere, nel giugno scorso siamo intervenuti rinnovando e semplificando le regole di accesso al credito, sia mediante la riscrittura del fondo di rotazione per le imprese turistiche che intendono avere credito agevolato, sia intervenendo direttamente con Veneto sviluppo a garanzia delle imprese verso le banche».

Conclude Finozzi: «Il nostro obiettivo di medio-lungo periodo è sintetizzato dalla sigla 20/20/20, ovvero arrivare entro il 2020 ad un turismo il cui valore valga 20 miliardi di fatturato, creati dall'arrivo di 20 milioni di turisti l'anno da tutto il mondo, rispetto ai 15 attuali».