Il settore primario? Catania: La prima eccellenza italiana
Conferenza stampa del ministro delle Politiche agricole Mario Catania sulle linee programmatiche per il biennio 2012-2013. «Sacrifici importanti al comparto dell'agricoltura come quelli chiesti a tutta la comunità». Presentato nell’occasione il codice delle indicazioni geografiche Dop e Igp
«La manovra finanziaria che è stata fatta dal governo ha toccato anche il comparto dell'agricoltura, i sacrifici chiesti alle imprese sono oggettivamente importanti, come è importante il sacrificio chiesto a tutta la comunità nazionale». Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Mario Catania (nella foto a destra), in un incontro con la stampa, tracciando il bilancio di un mese di attività dal suo insediamento al dicastero di via XX Settembre ed esponendo le linee programmatiche per il biennio 2012-2013. «La mia azione fin dal primo momento - ha detto - è finalizzata alla fiscalità relativa agli immobili, un obiettivo che ritengo particolarmente importante. Abbiamo differenziato la posizione dei proprietari che sono veramente tali, e non anche imprenditori agricoli, da quelli che sono contemporaneamente conduttori dell'impresa. Nell'imposizione che facciamo alla proprietà immobiliare, dobbiamo infatti avere la capacità di distinguere tra i due soggetti, infatti il rapporto del proprietario con il terreno è quello tra imprenditore e mezzo di produzione. Siamo riusciti a far recepire questo distinguo nella stesura del decreto legge licenziato dalla camera».
Dopo questa manovra il governo si concentrerà sui temi della crescita, dello sviluppo e del lavoro. Intanto il Ministro sta lavorando, in collaborazione con il ministero della Funzione pubblica a un provvedimento relativo alla semplificazione, tema molto sentito e auspicato dal mondo della produzione, nonché sui temi della crescita e dello sviluppo. Sarebbero già state individuate una serie di misure sulle quali è in corso un confronto con le regioni da un lato e le organizzazioni agricole dall'altro, per definire le azioni del governo nei prossimi mesi. «Azioni - ha precisato il Ministro - a costo zero o quasi, perché la situazione non consente di attuare misure importanti che comportino oneri di spesa. La partita relativa allo scenario nazionale non può essere affrontata senza porre l'accento sull'attività parallela che il governo sta svolgendo a Bruxelles, nei negoziati in corso sulla politica agricola comune. Un laborioso negoziato, quello per la nuova Pac, particolarmente rilevante per la nostra filiera agroalimentare».
«La nostra priorità - ha continuato Catania - è valorizzare e far riconoscere i prodotti italiani che non trovano adeguata remunerazione per il livello di qualità che esprimono, mentre il modello proposto dalla commissione europea vuole che i 2/3 delle risorse siano spesi per un sistema di aiuti disaccoppiati, legati quasi esclusivamente al criterio della superficie. è inaccettabile se si pensa che l'Italia ha una superficie pari al 7% e che gli imprenditori col loro impegno riescono a produrre il 13% del valore della produzione agricola complessiva Ue». L'impegno è quindi quello di portare avanti un'azione forte, espressa nella linea comune attraverso un documento unitario delle principali organizzazioni di settore e delle regioni. Ha poi sottolineato: «Siamo attenti alla realtà che vede lo stato di sofferenza delle imprese agricole, ed è un problema anche europeo perché il mercato fa sempre più fatica a remunerare le attività agricole per le qualità che esse esprimono, schiacciando i prezzi verso il basso. Questo fenomeno è in parte condizionato dalla crescente offerta di prodotti provenienti da paesi terzi, con conseguenze assai negative per le imprese». Prima di esortare la stampa a rivolgergli domande sulle maggiori questioni sul tappeto, il ministro Catania ha voluto esprimere una riflessione sui suoi primi trenta giorni da ministro.«Nella società italiana - ha detto- occorre fare uno sforzo importante per rimettere l'agricoltura al centro della considerazione dell'opinione pubblica. Da noi continua a serpeggiare un'idea dell'agricoltura come di un settore residuale, se non addirittura assistito. Non è vista nella sua reale dimensione economica , né è colta nella sua realtà di settore economicamente trainante con potenzialità tuttora inespresse. è importante valorizzare il ruolo dell'impresa agricola sul territorio e nell'economia nazionale. è tutt'altro che secondario, tutt'altro che legato a una realtà del passato e deve tornare a rivestire l'importanza che merita. Del made in Italy, affermato in tutto il mondo, l'elemento agroalimentare è il fiore all'occhiello. Abbiamo una realtà di imprese in grado di produrre ed esprimere una qualità di produzione eccellente .L'agricoltura è viva nel territorio e ha anche la funzione di tutelarlo».

Vari gli argomenti oggetto delle domande dei giornalisti, tra cui l'accesso delle imprese al credito e agli strumenti finanziari. Ha risposto: «Stiamo lavorando con l'Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), per approntare entro le prossime settimane una serie di misure per rendere più facile l'accesso al credito, in un momento come questo di scarsa disponibilità del sistema bancario, dominato da tutta una serie di problematiche». Nessuna novità, a parte quanto già previsto dalla manovra, sull'aspetto tributario. Ha affermato tuttavia: «Non è escluso che possa essere oggetto di riflessione, e mi riprometto di parlarne con il ministro dell'economia, tenendo conto della situazione difficile del comparto». Lapidario sulle quote latte: «Esiste una normativa da rispettare. La materia non è di nostra pertinenza, è un problema delle amministrazioni competenti. L'Agea, agenzia per le erogazioni in agricoltura, ha recentemente comunicato ai pochi produttori ancora insolventi (circa 1000 su 40.000) che è ancora consentita la rateizzazione degli importi dovuti, anche per coloro che hanno lasciato scadere i termini di legge».
Molti altri argomenti sono stati affrontati, dal fenomeno di senilizzazione nell'agricoltura, alla sicurezza alimentare, fino alla riforma dei rapporti di filiera e alla competitività e promozione del comparto. A conclusione del suo intervento, è stato presentato il libro "Codice delle indicazioni geografiche. Raccolta della normativa nazionale relativa ai prodotti Dop e Igp", alla presenza di Antonello Colosimo (nella foto, terzo da sinistra), uno degli autori insieme a Pier Maria Saccani (nella foto, primo da sinistra) e a Giuseppe Liberatore (nella foto, al centro), presidente dell'Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche. «Il volume – ha evidenziato Catania - non è semplicemente un compendio normativo, ma una guida alle disposizioni applicabili, alle produzioni Dop e Igp. è uno strumento di portata notevole, soprattutto per coloro che operano nel mondo delle denominazioni protette». Per Giuseppe Liberatore «Le imitazioni e gli atti di concorrenza sleali che i nostri prodotti devono subire sui mercati esteri sono ormai sotto gli occhi di tutti, ma bisogna tenere alta la guardia anche entro i confini nazionali. La normativa nazionale che regolamenta e disciplina le strutture consortili (incaricate dal ministero di gestire le produzioni Dop e Igp) è tuttavia frammentaria e complessa, anche per gli addetti ai lavori. Per questo motivo il codice è importante per l'intero settore agroalimentare».


