Difficile definire i foodies, quell'esercito di appassionati del cibo e del vino, i primi a fiutare dov'è il buono, capaci dopo una soffiata di arrampicarsi tra i dirupi per gustare la formaggella di un pastore o di fare chilometri per comprare un olio in un certo frantoio. Difficile anche chiamarli gourmet, perché il loro piacere va oltre la degustazione, parte di un approccio più complesso al mondo del gusto. Ormai sono più di 6 milioni e per molti la passione è diventata lavoro.

A loro il Gambero Rosso ha dedicato 'Foodies 2012” una guida diversa dalle solite, libera da classifiche, con 1.100 indirizzi dove il cibo è piacere e passione, ripartiti in tanti capitoli quante sono le regioni d'Italia. «La guida dedicata a questi appassionati che fanno del cibo e del vino il fil rouge della loro vita - ha detto la curatrice Laura Mantovani - è nata all'insegna di una collaborazione tra il nostro gruppo editoriale e Negroni, lo storico marchio dei salumi italiani promotore della prima ricerca volta a tracciare il profilo di questi particolari neo-amanti del food and drink. Non assegna voti: esserci vuol dire aver già superato un esame severo».

Proprio per questo si diverte a scorazzare lungo il nostro territorio per mettere in fila un indirizzario in due distinte direzioni: 'Mangiare” e 'Comprare”. Ogni regione è introdotta da un testimonial d'eccezione -un giornalista, un attore, un regista o un imprenditore - che svela i suoi luoghi del gusto. Tra gli altri, si sono divertiti a raccontare il loro amore per la cucina e a svelarne i segreti Gerardo Beneyton, Camilla Baresani, Dario Vergassola, Anna Bonaiuto, Carlo Mazzacurati, Maria Concetta Mattei, Massimo Ghini, Cesara Buonamici e Luca Madonia.

In apertura di regione c'è anche un 'Momento d'autore by Negroni”: una finestra riservata a un grande maestro del gusto del territorio che confessa le sue passioni gastronomiche e i suoi locali foodies. La guida, pur libera da classifiche, non ha potuto non segnalare il buono nel buono con qualche stellina - in tutto sono 53 - con schede, approfondimenti e divertenti box a tema. Un'ulteriore scrematura, per il massimo dell'eccellenza, l'ha fatta con l'aiuto di una giuria prestigiosa di giornalisti enogastronomici, da Bruno Gambacorta ad Antonio Paolini, da Fiammetta Fadda a Luigi Cremona, conclusasi con una solenne premiazione di 8 giovani imprenditori-foodies alla Città del Gusto.

Per la categoria 'Mangiare” sono stati premiati la trattoria 'Consorzio” (Torino), la pizzeria 'Percorsi di Gusto” (L'Aquila), il Ristorante 'Reale” (Castel di Sangro, L'Aquila) e la gastronomia 'Timpani & Tempura” (Napoli).

Per la categoria 'Comprare” i riconoscimenti sono andati alla panetteria 'Vulaiga” (Fobello, Vercelli), all'azienda agricola 'Il Feudo” (Zocca, Modena), al catering 'Food on the road” (Roma) e alla 'Pasticceria Russo” (Santa Venerina, Catania).

Maria BuzzancaLa geografia dei luoghi foodies in Italia mostra come il maggior numero dei locali si concentri nel Centro-Sud. In testa è il Lazio con ben 125 punti selezionati (11% del totale), medaglia d'argento per la Campania con 104 e gradino più basso del podio per la Toscana con 98. Segue la Sicilia con ben 78 locali foodies, incalzata dal Piemonte (74). Ottima performance per l'Abruzzo (68) che, nonostante un territorio geografico limitato, presenta molti locali foodies.

La guida è molto più ampia di quella della predente edizione, con 400 nuove segnalazioni. Ci sono i fornai che custodiscono i segreti del pane di Matera, le due amiche romane in carriera che lasciano tutto per aprire Food on the Road, un tempio del panino d'autore per la pausa pranzo, il fruttivendolo di Vimercate che serve ai clienti squisiti frullati e macedonie mentre comprano patate e insalata. Ci sono anche la golosa fiorentina del Dolce Emporio bravissima a confezionare cesti di dolci, Alfio e Katia di Aosta in vecchio mulino propongono piatti del territorio, il pizzaiolo di Trebisacce (Cs) che da 30 anni sforna pizze straordinarie.

C'è la storia di Marzia Buzzanca (nella foto) de L'Aquila che non è arresa al terremoto ed ha ricominciato da capo, e quella di Antonio Tubelli di 'Timpani e Tempura” (Napoli) che smista la fila davanti alla sua rosticceria e propone ai clienti affezionati il «Cen'otto» (una cena speciale con non più di otto commensali). E c'è anche una celebrità: lo chef Igles Corelli di 'Atman” di Pescia (Pt) che fa cucina garibaldina, nel senso che cerca i migliori ingredienti in tutt'Italia, unificandola quasi come fece l'Eroe dei due mondi. «In questo prodotto editoriale sui generis - ha detto Massimiliano Ceresini di Negroni - ritroviamo lo straordinario patrimonio enogastronomico di cui il nostro Paese va fiero,valorizzato dalla creatività in cucina di grandi chef e artigiani del gusto. Sono quei locali capaci di regalare un'esperienza che coniuga allo stesso tempo modernità e tradizione».